I nuovi divieti: multe fino a 3000 euro, tutte le sanzioni per i trasgressori

Da mezzanotte è in vigore il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte con le misure per contenere il contagio da Covid. Oltre ai vari divieti ed obblighi, il provvedimento – che resterà in vigore per un mese – contiene anche le sanzioni per chi non rispetterà quanto deciso dal Governo nel tentativo di frenare la seconda ondata della pandemia in Italia.

Si parte da 400 euro

A meno che il fatto costituisca reato, scrive laleggepertutti.it, la violazione delle disposizioni contenute nel Dpcm di ottobre fanno scattare l’illecito amministrativo, che prevede una sanzione pecuniaria da 400 a 3.000 euro. Va precisato che tale illecito è imputabile sia a titolo doloso sia a titolo colposo, mentre viene esclusa la responsabilità in caso di errore incolpevole oppure se la violazione della norma è stata fatta per necessità, per adempimento di un dovere, per legittima difesa o nell’esercizio di una facoltà legittima.

Il concorso di persone

Il quadro sanzionatorio prevede anche il “concorso di persone”: può scattare, ad esempio, nel caso in cui un gruppo di amici, in contrasto con quanto previsto dal Dpcm, decida di trovarsi a giocare una partitella nell’oratorio del paese. Ognuno di loro risponderà, comunque, del fatto con la relativa sanzione. La sanzione pecuniaria aumenta di un terzo se il mancato rispetto degli obblighi o dei divieti avviene con l’uso di un veicolo.

I locali pubblici

Inoltre, i locali pubblici che non seguono le direttive del decreto (ad esempio, l’obbligo di far rispettare l’uso della mascherina o di servire le consumazioni solo al tavolino dopo le 21 o, ancora, tirare giù la serranda alle 24) rischiano la chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni, oltre alla sanzione pecuniaria.

I recidivi

Chi ci prende gusto a trasgredire e viene sorpreso per due volte a violare la stessa norma, si troverà a dover pagare il doppio della sanzione, quindi da 800 a 6.000 euro. I locali, in questo caso, rischiano la chiusura per il tempo massimo previsto, cioè 30 giorni.

Come fare ricorso

La sanzione viene disposta dal prefetto. Chi intende presentare ricorso, deve rivolgersi al giudice di pace, salvo i casi in cui occorre rivolgersi al tribunale, ovvero quelli che riguardano la tutela del lavoro, dell’igiene sui luoghi di lavoro o la prevenzione degli infortuni o quando è stata applicata una sanzione accessoria oltre a quella pecuniaria (come la chiusura dell’attività di un locale pubblico).

Riduzioni della sanzione

È possibile pagare la sanzione in forma ridotta: entro 60 giorno dalla contestazione o dalla notifica, il trasgressore pagherà il minimo di 400 euro, ma l’importo scende a 280 euro se lo fa entro i primi 5 giorni.

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