A Madrid e a Barcellona ora il sindaco è donna

Rivoluzione al femminile nelle due metropoli spagnole. Per la prima volta ai vertici delle due città c’è una donna.

A Madrid Manuela Carmena, 71 anni, ex giudice eletta con la piattaforma di sinistra Ahora Madrid di cui fa parte anche Podemos, è il nuovo sindaco (nella foto in alto) della capitale spagnola. La nomina e la cerimonia del giuramento si sono svolte ieri, dopo l’accordo raggiunto tra Ahora Madrid e il partito socialista (Psoe), che ha votato a favore di Carmena, ma non entrerà nella sua giunta.

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“Eccoci qui. Grazie mille. Ora siamo tutti sindaci”, ha twittato la Carmena ringraziando gli elettori di Madrid (come mostra la foto).

 

Podemos conquista quattro grandi città

Ma Podemos non conquista soltanto Madrid. Ha già messo le mani, infatti, su quattro delle cinque più grandi città della Spagna: Madrid, Barcellona, Valencia, con il movimento anticorruzione Comrpomis, e Saragozza.

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A Barcellona l’icona del movimento indignado anti-sfratti Ada Colau (nella foto), 41 anni, è il primo sindaco donna della metropoli catalana dopo 119 uomini.

Le due nuove “donne forti” della politica spagnola governeranno le due città più popolose (3,1 milioni di abitanti Madrid, 1,6 Barcellona) ma anche più importanti politicamente ed economicamente.

 

Si tagliano lo stipendio

Hanno annunciato che si taglieranno lo stipendio, propongono una politica della città “dal volto umano”, investimenti per decine di milioni di euro in politiche sociali per chi ha più sofferto per la crisi, il blocco degli sfratti, la sopensione di progetti di investimenti urbani miliardari, lo stop alla privatizzazione dei servizi urbani, tolleranza zero contro la corruzione.

 

Ada Colau contro il turismo di massa

Colau a Barcellona vuole fermare l’invasione del turismo di massa, che ha provocato la rivolta di alcuni quartieri della capitale catalana.

Carmena a Madrid ha annunciato che verranno controllati e riesaminati contratti e debito (4,5 miliardi) ereditati dalla giunta Pp. L’ex-magistrato e l’icona indignada sono state elette grazie in particolare all’appoggio del partito socialista, che resterà fuori dal governo comunale.

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