Strage a Orlando, Obama: “I nostri cuori sono spezzati”

“I nostri cuori sono spezzati oggi”: così il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha commentato in una conferenza stampa la strage ad Orlando.

“È stato un atto di terrore e di odio”, ha aggiunto Obama. E poi: “Manteniamo i valori che ci fanno americani”. “Dobbiamo dimostrare che siamo un Paese che è soprattutto identificato per l’amore e non per l’odio”.

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Il presidente: “È un giorno particolare per lesbiche, gay, transgender”

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“È un giorno particolare per gli americani che sono lesbiche o gay, transgender o bisessuali”, ha sottolineato Obama, aggiungendo che ad Orlando sono state attaccate “persone che si erano riunite per ballare, per vivere. Pulse era un luogo di solidarietà”.

“L’attacco a qualsiasi americano indipendentemente dalla razza, dalla religione, dagli orientamenti sessuali è un attacco contro tutti noi, contro i valori fondamentali della dignità che identificano il nostro paese”, ha detto ancora il presidente. “Noi manteniamo i valori che ci fanno americani”, ha aggiunto.
Un attacco a qualsiasi americano è un “attacco a tutti gli americani”. “Naturalmente noi non possiamo dare dettagli, nè sappiamo se ci sono collegamenti di questa persona con gruppi terroristici. Era una persona piena di

 

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“La peggiore strage nella storia degli Usa

odio, questo lo sappiamo”, ha aggiunto Obama.

“Oggi si segna la peggiore strage nella storia dell’America”, ha detto ancora Obama.

 

La Florida al centro di giornate di lacrime morte

Ancora la Florida al centro della cronaca nera, dopo l’omicidio della giovane cantante Christina Grimmie. Un uomo si è barricato in una discoteca gay di Orlando, in Florida, catturando come ostaggi diverse persone dopo aver sparato centinaia di colpi.

Il Pulse Club, il locale in cui l’uomo si è chiuso con gli ostaggi, ha pubblicato un messaggio sulla propria pagina Facebook: “Tutti escano fuori dal Pulse di corsa”. Il bilancio, emerso solo dopo alcune ore, è impressionante: L’ultimo annuncio della polizia californiana parla di 50 morti e 53 feriti. A questo punto diventa più consistente l’ipotesi terrorismo, lanciata dall’Fbi.

La rivendicazione dell’Isis

Poi anche l’Isis rivendica: “Omar era un nostro combattente”. Ma restano tanti dubbi sull’allucinante mattatoio.

Morto anche il killer, che è un americano con i genitori afghani: Omar Mateen (nella foto sopra), nato nel 1986, originario della città Port St. Lucie, in Florida. Ma, mentre si cercano di raccogliere informazioni sull’assalitore e sui motivi del gesto, l’Fbi indaga su possibili legami con il terrorismo islamico. Ma, mentre si cercano di raccogliere informazioni sull’assalitore e sui motivi del gesto, l’Fbi indaga su possibili legami con il terrorismo islamico.. In basso il titolo di apertura del sito del Los Angeles Times.

 

Il padre di Omar: “Non credo ai motivi religiosi”

“Il movente religioso non c’entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato”, ha detto Mir Seddique, il padre del killer. “Siamo scioccati come il resto dell’America”, ha aggiunto.

La rivendicazione dell’Isis

Ma in serata è arrivata la rivendicazione dello Stato Islamico attraverso l’Amaq, l’agenzia di stampa del Califfato, riferisce il Site: il killer della strage di Orlando “era un combattente dell’Isis”. Nel testo della rivendicazione riportato dalla direttrice del Site, Rita Katz, in un tweet si legge che una fonte ha detto all’agenzia Amaq: “L’attacco che ha preso di mira il gay club di Orlando, in Florida, e che ha provocato 100 tra morti e feriti, è stato compiuto da un combattente dello Stato islamico”.

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Secondo le ricostruzioni dei media locali, l’uomo avrebbe colpitouna sessantina di persone, sparando all’impazzata. Ci sono molti feriti, ma non si sa se ci sono vittime. Secondo la polizia – che l’ha comunicato su Twitter – l’aggressore sarebbe morto.

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Forse in due a sparare

Secondo un testimone a sparare sarebbero stati in due. Uno dentro al club e un altro fuori, a bordo di una macchina.Molte le testimonianze racolte dal Los Angeles Times.

Anthony Torres era appena uscito dal locale quando ha sentito il rumore di spari, è tornato indietro e ha visto “persone che correvano e scappavano”. Il testimone ha raccontato anche di aver visto diversi feriti a terra nel parcheggio e altri caricati sulle ambulanze. Su Twitter e Facebook sono state postate molte foto di ambulanze e polizia da parte di chi era dentro al locale ed è riuscito a scappare.

Un altro testimone, Ricardo Almodovar, ha raccontato che “stava ballando quando ha sentito gli spari” ed è riuscito a scappare attraverso l’uscita di sicurezza dietro al bancone del bar

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