“Concorrenza sleale”: la denuncia contro McDonald’s che rischia 9 miliardi di multa

McDonald’s rischia una multa da 9 miliardi di euro. Accade in forza di una denuncia presentata da 3 associazioni italiane, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Cittadinanzattiva che oggi, mercoledì 13 gennaio, con il sostegno del Seiu (Service employees international union), hanno presentato alla Commissione europea un esposto per concorrenza sleale attuata anche attraverso il patrimonio immobiliare del più noto tra i ristoranti fast food.

“Pratiche che danneggiano i consumatori”

“Questa denuncia”, dice Gianluca Di Ascenzo, vice presidente nazionale del Codacons, “mostra come le pratiche anticoncorrenziali e la gestione dell’azienda danneggiano i consumatori, che troppo spesso si trovano a pagare prezzi più alti. Chiediamo urgentemente alla Commissione Europea di esaminare il sistema di franchising di McDonald’s e di prendere tutte le misure necessarie per porre fine alle regole imposte ai franchisee che generano un danno ai consumatori che in questo tipo di esercizi troppo spesso, fino al 90% dei casi, si trovano a spendere di più per lo stesso prodotto”.

“Ecco come variano i prezzi”

Un esempio dei sovraprezzi determinati da McDonald’s, secondo le associazioni di consumatori? Secondo quando scrive Sbilanciamoci.info, che riporta dati forniti dall’avvocato Raffaele Cavani, “il prezzo medio di un menu cambia se si osservano i diversi franchisee: a Roma il costo medio supera del 67% quello del rivenditore diretto, mentre a Bologna lo supera del 98%. Lo stesso accade in Francia, dove un pacchetto di patatine varia da Lione con un 25%, a Parigi con il 64% e Marsiglia dove il prezzo raggiunge il 72% più elevato di una società di proprietà. Così il rivenditore diretto obbligherebbe i licenziatari a scegliere prodotti di bassa qualità in determinate aree dello stesso territorio, ma anche a garantire stipendi più bassi ad esempio a Bologna o Marsiglia”.

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