I parrucchieri potranno aprire anche di domenica e lunedì

Possibilità di aprire anche domenica e lunedì, postazioni separate di almeno due metri, aree d’attesa per i clienti all’esterno del negozio. Sono alcune delle linee guida per parrucchieri ed estetisti indicate nel documento tecnico dell’Inail e dell’Iss approvato nella seduta di ieri dal Comitato tecnico scientifico in vista della riapertura delle attività prevista per il 18 maggio.

Regole di carattere generale, sottolinea l’Inail, che interessano un settore considerato a rischio “medio-alto” che coinvolge circa 140.000 imprese e 260.000 addetti.

“Al fine di garantire l’accessibilità ai servizi dopo un lungo periodo di chiusura e in considerazione delle misure da adottare, che verosimilmente ridurranno il numero di trattamenti in contemporanea – si legge nel documento – è opportuno prevedere la possibilità di permettere deroghe ai giorni di chiusura e consentire l’estensione degli orari di apertura dei locali”.

 

 

In arrivo le linee guida

Tra giovedì e venerdì prossimi, sulla base dei dati del monitoraggio, arriveranno le linee guida per consentire alle Regioni di riaprire da lunedì prossimo, 18 maggio, commercio al dettaglio, bar e ristoranti, estetisti e parrucchieri. È quanto emerso, secondo quanto si apprende, nel corso dell’incontro tra governo e Regioni. Le linee guida e i protocolli di sicurezza saranno indicati per ogni attività perché possano riaprire nella massima sicurezza. “Inizia la fase della responsabilità per le Regioni”, ha sottolineato il ministro delle Autonomie Francesco Boccia.

I saloni senza guida

Al diffondersi della notizia, dopo un iniziale sospiro di sollievo degli operatori commerciali, sono iniziati i ragionamenti sul “come fare” e, di conseguenza, il caos. Proteste si sono levate da parte di parrucchieri e centri estetici che, sui social, fanno sapere di non avere il tempo per adattare i saloni. “Adattarli a cosa?”, scrive un’operatrice di Forlì, “dato che non sappiamo nemmeno quante persone possono entrare?” Peraltro, ragionamento analogo viene condotto per gli appuntamenti: ancora buio su quanti se ne possono prendere e quali accortezze devono rispettare i clienti.

Si perde il 60% dei coperti

I ristoratori, invece, fanno sapere tramite le associazioni di categoria che il numero dei coperti sarà ridotto del 60% a causa del distanziamento. Inoltre, per i commensali che dichiarano di essere congiunti convivente, è allo studio un’autocertificazione che i ristoratori faranno firmare: in questo modo, puntano a una deresponsabilizzazione in caso di contagio all’interno del locale. Ma non c’è ancora certezza che il modulo abbia valore. “Non si può decidere con così poco anticipo”, scrivono in rete alcuni gestori di locali pubblici. “Il piano operativo andava fatto prima”.

Il governo potrà intervenire

Le Regioni potranno riaprire in autonomia le attività a partire dal 18 maggio ma il governo avrà la possibilità di intervenire nel caso in cui, in base all’andamento dei dati sulla curva del contagio e dei criteri definiti dalla circolare del ministero della Salute, fosse necessario bloccare una nuova diffusione del virus.  Gli interventi saranno tempestivi, viene spiegato, in stretto contatto tra governo e regioni.

Ancora sospesi i confini tra le Regioni

Saranno invece ancora oggetto di confronto tra governo e territori le tempistiche e le modalità di riapertura dei confini interregionali, per le quali al momento non esiste una visione univoca da parte delle Regioni. “Le istanze delle Regioni – dice all’Agenzia Ansa il governatoreLuca Zaia – sembrano vengano accolte. È una sorta di anticipazione dell’autonomia. Se tutto sarà confermato – spiega Zaia – considero proficuo per i veneti l’esito dell’incontro”.

“Il premier – aggiunge il governatore del Veneto – ha datola possibilità per le Regioni di presentare un programma di aperture per il 18. Presenteremo, con estrema coerenza, in settimana la ripartenza totale”.

“La sanità è come un ‘abito sartoriale’ per le Regioni – osserva Zaia – e quindi ogni Regione, come ha avuto questo abito durante l’emergenza, lo avrà anche nell’apertura”. Il Veneto si prepara a riaprire “ovviamente  tenendo sempre in primo piano gli indicatori sanitari. Dall’altro lato abbiamo chiesto che nei prossimi giorni si chiuda velocemente il protocollo con le linee guida per tutte le attività economiche, con la massima attenzione alla semplificazione”.

Anche la Liguria è soddisfatta

“Il Premier Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della Fase 2, avanzata nei giorni scorsi con una lettera dei governatori indirizzata al Premier. Dal 18 maggio si potranno quindi aprire le attività sotto la nostra responsabilità e in base alle esigenze del territorio. Il Governo farà le sue proposte che verranno integrate da quelle degli enti locali e insieme porteremo avanti il monitoraggio della situazione. Avanti con buon senso! Ripartiamo insieme”. Lo scrive il Presidente della Liguria Giovanni Toti su Twitter.

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