Milano: ecco il volto dei tre arrestati per il machete

Due centro-americani, di 20 e 19 anni, sono stati arrestati ieri dalla Squadra Mobile di Milano nell’ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Lucia Minutella con l’accusa di tentato omicidio per l’ aggressione al capotreno e al suo collega. Apparterrebbero alla gang di latinos “MS13“, molto diffusa negli Stati Uniti tra le bande criminali giovanili.

A quanto si è saputo il diciannovenne Josè Emilio Rosa Martinez, presunto esecutore materiale dell’aggressione, aveva nascosto il machete nei pantaloni.

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La polizia di Stato ha diffuso le foto dei tre arrestati (il logo si vede tagliato a sinistra). Sono – da sinistra – Alexis Ernesto Garcia Rojas, Jackson Jahir Trivino Lopez e Josè Ernesto Rosa Martinez,

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Fermato un terzo giovane di El Salvador

Dopo i due arresti di ieri per la brutale aggressione a un capotreno e a un suo collega, il terzo fermo è stato eseguito nei confronti di un altro giovane sudamericano. Si tratta di un diciannovenne, nato anche lui a El Salvador con precedenti per lesioni e rapin. Il giovane (nella foto qui sopra tenuto da due poliziotti) è stato già coinvolto nell’operazione contro la gang MS13, della quale fa parte, dell’ottobre 2013.

 

La convalida attesa per oggi

La decisione del gip sulla convalida di arresto dei due ventenni salvadoregni che giovedì hanno aggredito a colpi di machete il macchinista e un capotreno alla stazione di Villapizzone, è attesa per oggi. Il più grave dei due feriti, Carlo Di Napoli, 32 anni, è stato sottoposto a un lungo intervento per evitare l’amputazione del braccio: per sciogliere la prognosi bisognerà aspettare qualche giorno.

 

I nomi dei due arrestati

I nomi dei due arrestati ora sono stati resi noti: Si tratta di Jackson Jahir Lopez Trivino, ecuadoriano di 20 anni con permesso di soggiorno scaduto, e di Josè Emilio Rosa Martinez, 19 anni, di El Salvador. Sono accusati di tentato omicidio.

Il primo, già noto alle forze dell’ordine con l’appellativo di “Peligro” (pericolo) e coinvolto nell’operazione “Maredos” del 2013 che portò all’arresto di 25 persone, tra cui 7 minorenni, non ha parlato davanti agli investigatori.

A colpire con il machete sarebbe però stato Martinez, padre di un bimbo di 6 mesi. Entrambi sarebbero affiliati dell’associazione criminale di latinos “MS13”, una realtà, come aveva scritto il gip Andrea Salemme in un provvedimento d’arresto, caratterizzata “da una struttura gerarchico-verticistica” che “negli Stati Uniti è considerata seconda solo a Cosa Nostra”.

 

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“Potrò riabbracciare la mia bimba”

“Ho avuto molta paura, ma ora mi sento più sollevato: la cosa più importante e che potrò riabbracciare la mia bimba di 5 mesi”: ha detto Carlo Di Napoli, il capotreno originario di Foggia, ma residente a Milano, aggredito dai latinos, al segretario lombardo del Pd, Alessandro Alfieri, che è andato a trovarlo all’ospedale di Niguarda. Sopra: la prima foto di Di Napoli da Twitter/Sparaciari.

 

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Una lesione molto grave, ma…

“Si è trattato di una lesione molto grave, ma il braccio per il momento è salvo”, hanno dichiarato all’Agenzia Ansa fonti dell’ospedale di Niguarda.

Di Napoli, che ha riportato la sub-amputazione del braccio sinistro, è stato sottoposto ad un intervento di otto ore con numerosi chirurghi specialisti. “Si è cercato di preservare la funzionalità dell’arto, ma solo nei prossimi giorni si potrà sciogliere la prognosi se tutto è andato a buon fine”.

 

La moglie del capotreno: “Mio marito è una roccia”

“Questa è la notte più brutta e lunga della mia vita, mio marito è una roccia anzi la nostra roccia!”: Lha scritto ieri sera sulla sua bacheca di Facebook la moglie di Carlo Di Napoli.

