Le tlc a Di Maio, l’ira di Berlusconi, Salvini “Non l’ho sentito”

Sono 45 le nomine decise dal Consiglio dei ministri per i viceministri e sottosegretari di Stato. I viceministri sono 6 e 39 sono invece i sottosegretari. Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro al termine del Cdm, aggiungendo che la cerimonia di giuramento è prevista per oggi, mercoledì 13 giugno alle 13 a Palazzo Chigi. Il vicepremier Luigi Di Maio (molto attivo negli ultimi giorni sulla vicenda nomine) ha tenuto per sé la delicata delega alle Telecomunicazioni (sulla quale nei giorni scorsi sembra aver premuto molto Silvio Berlusconi), mentre il premier Giuseppe Conte ha voluto mantenere quella ai servizi segreti.

“Non abbiamo parlato di deleghe, le faremo in settimana, entro giovedì”. Lo ha annunciato il ministro dei rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro al termine del cdm aggiungendo che la cerimonia di giuramento è prevista per oggi – mercoledì 13 giugno – alle 13 a Palazzo Chigi.

L’ira di Berlusconi

Le Telecomunicazione ai 5 Stelle – e al vicepremier Di Maio, in particolare – hanno scatenato l’ira di Berlusconi contro Salvini. Il leader di Forza Italia – secondo il Corriere della sera – avrebbe detto, riferendosi a Salvini: “Gli avevo chiesto solo una cosa… Adesso quello (Di Maio) se potrà ci farà chiudere le televisioni”.

Salvini: “Non l’ho sentito”

Salvini, intanto, nega tutto. “Non ho sentito nessuno. Sto seguendo navi in giro per il Mediterraneo in queste ore. Poi sentirò tutti”: dice il ministro dell’Interno all’Agenzia Ansa a margine dell’assemblea di Confesercenti, rispondendo alla domanda se abbia sentito Silvio Berlusconi dopo che il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha ottenuto la delega alle telecomunicazioni, con il dossier Mediaset.

I nominati uno per uno

Ma passiamo ai nomi: il deputato M5S Stefano Buffagni è stato nominato sottosegretario agli Affari Regionali. Buffagni, fedelissimo di Luigi Di Maio, era dato in pole nei giorni scorsi per il Ministero del Tesoro e sembrava essere stato escluso, nel pomeriggio di ieri, dalla squadra di governo.
Laura Castelli e Massimo Garavaglia sono stati nominati viceministri all’Economia. Sottosegretari al Mef saranno invece Massimo Bitonci e Alessio Villarosa.
Il senatore M5S Vincenzo Santangelo, il deputato leghista Guido Guidesi e il deputato M5S Simone Valente sono stati nominati sottosegretari al ministero per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta.
Il ministero dell’Interno non avrà un viceministro ma 4 sottosegretari: a ricoprire questa caricasaranno Nicola Molteni e Stefano Candiani della Lega mentre per il M5S sono stati nominati Luigi Gaetti e Carlo Sibilia.
Il senatore M5S Vito Crimi è stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria. La delega a Pari Opportunità e Giovani è stata assegnata invece al deputato M5S Vincenzo Spadafora, nominato anche lui sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
I parlamentari M5S Davide Crippa e Andrea Cioffi e l’economista vicino alla Lega Michele Geraci entrano nel governo al Ministero dello Sviluppo Economico. Le fonti non specificano se i tre siano stati nominati viceministri o sottosegretari. Al ministero del Lavoro andranno invece il deputato M5S Claudio Cominardi e il deputato della Lega Claudio Durigon.
Il dirigente medico Armando Bartolazzi, in precdenza candidato M5S per il ministero della Salute, e il deputato leghista Maurizio Fugatti sono stati nominati sottosegretari al ministero della Salute.
Il deputato M5S Salvatore Micillo e la deputata ed ex assessore del Comune veneto di Sacile Vannia Gava sono stati nominati sottosegretari all’Ambiente.

I ministeri senza portafoglio

Tra i ministeri senza Portafoglio il deputato M5S Mattia Fantinati va alla Pubblica Amministrazione, il presidente del Forum italiano sulla disabilità va al ministero della Famiglia e della Disabilità mentre la deputata leghista Giuseppina Castiello approda al ministero del Sud.
Il giurista Luciano Barra Caracciolo, vice segretario generale alla Presidenza del Consiglio durante il governo Berlusconi II, è stato nominato sottosegretario agli Affari Europei.
La candidata M5S alla Farnesina Emanuela Del Re, il deputato M5S Manlio Di Stefano, il senatore e presidente del gruppo Maie Ricardo Antonio Merlo e il deputato della Lega Guglielmo Picchi entrano nella squadra di viceministri e sottosegretari al Ministero degli Esteri.
Il deputato M5S Vittorio Ferraresi e il deputato leghista Jacopo Morrono sono stati nominati come sottosegretari (o viceministri, l’eventuale upgrade verrà reso noto ufficialmente in un secondo momento) al ministero della Giustizia.
L’economista e parlamentare della Lega Armando Siri, l’ex deputato M5S Michele Dell’Orco – non eletto alle elezioni del 4 marzo – e l’ex assessore regionale ligure Edoardo Rixi entrano nel governo finendo nel team di viceministri e sottosegretari del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Il deputato M5S Angelo Tofalo e il deputato della Lega Raffaele Volpi entrano nel governo come sottosegretari alla Difesa.
L’economista M5S Lorenzo Fioramonti e il preside brindisino Salvatore Giuliano entrano nel governo come sottosegretari all’Istruzione. Giuliano era stato candidato dal Movimento come ministro all’Istruzione durante la campagna elettorale.
La senatrice della Lega Lucia Borgonzoni e il deputato M5S Gianluca Vacca sono stati nominati sottosegretari al ministero dei Beni Culturali. Alle Politiche agricole vanno invece l’esponente veneto del Carroccio Franco Manzato e Alessandra Pesce, designata come ministro dell’Agricoltura dal M5S nel corso della campagna elettorale.

