200 bambini iperattivi, ma stavolta io faccio la maestra del campo estivo

L’orario di arrivo è sempre le 8 del mattino, il grande vociare che si sente è sempre quello di 200 bambini (o “cinni” come si dice dalle mie parti) iperattivi anche di prima mattina, il luogo è sempre l’oratorio della città, c’è solo un piccolo particolare: questa volta io sono dall’altra parte della barricata. Non faccio più parte, infatti, del gruppo di bimbi dai 6 ai 12 anni, bensì del gruppo di persone che fino a pochissimo tempo fa guardavo dal basso, coloro che stanno dietro a questi bambini: gli animatori.

Sto parlando di estate ragazzi. Per chi non lo sapesse è una sorta di campo estivo, della durata di due settimane, organizzato estremamente bene (almeno nella parrocchia della mia città) e che coinvolge la bellezza di 200 bambini e 65 animatori. Entrambi divisi in 4 squadre (Rossi, Gialli, Verdi e Blu) coinvolte ogni giorno in giochi ed attività a punti, nonché gite e laboratori di cucina. Ma quale lo scopo di vincere giochi e ottenere punti? Beh al termine delle due settimane ogni bimbo della squadra vincente riceverà mezzo chilo di gelato!

Non mi ero mai resa conto di quanto fosse impegnativo e soprattutto stancante stare dietro ai bambini: corrono dappertutto, non stanno fermi un attimo, ma allo stesso tempo ti fanno ridere e ti ritrovi in ciò che fanno perché alla fine io stessa ero come alcuni di loro fino quello che sembra davvero pochissimo tempo fa.
L’altro pomeriggio sono entrata nel laboratorio di cucina e il gruppo delle elementari stava facendo l’impasto del salame al cioccolato (burro,biscotti,latte, Nutella e cacao).

Beh, le loro mani erano una palla marrone, la loro faccia e le loro magliette non ne parliamo, se un biscotto cadeva per terra se lo mangiavano senza problemi e oltre al biscotto si mangiavano pure l’impasto del salame così com’era , con il burro crudo; aspettano che ti giri e con un colpo veloce si mettono in bocca il tutto, senza accorgersi di essersi completamente sporcati la bocca e dopodiché ti guardano con un’aria innocente.

Detto ciò mi ricordo perfettamente quali erano gli animatori che preferivo e quali invece non sopportavo e faccio del mio meglio per fare tesoro dell’esperienza passata (come si dovrebbe poi sempre fare). Per esempio detestavo quelli che avevano un bimbo preferito e magari non sapevano nemmeno il tuo nome e per questo motivo quando un bimbo viene da me e non ricordo il suo nome, con molta nonchalance mi alzo e leggo il nome scritto sulla visiera del suo cappellino colorato.
Insomma è passata solo una settimana e sono più stanca di quando c’era la scuola, ma sono contenta, sto conoscendo nuove persone e in ogni caso arricchendo me stessa con un’esperienza che non avevo mai avuto occasione di provare.

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