Fabrizio Corona, no alla scarcerazione: “Inizio lo sciopero della fame”

Fabrizio Corona rimane in carcere. Lo ha annunciato il suo difensore, l’avvocato Ivano Chiesa, ai microfoni della trasmissione Mediaset Mattino Cinque. “Tutti quanti ci aspettavamo che Fabrizio potesse tornare a casa dopo la sentenza positiva a suo favore o almeno che potesse andare ai servizi in comunità”, ha affermato il legale. Il magistrato di sorveglianza di Milano ha però respinto la richiesta. “Siamo tutti senza parole e sotto shock”, ha aggiunto Chiesa.

“Sta malissimo, si sente sequestrato”

“Come sta Corona? Malissimo”, ha aggiunto Chiesa. “Fabrizio è abbattuto e arrabbiato perché questo non se l’aspettava. Mi ha detto che vuole iniziare a fare lo sciopero della fame. Gli ho suggerito di ragionare, di non fare così ma lo conosco, ha un carattere molto forte ed è un uomo molto determinato. Secondo me lo farà e, quando lo farà, lo farà fino alla fine perché lui dice che ora si sente un sequestrato”.

Le motivazioni: “Ma non è un delinquente professionale”

Eppure solo ieri si era convinti che le cose potessero andare diversamente, nonostante non sia la prima volta che una richiesta del genere per Corona viene respinta. Il tribunale di Milano, infatti, “non ritiene di dover dichiarare Fabrizio Corona delinquente professionale” perché “la natura prettamente fiscale e le concrete modalità del reato per il quale l’imputato è stato giudicato colpevole non consentono infatti di ritenere, alla luce della ricostruzione complessiva dei fatti e della lontananza nel tempo delle condotte che hanno dato origine alle precedenti condanne, che egli viva abitualmente del provento dei reati”. Lo hanno scritto i giudici Guido Salvini, Andrea Ghinetti e Chiara Nobili nelle motivazioni della sentenza depositate nei giorni scorsi dopo il pronunciamento della sentenza, lo scorso 12 giugno.

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