Cataratta: operarsi ora è molto più semplice, ecco come e perché

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente fisiologica che è all’interno dell’occhio. La causa principale che ne è alla base è l’età: l’incidenza aumenta in modo esponenziale dopo i 65 anni.
Ma ci sono altri fattori che possono favorirne l’insorgenza?
“Fattori certi sono le malattie sistemiche come il diabete, l’assunzione di certi farmaci (colliri a base di steroidi), le patologie infiammatorie dell’occhio”, risponde il dottor Francesco Fasce, oculista responsabile del servizio di Chirurgia del segmento anteriore dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (nella foto qui sotto). “L’accelerazione dell’opacizzazione può essere legata anche a fattori dello stile di vita, come il fumo o l’esposizione eccessiva ai raggi del sole”.

È come vedere attraverso un vetro sporco

Il sintomo principale è un calo visivo generalizzato, come se la persona guardasse attraverso un vetro sporco. In genere ad essere colpiti sono entrambi gli occhi, più o meno contemporaneamente. Rare sono le forme di cataratta monolaterale.
L’unica possibilità per risolvere la patologia è l’intervento chirurgico, con la sostituzione del cristallino naturale con una lente artificiale. “In passato si tendeva a rimandarlo, oggi lo si esegue quando il paziente ha un calo visivo tale per cui non riesce a svolgere le normali attività della vita quotidiana”, spiega lo specialista. “Molto dipende anche dall’attività lavorativa che la persona svolge e dal tipo di vita che conduce”.

L’intervento è molto più semplice rispetto al passato

L’intervento, nella stragrande maggioranza dei casi, viene effettuato in anestesia topica, cioè tramite qualche goccia di anestetico somministrato direttamente sulla superficie oculare. In alternativa, si può ricorrere all’anestesia locale, che prevede un’iniezione di anestetico sotto l’occhio attraverso la palpebra inferiore.
I tempi di recupero sono pressochè immediati (qualche giorno al massimo). La terapia post-chirurgica è molto semplice: si tratta di colliri che vengono istillati nell’occhio per un paio di settimane dopo l’intervento.
Se l’occhio è sano e senza problematiche particolari, l’esito è molto soddisfacente.

Che cos’è la “cataratta secondaria”?

Una volta sostituito il cristallino non si avranno più problemi oppure può capitare che l’intervento debba essere ripetuto? “Solitamente no”, risponde l’esperto. “L’unica complicanza che può capitare è quella che comunemente viene chiamata “cataratta secondaria” che non è una vera e propria cataratta, ma l’opacità dell’involucro del cristallino naturale all’interno del quale viene inserita la lente artificiale. Si può definire come una sorta di reazione dei tessuti alla presenza del corpo estraneo costituito dal cristallino sostitutivo. La situazione si risolve facilmente con il laser e una prestazione ambulatoriale di pochi secondi: poi si torna a vedere bene”.

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