Giada suicida per la laurea inventata, il ricordo della cugina: “Eravamo in simbiosi”

“Luana e Giada. Sempre insieme. Due sorelle. Due amiche. Due cugine”. È il ricordo struggente affidato a Facebook da Luana De Filippo, la cugina di Giada, la ragazza che si è uccisa lanciandosi dal tetto dell’università a Napoli il giorno in cui avrebbe dovuto laurearsi, ma non aveva sostenuto gli esami. “Io e te. Così diverse eppure così tanto unite”, scrive ancora la cugina. “Era un rapporto strano il nostro, diverso. Talmente particolare che neanche gli altri riuscivano a capirci e ci davano delle matte”.

“Un tuo pensiero era il mio e viceversa”

“Dicevamo di ‘sfruttarci’ a vicenda e nessuno capiva il vero significato”, ha ricordato Luana De Filippo. “Vivevamo in simbiosi: un tuo pensiero era il mio e viceversa. Ci capivamo con uno sguardo e ci assecondavamo in tutto. Giravamo in macchina come matte di notte, facendo ogni volta 3 giri alla rotonda perché ti divertivi e quando sentivi una canzone che ti caricava e ti dava energia iniziavi a cantare e io mi arrabbiavo perché sceglievi sempre canzoni in inglese”.

“Eri la mia mamma chioccia”

E ha aggiunto: “Dicevi di essere la mia mamma chioccia e che combinavo solo casini e tu dovevi ripararli. Prevedevi le mie scelte e sapevi anche dirmi a cosa mi avrebbero portato e mi lasciavi comunque libera di agire come meglio credevo, tanto poi sapevi che saresti dovuta intervenire tu a riparare i danni. Non uscivi a fare i servizi se prima non ti fossi accertata che sarei potuta venire con te e lo stesso facevo io”.

“Luana e Giada. Sempre insieme”

“Luana e Giada. Sempre insieme”, prosegue il post. “Unite in un’unica fusione ‘LuaDa’ quella che tanto raccontavi perché da piccoline guardavamo dragon ball e volevamo trovare anche noi un modo per unirci e sentirci più legate Mi chiamavi ‘lulù dagli occhi non blu’ ed io ti rispondevo: ‘Grazie eh per ricordarmi sempre di non avere gli occhi blu’. E tu ridevi”. “Il nostro non sarà mai un addio – conclude Luana – e io e te lo sappiamo bene”.

Napoli: aveva detto ai genitori che si laureava, studentessa suicida all’università, le notizie del 10 aprile 2018

Si sarebbe tolta la vita per la vergogna legato della mancata laurea. Le prime indagini condotte dopo il suicidio della studentessa di 26 anni, avvenuto ieri pomeriggio nel complesso universitario di monte Sant’Angelo, a Napoli, confermano quanto già emerso finora: la giovane aveva detto di doversi laureare ieri ai familiari ed agli amici, giunti nel capoluogo campano da Sesto Campano, la cittadina molisana dove viveva.

Era indietro con gli esami

In realtà la ragazza era indietro con gli esami, cosa che non aveva rivelato ai familiari. All’ateneo di Monte Sant’Angelo dove erano fissate le sedute di laurea di diversi corsi di studio triennali e magistrali, sono giunti anche i suoi familiari, come si apprende a Sesto Campano, il suo paese di origine.

La studentessa ha lasciato il gruppo ed è salita sul tetto di un edificio per poi lanciarsi nel vuoto.

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