Olio extravergine senza scadenza, la petizione: “Danni ingenti ai consumatori”

Non si ferma la protesta contro la cancellazione del limite di 18 mesi dalla data di scadenza sull’olio extravergine. Con una direttiva europea recepita dal parlamento italiano a inizio luglio 2016, infatti, dall’etichetta salta il limite di un anno e mezzo dalla data di imbottigliamento per consumarlo e viene sostituito dalla dicitura generica “da consumare preferibilmente entro”.

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“A rischio distinzione tra olio comunitario e italiano”

Il settore, già bersagliato da inchieste sulla contraffazione e dall’ok all’importazione di materie prime dall’estero, non si arrende a quest’altro schiaffo. Lo dimostra la petizione destinata al parlamento e alla deputata Pd Colomba Mongiello (nella foto sopra), prima firmataria della legge appena varata. Motivo: in questo modo si “approva il commercio di olio vecchio. Inoltre, la stessa normativa europea incide anche sulla trasparenza della filiera, cancellando la evidenza cromatica sull’etichetta, che attualmente distingue gli oli comunitari da quelli made in Italy”.

“Norma che agevola le multinazionali”

Prosegue la petizione raccontando che in questo modo si produce “un danno incalcolabile per i produttori di olio italiano, e ovviamente anche per i consumatori: l’olio extravergine di oliva conserva le sue proprietà se consumato entro i 18 mesi dall’imbottigliamento”. Inoltre “questa normativa europea agevola le grandi multinazionali a danno della qualità e del rigore delle aziende produttrici italiane”.

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