I nomi e le storie delle prime vittime identificate (foto)

L’elenco ufficiale dei nomi delle vittime della strage dei due treni si conoscerà soltanto oggi: i tempi infatti non sono rapidi a causa delle procedure di riconoscimento. Ma già ieri i familiari hanno identificato con certezza le prime vittime.

Il macchinista prossimo alla pensione

Uno dei due macchinisti si chiamava Pasquale Abbasciano, era di Andria. A fine anno sarebbe andato in pensione, dopo tanti anni di servizio nelle Ferrovie Nord baresi. Quella di ieri per Pasquale doveva essere una giornata lieta: lo aspettavano ad Andria al municipio, perché sua figlia avrebbe recitato la promessa di matrimonio. Non ci è mai arrivato. Amava il suo lavoro e il suo pezzo di terra. Coltivava le ciliegie e le regalava sempre agli amici.

Il conducente del convoglio giallo

Morto anche un altro macchinista. È Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari), ed era alla guida del convoglio giallo, quello proveniente da Bari.

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Il vice-questore rock

Fulvio Schinzari (nella foto sopra), vice questore aggiunto a Bari, aveva appena concluso le ferie. Alle 14 lo aspettavano in ufficio per tornare in servizio. Cinquantanove anni, viveva ad Andria con la moglie e le due figlie. La musica, la sua grande passione. Fan accanito di Pat Metheny, Mark Knopfler, Joni Mitchell. Ha fondato la prima radio libera di Andria, Radio Antenna Adriatica. È stato dirigente del commissariato di Corato, e prima ancora era avvocato. Un pendolare, prendeva ogni mattina il trenino Andria-Bari. È stato riconosciuto da un collega che prestava soccorsi.

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25 anni troncati in vista delle nozze

Hanno capito che era Jolanda da un anello con la pietra nera. Lo portava sempre. Lo si vede anche dalle foto su Facebook. Jolanda Inchingolo (nella foto sopra) aveva 25 anni. A settembre si sarebbe sposata con Marco, il ragazzo che ora urla disperato. Jolanda stava andando a Bari proprio per incontrare lui. Amava il suo fidanzato e amava Parigi. Sul suo profilo c’è la Torre Eiffel, e il giorno dopo gli attentati terroristici di un anno fa aveva messo la foto di loro due, modificata con i colori della bandiera francese. “Aveva un unico desiderio: fare la mamma. E chissà quanto sarebbe stata bella”.

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La neomamma che lavorava come estetista

Aveva 30 anni e una figlia di due anni e mezzo. Lavorava come estetista e si chiamava Patty Carnimeo (nella foto sopra). “Era originaria di Bari”, ha detto la zia, “ma si era trasferita ad Andria dopo il matrimonio. Era un angelo, bellissima e dolcissima”.

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Il diciassettenne andato a trovare un’amica

Francesco Ludovico Tedone, 17 anni, è un’altra delle vittime più giovani. Era uno studente dell’Itis Jannuzzi di Andria: “Stava tornando a casa”, racconta la madre, “era andato a trovare un’amica”. Un professore su Facebook di lui ha detto: “Era tornato alla nostra scuola dopo aver frequentato il quarto anno di informatica in Giappone. Era stato in segreteria per l’iscrizione alla quinta classe che avrebbe frequentato da settembre”.

L’uomo che passeggiava tra i suoi ulivi

Tra le vittime c’è anche una persona che non era salita su nessuno dei due treni. Giuseppe Acquaviva era un contadino di 51 anni. Lavorava lungo la ferrovia, tra gli olivi, perché di professione faceva l’agricoltore. È  stato investito dalle lamiere esplose nella collisione ed è stato colpito alla testa. Lo hanno portato all’ospedale di Barletta sperando di salvarlo, ma è morto dopo qualche ora.

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Il quindicenne col mal di pancia (che era andato lo stesso a scuola)

Non doveva neppure andare a scuola Antonio Summo, 15 anni (nella foto sopra), Antonino per chi lo conosceva. Ieri aveva mal di pancia e suo padre gli aveva detto di non andare ad Andria. Ma Antonio ha insistito, “papà devo recuperare due debiti formativi, lo sai”. I genitori lo hanno riconosciuto dalla borsa, dai libri, dai pantaloncini e dalle scarpe da ginnastica.

“Un ragazzo eccezionale, suonava la tromba al Conservatorio”, ricorda la zia Pasqua Livorti. Seconda superiore all’industriale di Andria, e una lezione finita fatalmente prima. “Il professore li ha mandati a casa in anticipo”. Alla stazione del suo paese, a Ruvo di Puglia, c’era il nonno ad attenderlo. Purtroppo invano.

Donata, la nonna che ha salvato Samuele

Con l’ultimo abbraccio, ha salvato la vita a Samuele. Donata, sessantenne di Terlizzi, aveva suo nipote di 6 anni tra le braccia, quando c’è stato lo scontro. Era salita con il ragazzino per andare a Barletta e prendere una coincidenza per Milano.

Riportava Samuele a casa dai genitori, dopo qualche giorno di vacanza in Puglia. Il piccolo è stato salvato dai vigili del fuoco, ma della signora ancora a tarda sera nessuno aveva notizie. “Stavo dormendo sulla nonna, e poi c’è stato quello scoppio fortissimo”, è riuscito a dire Samuele agli zii. Il ragazzino è ricoverato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

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La festa mancata del bancario in pensione

Enrico Castellano (nella foto sopra), 72 anni, era un pugliese nato ad Ostuni ma aveva lasciato la sua regione da tempo. A Torino aveva una casa, un nuovo lavoro al Banco di Napoli, nuove amicizie. Aveva fatto carriera, era diventato dirigente del Banco di Napoli. Con la pensione, aveva ritrovato il tempo per tornare dal figlio ad Andria. Lunedì era atterrato a Bari con un volo diretto, perché ieri era il compleanno del nipotino di due anni da festeggiare. “Pensavamo di fare due feste – racconta il fratello Franco – l’onomastico, perché è sant’Enrico, e il compleanno”. Non s’è fatta festa, ieri a casa Castellano.

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Gabriele Zingaro, il giovane metalmeccanico

Gabriele Zingaro (sopra), 23 anni, ieri mattina era andato a Bari per un controllo a un dito. Dopo il diploma all’istituto industriale, aveva trovato un posto di lavoro in un’azienda metalmeccanica di Bitonto. Qualche settimana fa si era ferito ad un dito e il piccolo intervento di plastica ricostruttiva non lo aveva soddisfatto. Fino a tarda sera la famiglia ha atteso al Palazzetto dello Sport di Andria notizie di Gabriele. Invano.

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Alessandra che lavorava dai salesiani

Identificata anche Alessandra Bianchino, 29 anni. Originaria di Trani, viveva ad Andria dove lavorava all’Oratorio giovanile salesiano.

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L’agente di commercio con la passione per il calcio

Era conosciuto per la sua passione per il pallone. Salvatore Di Costanzo, 56 anni, lavorava come agente di commercio ed era in Puglia per ragioni professionali. Nel tempo libero il calcio era al centro dei suoi interessi e nell’ultima stagione aveva allenato la Verdellinese per passare poi alla Val Cavallina.

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L’esperto di marketing milanese

Maurizio Pisani, 49 anni, originario di Pavia, aveva studiato alla Sda Bocconi ed era un esperto di marketing alimentare. Aveva fondato nel 2013 la Pisani Food Marketing nel 2013. Viveva a Milano con la famiglia e lascia una bimba, Vittoria. Stava andando a Bari per tornare nella sua città.

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