Le verità sull’artrosi: come si fa a giocare d’anticipo, parla l’esperto

È in assoluto la più frequente delle patologie articolari, con un’incidenza che aumenta con l’età, ma dipende molto anche dallo stile di vita e dall’attività professionale svolta.

L’artrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni, spesso asintomatica.

Quando “si fa sentire” lo fa soprattutto con il dolore: “È un dolore meccanico, cioè acuito dal movimento e che generalmente migliora con il riposo”, precisa il dottor Nicola Boffini, reumatologo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto sotto).

In alcuni casi, anche in assenza di dolore, l’articolazione interessata da artrosi, durante l’esecuzione di determinati movimenti, produce un caratteristico rumore. C’è chi lo definisce come uno “schiocco” , chi come un  “fruscìo”.

“È il cosiddetto “scroscio articolare” ed è provocato dall’attrito tra le superfici dell’articolazione” conferma lo specialista, “In pratica, a causa dell’usura della cartilagine, un osso “sfrega” contro l’altro, producendo questo suono”.

Nelle forme un po’ più avanzate, oltre al dolore può comparire una sensazione di rigidità, specialmente al mattino, di solito di breve durata. In quelle più gravi, dolore e rigidità diventano a mano a mano più persistenti, provocando anche limitazioni funzionali.

 

Anca, ginocchio e caviglia le più colpite

Anca, ginocchio e caviglia sono le sedi più colpite. “Ma la malattia può interessare anche spalla, gomito, polso”, osserva il dottor Boffini. “Una forma particolare è  l’artrosi delle dita della mano, che presenta una fortissima componente genetica ed è piuttosto difficile da trattare”.

Come correre ai ripari? “Inizialmente, si suggerisce il trattamento farmacologico, con analgesici ed, eventualmente, anti-infiammatori”, afferma il dottor Boffini.  “Efficaci sono anche le infiltrazioni di acido ialuronico, che possono essere modulate a seconda dello stadio del processo degenerativo”.

Il nuoto ottimo come prevenzione

Ma contro l’instaurarsi della malattia si può anche giocare d’anticipo? “Sicuramente sì”, risponde l’esperto. “Mosse di prevenzione importanti sono  mantenere il peso forma e praticare un’attività fisica di tipo aerobico (ottimo il nuoto), moderata e regolare.

Una buona idea è anche il ricorso ad integratori alimentari condroprotettori (soprattutto quelli che contengono condroitin-solfato), utili anche quando la cartilagine comincia ad essere un po’ degradata”.

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