Cash Mob di Coop: cambia il consumatore, volano gli acquisti sostenibili

Un consumatore su due è disposto a pagare di più, se informato sul valore aggiunto dei prodotti realizzati secondo criteri di sostenibilità. Lo conferma il bilancio del Cash Mob etico organizzato da Coop, che in un solo giorno ha determinato un aumento del 18% degli acquisti responsabili.

Il Cash Mob è una iniziativa di acquisto di massa finalizzato. In questo caso mira a incoraggiare i consumi responsabili e sostenere così le produzioni in regola con caratteristiche di sostenibilità allineate con i principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Bio, solidale e antimafia

Il “paniere sostenibile” promosso da Coop comprende i prodotti biologici Vivi Verde, la linea Solidal del commercio equo e solidale e i prodotti di Libera Terra, ottenuti da terreni liberati dalla mafia.

Al termine della giornata di Cash Mob etico gli acquisiti di queste linee hanno registrato un’impennata del 17,6%, con maggiore successo per il biologico (+16,2%) e l’equo e solidale (+25,2%). Ulteriore dato positivo è che non si è trattato di acquisti aggiuntivi, ma di sostituzione di altri prodotti simili seppure privi dei requisiti di sostenibilità. Un elemento che può favorire la stabilizzazione di scelte di acquisto responsabili.

L’iniziativa si è svolta a metà maggio nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile di ASviS.

Espositori e segnaletica in 22 punti vendita

In 22 punti vendita Coop sono stati allestiti espositori e segnaletica ad hoc per evidenziare i prodotti coinvolti nel Cash Mob, oltre a un desk informativo. Complessivamente sono stati coinvolti 37 punti vendita, 6 cooperative di consumatori e raggiunte circa 10.000 persone e diverse scuole.

Le ragioni delle scelte di acquisto

Duemila tra soci e consumatori hanno anche compilato un questionario sugli stili di vita e di consumo. Ne emerge la propensione a pagare di più i prodotti sostenibili nel 54,4% degli interpellati. L’orientamento cresce al 59,1% se tra i requisiti figura la tutela dei diritti dei dipendenti, al 57,5% se l’alimento è realizzato soltanto con materie prime italiane e al 55,9% se l’impresa produttrice è radicata sul territorio.

A frenare gli acquisti responsabili, secondo il campione, sono nell’ordine la ricerca del risparmio (53%), l’inconsapevolezza (14%) e la superficialità (18,4%). Per gli ultimi due aspetti risulta dunque preziosa l’attività informativa svolta da Coop, in linea con l’Obiettivo 12.8 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che prevede di fare in modo che entro i prossimi vent’anni le persone abbiano in tutto il mondo le informazioni rilevanti e la consapevolezza in tema di sviluppo sostenibile e stili di vita in armonia con la natura.

La sostenibilità di Coop

La presentazione dei risultati del Cash Mob, il 12 giugno a Roma, presso la CAE, la Citta dell’Altra Economia di Testaccio, è stata anche l’occasione per ripercorrere la lunga esperienza della prima insegna della Gdo italiana nello sviluppo sostenibile. ‘Un carattere inciso nel codice genetico di Coop’, ha detto Albino Russo, direttore Ancc-Coop, ricordando alcuni dei numerosi passi esemplari, talvolta molto onerosi, compiuti nel tempo da Coop.

Un elenco nutrito di iniziative, che spazia dai diritti dei lavoratori alla sostenibilità ambientale, sociale e nutrizionale. Uno per tutti, affine al contesto: l’educazione degli studenti al consumo responsabile avviata nel 1980 si perpetua ogni anno, con il coinvolgimento di 250.000 giovani.

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