Daria Bignardi: “Non toccherò Ballarò, Presadiretta e i programmi più amati di Rai3”

Daria Bignardi, la nuova direttrice di Rai3, si è stufata delle voci che la vedono ogni giorno alle prese con i “tagli” di alcune delle trasmissioni storiche di Rai3. Così ha preso il computer e ha scritto un lungo post sulla sua pagina Facebook, in cui smentisce quanti la descrivono pronta a cancellare, ridimensionare o ad accorciare la durata di marchi storici della rete come Ballarò, Presadiretta e Report. Non ci sarebbe niente di vero.

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Il testo di daria su Facebook

Ecco il chiarissimo (e impegnativo) testo: “Ragazzi, io le scemenze riportate da certi siti e giornali manco le leggo: sono routine dell’informazione in cerca di zizzania, di cui dovremmo essere esperti e consapevoli.

Purtroppo però non solo parecchi le leggono, ma pure ci credono, o ci vogliono credere, e mi ritrovo qui i loro commenti basati sul niente (chiamiamoli commenti, per gentilezza); o le loro preoccupazioni in buona fede, ma un po’ ingenue. Ma vi pare che chiuderei i programmi più apprezzati di RaiTre? Maddai!

Gli effetti negativi del passaparola

Mi dispiace un sacco – continua Daria (nelle foto di questa pagina – quando vedo gli effetti di un passaparola che prende per buona un’informazione che non è tale, ma cerca solo di farsi notare sovreccitando i suoi lettori: niente fonti, niente fondamenti, si può inventare qualunque cosa, tanto qualcuno che la prende per vera c’è sempre.

Mi dispiace perché funziona così riguardo a moltissime cose: se si trattasse solo del mio lavoro pazienza (ma ora anche quello vi riguarda: servizio pubblico).

aaacommenti

Non fatevi abbindolare, pensate con la vostra testa, tenete conto dei fatti e non dei sospetti diffusi strumentalmente, delle notizie campate in aria, dei si dice, delle dietrologie. Non devo dirvelo io che pochi giorni dopo spariscono, smentite dai fatti, e rimpiazzate da altre: saranno tre anni così, su RaiTre, come è stato finora e com’è sul resto delle cose italiane. Informatevi, approfondite, ragionate, confrontate, leggete. Dubitate delle cose che non hanno senso, o chiedetevi perché ve le dice, chi ve le dice. È importante.
Io non starò a smentire tutte le sciocchezze che circolano, perché se lo facessi non avrei più tempo per lavorare, e oltretutto incentiverei chi le spara grosse per farsi notare.

 

Giudicate il mio lavoro fra sei mesi o (meglio) fra tre anni

Giudicate il mio lavoro. Tra sei mesi, per esempio, e soprattutto tra tre anni, quando scadrà il mio contratto (è un contratto a termine, dura tre anni, non ho un posto in Rai a vita come era stato finora per i dirigenti: e questa sì che sarebbe una notizia e una novità, a essere interessati alle notizie vere, oppure a quelle buone).
Non potrò fare miracoli, ma farò tutto quello che posso, meglio che posso, come sempre.
Ciao. E grazie mille, eh”.

 

Nell’immagine qui sopra, due dei tanti commenti – non tutti benevoli – apparsi nella pagina Facebook della direttrice di rai3.

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