“Onesti e disonesti”: in un libro storie di persone perbene contro il malaffare

Sangue infetto, smaltimento illegale dei rifiuti, speculazioni edilizie, depredazione del territorio, corpi femminili usati come merce di scambio. Sono molteplici le forme che assume la corruzione. Ma non tutti osservano immobili l’assalto alle risorse pubbliche e l’ingordigia di chi ha come unico scopo l’arricchimento personale. C’è chi resite, chi non si piega, e a loro è dedicato “Onesti e disonesti – Le due Italie che si combattono”, il libro della giornalista Antonella Beccaria (Castelvecchi, 192 pagine, 17,5 euro).

La prefazione di Giuliano Turone

Il volume parte con un prologo, “In memoria di un uomo perbene”, con la storia di Cristiano Lobbia, che nell’Italia appena unificata si batté contro lo scandalo della Regìa dei Tabacchi. E si conclude con un epilogo, “In memoria di un altro uomo perbene”, Adolfo Parmaliana, il professore di Terme Vigliatore che si batté fino alla fine contro la mafia (anche e soprattutto quella istituzionale) in provincia di Messina. In mezzo tante altre vicende, introdotte dall’ex magistrato Giuliano Turone (colui che scoprì le liste della P2 di Licio Gelli il 17 marzo 1981).

“Pagano per la propria onestà”

Tante vicende, si diceva, perché – come scritto nella presentazione del volume – “esiste una nazione che non si vede, che si oppone e che per questo ha pagato e, a volte, continua a pagare per il proprio moto di onestà. Ma che non si è arresa al dilagare dell’illegalità”.

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