Sana a Bologna: oggi cucino bio, come fare la spesa in Fiera

Per stile di vita, per problemi di salute o semplicemente perché ci piace riscoprire cibi e sapori più autentici. Gli italiani mangiano sempre più biologico tanto che questa filiera nel nostro Paese  gode di ottima salute. Superfici, produttori, punti vendita della distribuzione al dettaglio e della ristorazione sono cresciuti anche nel 2014. La domanda di prodotti a marchio bio, infatti, è in crescita dal 2005.

Così abbiamo approfittato del primo giorno del Sana, il salone internazionale del biologico e del naturale in corso a Bologna fino a martedì 15 settembre, e abbiamo provato a fare la spesa al Sana Shop, l’area di 12 mq dove sono in vendita i prodotti delle aziende espositrici.

 

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Non solo latte

Per la colazione e per la merenda l’offerta è vastissima. Si va dal classico latte intero (1.90 euro) allo yogurth di soya (1.80 euro due vasetti). Per alleviare l’intestino c’è, invece, il kefir, una bevanda naturale ricca di fermenti lattici e probiotici. In armeno keif vuol dire proprio benessere. Bevande che possono essere accompagnate con fette biscottate di farro (4.99 euro la confezione) dove spalmare crema di arancia e zenzero (3.55) oppure con brioche di farina integrale macinata a pietra (3.95).

A pranzo e a cena

Piatto unico, pasta o carne vegetale. Per il pranzo a casa o in ufficio e per la cena sono tante le proposte bio. Nel banco frigo trovate, ad esempio, i burger di mopur, una carne vegetale priva di colesterolo (3.70 euro la confezione), gli straccetti di lupino (3.75 euro) per chi ama i sapori più spiccati o l’insalata di sorgo (3.60 euro), un cereale privo di glutine. Se proprio non potete rinunciare al ragù, ci sono le polpettine di seitan ripiene di ragù al seitan (3.99).

Tra i banchi di questo insolito supermercato anche gli “alimenti ritrovati”, un progetto del marchio Ecor per riscoprire cereali e legumi del nostro patrimonio agricolo. Come la cicerchia, un legume molto simile al cece e molto presente nella tradizione contadina del Centro-Sud, la farina di grano duro Timilia che viene utilizzata per preparare il pane nero di Castelvetrano, la lenticchia di Altamura o quella di Castelluccio di Norcia o la roveja, legume della dorsale appenninica umbro-marchigiana.

Se non avete voglia o tempo di cucinare, ci sono i piatti da asporto: polpette di ceci (20.50 euro/Kg), il riso venere con tofu vegan (21.50 euro/kg) o la quinoa con le verdure (19.50 euro/kg).

Per i formaggi c’è l’imbarazzo della scelta: si va dal formaggio vegan agli anacardi e tofu (5 euro al pezzo) alla caciotta di capra con foglie di noce (31 euro/kg) passando per la più tradizionale caciotta di mucca (15 euro/kg).

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Frutta e verdura

I banchi dedicati ai prodotti della terra sono coloratissimi e tutti da scoprire. Sono in bella mostra grappoli succosi di uva bianca (2.50 euro/kg), pesche (3.70), radicchio trevigiano (3.30) o la bieta (3.34), ma ad attirare l’attenzione di molti è la batata rossa (sì, non è un errore di battitura; 5.65 euro/kg). Si tratta di un tubero originario dell’America tropicale portato in Europa da Cristoforo Colombo, ricco di sostanze antiossidanti. In cucina si può utilizzare come contorno (grigliata o al forno), cruda in insalata o come base per un risotto diverso dal solito.

Dalla Russia con sapore

Si chiama Karma Kombucha ed è una bevanda da sorseggiare a tutte le ore. È un tè fermentato per due settimane che contiene pochissimo zucchero, aiuta la digestione ed è consigliato anche per chi vuole depurarsi. Questa bevanda nasce alla fine del diciannovesimo secolo in Russia e in Germania ed oggi la troviamo nei nostri supermercati al gusto zenzero, melograno e tè verde.

Questo lo coltivo io

Se proprio non potete fare a meno dei germogli, allora il germogliatore in plastica o in terracotta (da 25 a 33 euro a seconda del materiale) fa proprio al caso vostro. Semplice da usare, il germogliatore occupa poco spazio, ma dà ottimi risultati. Vasta la gamma di germogli da coltivare in casa e da consumare poi in insalata o in altri modi naturali: farro, frumento, chia, lenticchie, trifoglio, fieno greco, porro e ravanello solo per citarne alcuni. Prima di disporli sul germogliatore, i germogli vanno tenuti in ammollo per una notte, poi occorrerà innaffiarli per circa 5-7 giorni.

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