In volo verso Londra con la parrucca che mia madre detesta

Mi trovo su un aereo, a duemila metri di altezza e di fianco a me non c’è mia madre, non c’è mio padre e non c’è nemmeno uno sconosciuto. C’è la mia prof di chimica. È seduta alla mia destra su una di quelle poltroncine scomode della British. Siamo dirette a Londra. Sono le 7 del mattino. Siamo arrivati in aeroporto alle 4.45 e mia madre era più entusiasta di me. Ma entusiasta di cosa? Vi starete chiedendo. Beh mi attende una settimana con la mia classe in una cittadina a 100 km da Londra. Che bello!! Direte voi. Beh, sì, circa.

Diciamo che non sono del tutto entusiasta. Sì, sono felice di essere su un aereo, come sapete mi affascina un sacco, ma andremo una settimana a lezione mattina e pomeriggio, avremo un bagno in comune con altre 15 ragazze e il cibo non voglio immaginare come sarà. Per di più la tanto promessa gita a Londra è saltata per motivi organizzativi, Pff.

Ora che ci penso sto andando un po’ contro i miei ideali dicendo queste cose. Sono la prima a consigliare agli altri di pensare sempre positivo ed è quello che cercherò di fare, cercheró di non pensare a questi dettagli e vedere il tutto come una esperienza di vita con persone della mia età con le quali, per fortuna, mi trovo sempre meglio. È un po’ come quando devi dare al tuo cane una medicina, ma gliela dai avvolta in una fetta di prosciutto in modo che non si accorga del saporaccio della piccola pillola in mezzo al grande prosciutto.

Io devo avvolgere con ottimismo e pensieri positivi la piccola pillola contenute cibo cattivo, un bagno per quindici persone e ore su ore di lezione. Non so perché, ma sento come un senso di malinconia, sento che mi mancheranno più del solito gli altri miei amici rimasti a Bologna e le piccole cose che sono abituata a fare ogni giorno. È una sensazione strana.

Siamo partiti pieni di bagagli, ho portato la macchina fotografica per fare i miei soliti video diari, le carte, Cosmopolitan di marzo per farmi compagnia durante il volo e una parrucca. Sì, una parrucca. Dovete sapere che ho dei lunghi, molto lunghi capelli biondi naturali che non taglio dall’età di 11 anni (quando mi traumatizzarono tagliandomeli assolutamente troppo e male) pertanto non ho assolutamente il coraggio di tagliarli figuriamoci tingerli, ma alcuni giorni mi piacerebbe tanto cambiare.

Così ho pensato, be’, Alice, compra una parrucca. E così, circa, è stato. Un mio caro amico mi ha regalato una parrucca di lunghi capelli castani e devo dire che mi piacciono molto.

Mia madre mi ha vietato di andarci a scuola (non chiedetemi il perché o se avete qualche idea fatemi sapere) e perciò approfitto della sua assenza per sfoggiare i miei finti capelli e confondere un po’ le persone.

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