Bud, Corona, Beck’s e Peroni: nozze con una dote da 107 miliardi di dollari

Bud, Corona, Beck’s e Peroni, tutte sotto lo stesso marchio: le birre industriali più conosciute al mondo avranno un solo padrone, che diventerà a questo punto il primo produttore mondiale in assoluto. Si tratta di Inbev, il colosso della birra che ha tra i suoi marchi Budwaiser, Corona e Beck’s, e che ha ottenuto il via libera per l’acquisizione di Sabmiller della concorrente Sabmiller (che ha accettato “in linea di massima”). In che significa che una sola realtà industriale produrrà un terzo dei boccali bevuti in tutto il mondo.

Si tenga presente che le italiane sono le più grandi bevitrici di birra d’Europa e si capirà quanto interessa qui da noi la fusione.

La formalizzazione dell’offerta il 28 ottobre

La nuova compagnia avrà sede legale in Belgio e in base alla normativa britannica sulle acquisizioni, InBev ha tempo fino alle 17 di oggi, mercoledì 14 ottobre, per formalizzare l’offerta, ma le due compagnie si sono accordate per una proroga di due settimane, portando il termine fino alle 17 del 28 ottobre. C’è chi ha fatto i conti e parla di una matrimonio con una “dote” tra i 104 e i 107 miliardi di dollari, pari al controllo del 31% del mercato globale della birra.

aaaaquattrobirre

Una “fusione” che vale il 30% del mercato

Dopo essersi vista rigettare due offerte, l’ultima delle quali a 40 sterline ad azione, ne ha presentata una terza da 42,15 sterline per un controvalore di 68,2 miliardi di sterline, pari a circa 92,4 miliardi di euro. “AB InBev – spiega una nota di alcuni giorni fa – è delusa per il fatto che il cda di SabMiller ha rigettato entrambe queste precedenti offerte senza alcun significativo impegno”. La multinazionale punta a realizzare una fusione amichevole per creare un colosso da 275 miliardi di dollari di capitalizzazione e oltre il 30% di quota di mercato globale. AB Inbev è nata nel 2008 a sua volta dalla fusione tra il gigante belga InBev e quello americano Anheuser-Busch.

64 miliardi di dollari di ricavi all’anno

Circa 20 giorni fa hanno iniziato a circolare voci sulle ‘avances’ di Ab InBev, e prevede la possibilità di un’alternativa con una parte in azioni riservata al 41% del capitale di SabMiller. Il gruppo che controlla Budweiser definisce la sua offerta “altamente attraente” per gli azionisti. Altria Group, principale azionista di SabMiller, si è già schierata a favore di Ab Inbev invitando il board ad aderire a un’offerta che “creerebbe significativo valore per gli azionisti di SabMiller”. “Crediamo che la combinazione delle due società costruirebbe il primo gruppo della birra veramente globale” ha commentato Carlos Brito, Ceo di Inbev. Insieme Ab Inbev e SabMiller creerebbero un colosso da 64 miliardi di dollari di ricavi e un Ebitda da 24 miliardi di dollari.

I contatti a metà settembre

Lo scoglio principale è stato “convincere” della bontà dell’offerta il cda della britannica SABMiller – che possiede, fra gli altri, anche il marchio Peroni – e che il 17 settembre scorso ha annunciato di essere stata contattata dal leader del settore, Anheuser-Busch InBev (che ha tra i suoi marchi di punta Budweiser, Corona, Beck’s e Stella Artois) per un’offerta di acquisizione finalizzata alla fusione.

Più di un secolo di vita

Sabmiller, fondata in Sudafrica nel 1895 ha acquistato marchi locali e produzioni in Europa, Asia e nelle Americhe per arrivare poi nel 2005 a conquistare anche la italianissima Peroni. Tra gli altri marchi più noti Grolsch e Pilsner Urquell.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto