Decreto rilancio: 55 miliardi per famiglie e imprese

Il decreto Rilancio è stato approvato ieri nel tardo pomeriggio, con aiuti per 55 miliardi a famiglie e imprese. Tagliati 4 miliardi di tasse.

Il premier Conte parla di “premessa per concretizzare la ripresa” dell’Italia.

Cassa integrazione più veloce

Accordo tra Governo e regioni per velocizzare il pagamento della cig, direttamente dall’Inps. Intesa sulla regolarizzazione dei migranti ed emersione del nero, con la Bellanova che si commuove annunciando la misura. Gualtieri mette in evidenza invece l’arrivo di nuove norme per velocizzare i prestiti alle imprese.

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“Vi posso assicurare che ogni ora di lavoro pesava perché sapevamo di dover intervenire quanto prima. Abbiamo impiegato un po’ di tempo ma posso assicurarvi che non abbiamo impiegato un minuto di più di quello strettamente necessario per un testo cosi complesso”. Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo l’approvazione del dl Rilancio. Il premier ha ricordato anche che per ora “i trasferimenti tra le Regioni sono congelati” e che per le riaperture farà un decreto legge e non un dpcm.

 


Il Decreto Rilancio stanzia “155 miliardi per far ripartire l’economia italiana”, ora “massimi impegno per far arrivare subito le risorse e rilanciare insieme il Paese”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (nella foto qui sopra), su twitter dopo il Consiglio dei ministri.

 

Trovata la soluzione per i migranti

Sulla regolarizzazione degli stagionali “non si è consumata una battaglia cruenta, è un provvedimento complesso, che richiedeva una attenta valutazione. Da parte del M5S è stato richiesto un supplemento di valutazione, anzi vorrei ringraziare il Movimento 5 Stelle perché abbiamo approfondito alcuni aspetti”: ha detto il presidente del Consiglio Conte annunciando l’accordo trovato sulla questione dei migranti per i quali è stata chiesta la regolarizzazione. “Non è un problema di numeri, è di sostanza. I principi esiliano qualsiasi considerazione sui numeri” delle regolarizzazioni.

ÈE un risultato importante e anche una battaglia di civiltà”. “Non ho fatto uno studio esatto dei numeri ma sono numeri molto più limitati” di 600mila migranti da regolarizzare. “Se ci abbandonassimo alle comparazioni, credo che i governi di centrodestra abbiano regolarizzato 877 mila migranti, quelli di sinistra oltre 500mila. Se sono numeri sbagliati chiedo preventivamente scusa. Ma non è un problema di numeri, è di sostanza”.

E la ministra Bellanova si commuove

La ministra Bellanova si commuove in diretta durante la conferenza stampa del governo per presentare il dl rilancio da 55 miliardi. “Voglio sottolineare un punto per me fondamentale, l’emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili”: dice la ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova (nella foto) in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Da oggi possiamo dire che lo Stato è più forte del caporalato”, aggiunge.

“Il settore agroalimentare ha una dotazione specifica: abbiamo destinato 1 miliardo e 150 milioni di euro per sostenere la filiera agricola. Gli interventi saranno finalizzati ai settori che hanno più sofferto, il florovivaismo, gli agriturismi, la filiera del vino”, ha aggiunto la ministra.

Matteo Salvini non ci sta e l’attacca: “Le sue lacrime non ci commuovono”.

 

 

Le notizie del 13 maggio

Approderà oggi in consiglio dei ministro il decreto rilancio, che contiene le misure più importanti per far fronte alla crisi economica per il coronavirus. L’accordo politico sulle misure è stato raggiunto nella tarda serata di ieri, martedì 12 maggio, assicurano fonti di Palazzo Chigi. “Oggi il Cdm approverà il decreto. È un provvedimento molto complesso che vale 55 miliardi di euro, oltre 200 articoli. Dobbiamo rispondere alla crisi più grave dal dopoguerra con misure eccezionali”, ha affermato il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, in un’intervista a Radio Anch’io su Radiouno.

La questione colf e badanti

La regolarizzazione dei migranti che lavorano come braccianti, colf e badanti si farà, assicura Giuseppe Conte. E blocca così la fronda M5S che cercava di stralciare la norma dal decreto. All’apice di uno scontro durissimo, che minaccia di far impantanare l’attesa maxi manovra da 55 miliardi, il premier decide di intervenire, per ricordare ai Cinque stelle che sono “legittimi” i loro dubbi, ma una “sintesi politica” nella maggioranza era stata raggiunta domenica notte e da lì si parte.

Le clausole di salvaguardia

L’accordo appare però ancora fragile. E non c’è neanche la quadratura del decreto monstre, da oltre 250 articoli: lo slittamento a oggi è stato determinato per un problema di fondi sottostimati per la cassa integrazione prevista dal decreto Cura Italia, varato a marzo, e più in generale per un difficile incastro delle coperture, tanto che tra i tecnici c’è chi non esclude il ricorso a “clausole di salvaguardia” per andare oltre i 55 miliardi in deficit.

Sintesi da trovare

Ma è il dossier migranti a far tremare ancora la maggioranza. Spetta a Conte trovare una sintesi tra gli azionisti del suo governo su un tema tanto “complesso” da aver portato “anche governi di centrodestra”, nota il premier, ad aprire ad ampie sanatorie.

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