 

Le notizie del 12 giugno

“Sulle nomine di viceministri e sottosegretari “abbiamo chiuso. A breve ci sarà un Cdm”: lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a proposito delle nomine che il governo deve fare.

E, secondo quanto si apprende da fonti del governo, il Consiglio dei ministri si riunirà stasera alle 20,30.

La crisi della Tim “ci fa capire perché è importante che Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico lavorino all’unisono. Così come è importante le delega alle telecomunicazioni, che ho deciso di tenere”: lo sostiene Di Maio in un post pubblicato ieri sera (lo vedete in basso), consapevole di fare un dispetto a Salvini e a Berlusconi, in un un passaggio di un post sulla vertenza Tim.

 

I nomi del 7 giugno

Dopo la fiducia ottenuta ieri anche alla Camera, scatta la corsa a viceministri e sottosegretari. Notevole la battura del vice premier Di Maio di 5Stelle: “Qualcuno dovrà pur restare a fare il parlamentare semplice”.

Infatti, tra i 5 Stelle si continua a lavorare alla partita delle nomine di viceministri e sottosegretari.

5 Viceministri e 20 sottosegretaria ai grillini

Ben 5 vice e 20 sottosegretari rappresentano – secondo l’agenzia AdnKronos -il “bottino” portato a casa dai 5 Stelle nel braccio di ferro con la Lega sulla squadra di governo.

La partita si intreccia con quella delle commissioni e degli uffici di presidenza, in un delicato risiko che rischia di generare più di un malcontento. Tra l’altro è ancora in corso il muro contro muro con la Lega sulla delega per le telecomunicazioni – tema sensibile anche per Forza Italia e Silvio Berlusconi – mentre quella sui servizi segreti resterà in capo al premier Giuseppe Conte.

Di Nicola punta all’editoria

Trattativa serrata anche sull’editoria, una delega che fa gola ai grillini per portare avanti la battaglia sui tagli ai fondi pubblici (in pole sempre il senatore e giornalista Primo Di Nicola, ex Espresso e Il Centro di Pescara, nella foto sopra).

 

Arriva il “D day” del sottogoverno

Decisiva sarà la prossima settimana, quando scatterà il D-day per il sottogoverno. Intanto continuano a circolare nomi, mentre Luigi Di Maio, nel corso dell’assemblea congiunta del 6 giugno, si è guardato bene dal rivelare nomi e caselle, arginando con una battuta la “febbre da poltrona” che sembra agitare le file pentastellate: “Qualcuno dovrà pur fare il parlamentare…” si è schernito coi suoi, raccontano all’AdnKronos.

Troppe “auto-candidature”…

Il vicepremier ha raccontato come, negli ultimi giorni, gli siano arrivati parecchi messaggi contenenti ‘auto-candidature’: ci sarà spazio per il contributo di tutti nel corso della legislatura – il ragionamento del ministro del Lavoro – ma non necessariamente nelle stanze dei bottoni.

 

I fedelissimi in attesa di ricompensa

A completare la squadra di governo dovrebbero andare diversi fedelissimi, nonché alcuni ministri del “governo ombra” 5 Stelle che ha dovuto cedere il passo all’esecutivo giallo blu: tra questi ultimi Emanuela Del Re (nella foto sopra), che potrebbe diventare viceministro agli Esteri e avere la meglio su Manlio Di Stefano, ben visto anche dalla Lega ma ora in pole per la presidenza della commissione Esteri.

Per il Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), invece, si fa il nome dell’economista ed ex professore a Pretoria Lorenzo Fioramonti.

Al Mef sembra averla spuntata Laura Castelli per il ruolo di viceministro (nella foto qui sopra), mentre Stefano Buffagni dovrebbe diventare sottosegretario ma con deleghe di peso. Sempre che il parlamentare lombardo, molto vicino a Casaleggio padre, non finisca per riempire una casella del ministero dello Sviluppo economico al fianco di Di Maio. All’Istruzione continuano a salire le quotazioni dell’abruzzese Gianluca Vacca, mentre viceministro dell’Interno potrebbe diventare il senatore Vito Crimi, in odore di delega ai servizi segreti prima che Conte decidesse di tenerle per sé.

Coltorti per il terremoto del Centro Italia?

Un ruolo potrebbe averlo anche Mauro Coltorti, ma non è detto che sarà nel sottogoverno: il geomorfologo potrebbe prendere il testimone di Paola De Micheli, commissario straordinario alla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto nel Centro Italia.

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