Berlinale, “The Party” di Sally Potter: risate a scena aperta (e prenota un premio)

Sono bastati settantuno minuti a “The Party”, di Sally Potter, per scatenare risate a scena aperta. E probabilmente anche ad assicurarsi un premio importante il prossimo 19 febbraio, quando la Berlinale chiuderà i battenti.
Una commedia dai risvolti neri, dove le risate sono sempre infilzate da grappoli di cinismo e gli eventi tragici sferzati da risate nemmeno tante amare.

L’humor nasce già dal titolo a doppio senso

L’humor fermenta fin dal doppio senso del titolo: se ad un “party” si festeggia, per il labour “party” sembrano lontani i tempi delle celebrazioni. E la sceneggiatura è infatti piena di raffiche taglienti verso una sinistra che non riesce a trovare più la sua identità. Così come i protagonisti, a cominciare dai padroni di casa: Janet (Kristin Scott Thomas) e Bill (Timothy Spall).

Una festa per il ministro ombra

La festa è organizzata per omaggiare la nomina di Janet a ministro ombra della Sanità.

Insieme a loro una coppia in procinto di separarsi (Bruno Ganz e Patricia Clarckson), una coppia di lesbiche (Emily Mortimer e Cherry Jones), venuta alla scoperta di aspettare tre gemelli, e poi Tom (Cillian Murphy), il marito della collaboratrice di Janet, Marianne, che non vedremo mai, ma che sarà il motore di tutta la vicenda raccontata.

Messaggi segreti all’amante

Mentre il cibo brucia in forno, evaporano le verità dei protagonisti. Janet riceve e manda di nascosto messaggi al suo amante. Tom non regge la pressione e si chiude in bagno a sniffare. E Bill, il marito di Janet, confessa due verità che scateneranno il putiferio. In una c’entra Marianne, che per via di un ritardo non si è ancora aggiunta agli ospiti.
La casa borghese dove sono rinchiusi i protagonisti diventa lo specchio di un Paese che stenta a riconoscersi. Un cinismo freddo e preciso – come nelle migliori commedie di Pinter – travolge e smaschera la vera identità dei partecipanti alla festa.

Sanità pubblica e medici privati

E allora scopriamo che gli amici del ministro paladino della sanità pubblica hanno un medico privato. Ridiamo senza riserve delle battute politicamente scorrette di Patricia Clarckson (vera mattatrice del film, nella foto qui sopra) sui gay e sulle donne: “Ti devi liberare di tutte queste amicizie femminili, che producono solo energie negative.”, dice a un certo punto a Janet. Rimaniamo sorpresi  quando Bill – il classico marito che sembra vivere all’ombra di una donna troppo più energica e intelligente di lui  – svela le sue carte.

La scelta del bianco e nero

La Potter, che in passato ha firmato opere come “Lezioni di Tango”, “Orlando” e “L’uomo che pianse”, filma volutamente in bianco e nero: “L’immagine di un Inghilterra a pezzi”, dirà in conferenza stampa. Dove ovviamente ha commentato con un certo avvilimento la Brexit, durante la quale il film è stato girato. Di forte impatto teatrale, “The Party” è l’istantanea di un presente incerto, chiuso in un atto unico che ha regalato alla Berlinale una boccata d’aria.

Il trailer in lingua originale

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