Crisi: battuta la Lega, Conte parla in Senato il 20

Battuta la Lega che voleva far parlare Conte il 14 agosto. Il premier si presenterà a Palazzo Madama il 20 agosto, come chiesto da 5Stelle, Pd e altri partiti.

Al momento del voto in Senato sul calendario della crisi di governo che è stato approvato a maggioranza ieri dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. In Aula ha parlato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, tra le accese proteste, i fischi, il vociare da parte dei senatori del Pd. Il vicepremier ha iniziato il suo intervento parlando, ironicamente, della convocazione straordinaria del Senato che ha costretto i parlamentari a interrompere le ferie.

Risolta la calendarizzazione

 

Si risolverà oggi il problema della calandarizzazione al Senato della crisi di governo.

La presidente del Senato, Casellati, ha confermato infatti la sua posizione: in mancanza di unanimità i regolamenti prevedono che decida l’Aula.

Tutti i senatori stanno, quindi, tornando a Roma per votare a Palazzo Madama nel pomeriggio di oggi, martedì 13 agosto. La riunione è fissata per le 18.

Secondo i conteggi riportati da La Stampa” potrebbero essere presenti 102 senatori M5s su 107, 45 Dem su 51 e 12 senatori del Misto: in totale 159 parlamentari, contro i 136 voti potenziali di Lega, Fi e Fdi.

Sono questi, afferma il sito del quotidiano torinese, i numeri aggiornati secondo calcoli del Pd, al netto di chi non riesce a rientrare dalle vacanze. Il nuovo asse di M5s, Dem, Leu più altri del Misto, potrebbe approvare il suo calendario e programmare l’informativa di Conte non prima della prossima settimana, probabilmente il 20 agosto.

 

Lo stallo di oggi, 12 agosto

Oggi pomeriggio, con la conferenza dei capigruppo del Senato, presieduta dalla Casellati (nella foto), si decideranno i tempi della crisi di governo: 19-20 agosto rimangono le date più probabili per la convocazione dell’Aula anche se non si possono escludere accelerazioni: stilare il calendario non sarà facile, perché regolamenti e prassi non sempre coincidono e non si registrerà l’unanimità dei gruppi.

La Lega chiederà di discutere già domani, 13 agosto, la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte, ma è difficile che possa spuntarla.

 

Prima la mozione contro Salvini

Il Pd sosterrà che si debba iniziare dalla mozione di sfiducia già depositata contro Matteo Salvini, già in agenda a metà settembre.

Il Movimento 5 Stelle, e, con ogni probabilità il rappresentante del governo (il ministro 5S Riccardo Fraccaro), dovrebbero invece chiedere che si parta dalle comunicazioni che Conte ha chiesto di fare alle Camere. A questo rebus si aggiunge una ulteriore variabile: la richiesta che sarà avanzata domani, martedì 13 agosto, alla capigruppo alla Camera di votare con urgenza il taglio dei parlamentari. Se questa richiesta dovesse avere la meglio le urne si allontanerebbero.

Presto se ne saprà di più. Sarà anche onteressante capire se farà passi avanti “Azione civile”, l’embrione del nuovo partito di Matteo Renzi,

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto