Coop, ambiente e consumi: domani a Milano a “Maneggiare con cura”

Ambiente, clima, abitudini di vita e consumo. Sono i temi al centro di “Maneggiare con cura”, l’incontro collaterale di “Coop_70 Valori in scatola” che domani, venerdì 14 dicembre, a partire dalle 18.30 si terrà a Milano, presso il Teatro Agorà della Triennale. Ospiti sono Luca Mercalli (divulgatore scientifico e metereologo), Paolo Virtuani (giornalista del Corriere della Sera esperto di temi ambientali), Elena Carletti (presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi) e Maura Latini (direttore generale Coop Italia).

“Impegno rinnovato contro la plastica”

“Coop”, si legge nella nota di annuncio all’appuntamento, “coglie così l’occasione per ribadire il suo rinnovato impegno sul tema concretizzatosi con l’adesione volontaria alla campagna di impegni per l’implementazione del mercato della plastica riciclata lanciata dalla Commissione Europea. Nel complesso le azioni sui prodotti conseguenti all’impegno preso permetteranno a Coop di raggiungere nel 2025 un risparmio totale di plastica vergine di 6.400 tonnellate annue, corrispondenti al volume di circa 60 Tir (circa una fila di 1 km di Tir in autostrada)”.

“Oltre gli obiettivi europei”

“In relazione all’impegno per l’uso di 6400 tonnellate di materiale riciclato al posto del vergine”, viene scritto ancora, “è stimato un corrispondente risparmio annuo di CO2 pari a circa 9000 tonnellate. Inoltre Coop ha già dichiarato di andare anche oltre l’adesione alla Campagna Europea e prevede di raggiungere entro il 2022 gli obiettivi che l’UE ha posto come obbligatori entro il 2030: nell’arco di un quadriennio tutti i prodotti a marchio Coop saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili, mentre quelli della linea Vivi Verde, maggiormente dedicata alla tutela dell’ambiente, taglieranno il traguardo già a fine dell’anno prossimo”.

Coop: 70 anni di Valori in scatola alla Triennale di Milano, le notizie del 17 novembre 2018

Chiamatela pure mostra. Ma è tutta un’altra cosa. In “Coop_70. Valori in scatola”, voluta da Coop per festeggiare i suoi primi 70 anni di storia e che si apre stasera nel candido e bellissimo edificio della Triennale di Milano, quel nome, “mostra”, sta un po’ stretto. Perché chi l’andrà a vedere, si ritroverà in mezzo a un gioco, come se fosse a spasso fra le attrazioni di un Lunapark. Non starà fermo un minuto. E soprattutto ritornerà a casa con una consapevolezza nuova.

I primi 70 anni

 

“Come si potevano ricordare i primi 70 anni di Coop, del più grande distributore di cibo in Italia? – dice Giulio Iacchetti che, insieme a Francesca Picchi, ha curato l’allestimento – Certo, si poteva procedere con una raccolta di vecchi reperti, con una musealizzazione di confezioni di cibo del passato (cosa peraltro impossibile, perché nessuno si è mai sognato di conservare una scatoletta di tonno o una confezione di uova dagli anni ”70, gli oggetti di consumo si consumano appunto! ). E invece. In questa mostra milanese si celebra il valore di una filosofia rivoluzionaria di uno spirito che ha cambiato l’Italia: la Cooperazione”.

Una mostra anche di valori

Una mostra di idee importanti, di valori appunto. ” In particolare: sicurezza, etica, ecologia, bontà, trasparenza e convenienza – dice il presidente di Coop Italia Marco Pedroni – perché tutti devono poter permettersi cibo di qualità”.

 

Dal 1948 a oggi

Il risultato è un percorso colorato nella storia d’Italia dal 1948 a oggi. Un appuntamento da andare a vedere possibilmente con i bambini perché per loro c’e un’intera fattoria per giocare a fare i contadini e i produttori. Rimarrà aperto alla Triennale di Milano fino al 12 gennaio ( ingresso libero).

La mostra si apre subito con uno spettacolo: quello dei numeri della Coop. Le cifre scorrono su uno schermo, un po’ come i titoli in borsa che filano veloci sul video della Borsa. Cose tipo 151.000 chilometri di scontrini emessi in un anno (quattro volte il giro della terra) , 1.152 punti vendita. Si prosegue poi attraversando otto stazioni divertenti e curiose, tanto da ritrovarsi, per esempio, dentro una mega lattina di pomodori. E un minuto dopo all interno di una confezione di spaghetti . Nel buio come per magia appaiono in video i lavoratori dei pastifici di Graiano per farci capire da dove vengono e come nascono i prodotti a marchio Coop. Ogni passo ti sollecita. Alzi gli occhi su un grande muro interamente ricoperto dagli slogan degli ultimi 70 anni. Immagini e parole che hanno rappresentato l agire del movimento cooperativo dal 1948 al 2018.

Oltre al classico la Coop sei tu, o i primi appoggi alla nascente movimento dell ecologia, ci sono anche messaggi forti come (1978) I democratici dicono no alla strategia della tensione. E poi i tantissimi testimonial, dal tenente Colombo che si aggirava fra gli scaffali infagottato nel suo impermeabile a Woody Allen fino alla Littizzetto.

 

Imparare a dimenticare l’io, diventare noi

Leonardo Sonnoli che ha curato la progettazione dell’immagine grafica dice che “Avevate già fatto caso che nel logo Coop le C e le O sono usate come anelli, con le lettere che si uniscono le une alle altre. Bello vero? Lo spirito della Coop e di questa mostra è anche questo: imparare a dimenticare l’io e diventare un noi. In ogni caso , i primi a tracciare il logo Coop furono i mitici grafici Albe e Lica Steiner, poi venne Bob Norda, che firmò anche l’immagine della metropolitana di New York”.

 

Tagliatelle e lasagne per una missione spaziale

La cosa più curiosa? Un vassoio sottovuoto che la Coop confezionò per una stazione orbitale russa a fine anni 90. Un piccolo vassoio argentato con tagliatelle e lasagne che una volta liberate nella navicella svolazzano sulle teste dei cosmonauti fino a che loro non le acciuffano con le mani. Se questo è il risultato dei primi 70 anni, aspettiamo i prossimi.

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