Le parole dell’ambiente per creme, cosmetici e detersivi: c’è da crederci?

Ultimamente si è parlato sempre più di ecologia e attenzione all’ambiente, il numero delle persone interessate all’argomento è aumentato e, di conseguenza, sempre più alta è la sensibilizzazione dei cittadini così come delle aziende. A tal proposito si sono iniziati a produrre imballaggi in plastica riciclata, la parola “eco” ha iniziando a espandersi a macchia d’olio (tanto che ora la si trova anche dove non dovrebbe esserci). Il campo del riciclaggio di materiali come la plastica, tuttavia, non è l’unico campo in cui l’influenza degli ambientalisti si è fatta sentire.

Sono infatti iniziati a comparire i cosmetici non testati su animali, quelli “bio” (nonostante pochi abbiano davvero chiaro cosa si intenda con questo termine) e, addirittura, la cosmesi vegan e halal. E se vengono prodotti significa che, dall’altra parte, vengono acquistati. Significa quindi che l’attenzione delle persone al benessere proprio così come dell’ambiente è in aumento.

Tuttavia ancora pochi si preoccupano per quanto riguarda l’ambito dei detersivi. In primo luogo per la questione inquinamento che, nonostante sia più o meno nota a tutti, trova ancora poco seguito. In secondo luogo per quanto riguarda il benessere della pelle. Basta pensarci: i vestiti che vengono lavati vengono a contatto con la nostra pelle così come fa la crema idratante dal prezzo esorbitante che ogni mattina stendiamo accuratamente sul viso. Per quale motivo non dovremmo, quindi, fare la medesima attenzione agli ingredienti nel momento dell’acquisto?

Purtroppo sono ancora poche le aziende sensibili da questo punto di vista e, soprattutto, è necessario che il consumatore non si faccia illudere dalle etichette accattivanti, dalle immagini di piante felici e bambini che corrono. Al contrario, è importantissimo educare e abituare a leggere le etichette (gli ingredienti, il famoso Inci) di quello che mettiamo a contatto con la nostra pelle cosi come di quello che mangiamo e diamo da mangiare ai nostri figli ogni giorno.

Ma come giudicare una lista di ingredienti? Gli ingredienti sono sempre posti in ordine di quantità (dal più presente, al meno presente) e gli ingredienti di origine naturale e che provengono da agricoltura biologica sono accompagnati dal loro nome latino. Per quanto riguarda l’ambito della cosmetica, se nell’etichetta compaiono scritte come Paraffinum Liquidum, Peg e Ppg, Mineral Oil, Petrolatum o sigle come Edta, Mea, Tea, Mipa, meglio riporre la confezione sullo scaffale. Sono tutti indicatori di un cattivo Inci.

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