Maxi accordo tra Europa e Giappone, scatta dal 1° febbraio 2019

Bruxelles – Con l’ultimo sigillo messo dal Parlamento europeo, dal 1° febbraio prossimo potrà entrare in vigore l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Giappone, l’Economic Partnership agreement (Epa).
Di tratta di un accordo enorme per le dimensioni (coprirà un’area pari a un terzo del Pil mondiale) e dal grande valore ambientale: per la prima volta, in un patto di libero scambio, viene preso come riferimento l’Accordo sul clima di Parigi, i cui obiettivi di riduzione dei gas ad effetto serra le parti si impegnano a rispettare.

Commercio aperto e vantaggioso per i partner

“Insieme con i nostri amici e stretti partner come il Giappone continueremo a difendere un commercio aperto, vantaggioso per tutti e basato sulle regole”, e’ il commento soddisfatto del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. L’intesa commerciale consentirà di eliminare la stragrande maggioranza del miliardo di euro di dazi annuali pagati dalle imprese europee che esportano in Giappone, oltre a una serie di barriere regolamentari come per esempio quelle sulle auto.

Apertura ai prodotti agro-alimentari europei

Il mercato giapponese di 127 milioni di consumatori verrà aperto ai prodotti agroalimentari europei: verranno eliminati quasi totalmente i dazi, abbassate le tariffe e introdotti strumenti di tutela dei marchi di qualità contro le contraffazioni, frenando la diffusione di falsi alimentari che tanto danneggiano il mercato italiano fatto di grandi eccellenze. In particolare, l’Epa garantirà la tutela di 46 indicazioni protette italiane. Per prodotti come il vino o i formaggi si ovvierà al problema dell’elevata tassazione, che in Giappone può arrivare fino al 40% per i beni importati.
Secondo BusinessEurope, che raccoglie le imprese e l’industria europea, il partenariato con il Giappone dovrebbe far aumentare le esportazioni del 34% per l’Ue e del 29% per Tokyo, liberalizzando fino al 99% del commercio bilaterale.

Rimozione dei dazi per un miliardo di euro

La Ue calcola che la rimozione dei dazi avrà un valore di circa un miliardo di euro e genererà una crescita del Pil europeo di quasi il 2%. Si stima poi che le esportazioni dall’Ue verso il Paese dei ciliegi aumenteranno di 13 miliardi di euro, creando oltre 180mila nuovi posti di lavoro. E a beneficiarne saranno soprattutto le piccole e medie imprese.

Un bel risultato per l’Unione europea, mentre  imperversano guerre commerciali tra Usa e Cina e ritornano vecchie logiche di protezionismo.

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