 

Otto ore di operazione, il braccio è salvo

Otto ore di operazione, ma il capotreno aggredito dovrebbe aver salvato il braccio tranciato a colpi di machete.

“Era una lesione molto grave, ma il braccio per il momento è salvo”, hanno detto i medici dell’ospedale Niguarda che hanno operato il capotreno aggredito alla fermata della stazione Villapizzone, a nord di Milano.

Il ferroviere, che rischiava l’amputazione del braccio sinistro, è stato sottoposto a un lungissimo intervento. “Si è cercato di preservare la funzionalità dell’arto. Fra qualche giorno scioglieremo la prognosi”, spiegano i medici.

Due fermati ancora in questura

Sono ancora in Questura, a Milano, a disposizione degli investigatori, i due sud-americani bloccati ieri dagli agenti delle Volanti dopo la brutale aggressione a colpi di machete di un capotreno e di un ferroviere intervenuto per aiutarlo, avvenuta ieri sera su un treno proveniente dal sito di Expo, lungo il passante ferroviario di Villapizzone (Milano).

 

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Una gang di latinos

Ufficialmente i due – che farebbero parte di gang di latinos – sono stati “fermati per identificazione”, cioè solo per essere controllati. Al momento non è ancora chiaro se siano sospettati di qualcosa. I due sono stati sentiti a lungo dalla polizia, che è ancora in attesa di ricevere i filmati dell’impianto di videosorveglianza del vettore ferroviario.

La visione delle immagini potrebbe aiutare molto gli investigatori della Squadra Mobile, a cui, fanno sapere in via Fatebenefratelli, sono state affidate le indagini. Al momento del controllo presentavano alcune macchie di sangue sui vestititi, dai quali ora verrà estratto del Dna.

La foto qui sopra con la scia di sangue è stata postata su Twitter, ma attualmente è respinta da Facebook. Misteri dei Social network.

 

Le prime notizie a tarda sera dell’11 giugno

Un macchinista e un capotreno sono stati aggrediti a colpi di machete alla fermata di Villapizzone, alla periferia di Milano.

Si parla di tre o cinque giovani aggressori, forse sudamericani, che non volevano mostrare il biglietto sul treno del passante ferroviario che da Rho porta a Rogoredo. Il capotreno, secondo il 118 che ha diffuso la notizia, ha perso un braccio ed è stato ricoverato all’ospedale Niguarda in gravi condizioni.

Il macchinista, che invece ha subito un trauma cranico, è ricoverato al Fatebenefratelli. Fermati due sudamericani, uno era sporco di sangue. I due sono stati portati in Questura per essere interrogati.

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Notevoli ritardi del traffico anche verso l’Expo

L’assurda aggressione è avvenuta intorno alle 21,50 e il Passante ferroviario, che porta passeggeri anche verso Expo, ha subito notevoli ritardi a causa del traffico indirizzato su un solo binario, come ha spiegato Trenord.

Il machete era in una borsa

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia ferroviaria, il capotreno avrebbe chiesto i biglietti ai pochi passeggeri saliti a bordo a Villapizzone. Questi si sarebbero rifiutati di mostrare il titolo di viaggio e uno di loro ha estratto un machete da una borsa colpendo al braccio il controllore.

A questo punto un ferroviere libero dal servizio è intervenuto in suo aiuto ma è stato colpito alla testa (non è ancora chiaro se con la lama o altro) riportando un trauma cranico. Gli investigatori stanno ora cercando possibili testimoni, compresa una donna che sarebbe scappata per lo spavento, e stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza installate lungo il passante ferroviario.

Fermati due sudamericani, uno sporco di sangue

Due persone sono state portate negli uffici della questura di Milano e sono sotto interrogatorio per l’aggressione a due ferrovieri a colpi di machete avvenuta ieri sera.  I sospettati sarebbero due sudamericani, uno dei quali sporco di sangue. Al momento la polizia sta ascoltando la loro versione. I due sarebbero stati bloccati subito dopo l’aggressione che, dalle prime ricostruzioni, è avvenuta a bordo del treno (e non in banchina come comunicato all’inizio).

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