Infarto o ictus: c’è il test che li prevede 10 anni prima

Si può pronosticare con addirittura 10 anni di anticipo se una persona avrà un giorno un infarto del miocardio o un ictus? Esiste un test semplice e poco costoso, in grado di predire un futuro evento vascolare in base a otto valori. Peccato che in Italia pochi medici lo applichino. Si chiama cuore.exe.

Le due fasi di screening

Con la prima fase si riesce ad assegnare a ogni paziente una classe di rischio (sono in tutto 6). Con la seconda fase (alla quale passano solo le classi di medio e alto rischio) si va a scavare ulteriormente e si procede così alla “stratificazione del rischio”. Il risultato sarà importantissimo perché arriva a determinare addirittura la zona (cuore, encefalo o arti), i distretti o gli apparati ove potrà maggiormente colpire la malattia cardiovascolare. Gli esami sono molto semplici e in parte coperti dal Ssn. Il pacchetto in ogni caso non costa più di 200 euro.

“Si prevengono malattie serie”

“Se la popolazione sana, di età 35-69 anni, potesse essere censita dal punto di vista cardiovascolare, proprio come si fa per la prevenzione di altre grandi patologie”, dice uno dei maggior esperti, Gian Luigi Gardini, specialista in igiene, radiologia, cardio-angiologia diagnostica e interventistica a Villa Torri Hospital di Bologna, “si potrebbero intercettare gli eventi cardiovascolari, prevenendo malattie seriamente invalidanti, con grande risparmio della spesa sanitaria (basti pensare ai costi dell’assistenza successiva). Il test infatti individua con precisione anche gli insospettabili, gli individui senza sintomi (classe a rischio intermedio), apparentemente in buona salute”.

Tutti gli esami previsti

Come funziona? In due fasi, come detto. La prima prevede la valutazione di esami del sangue, colesterolemia totale, Hdl-Ldlcolesterolemia, glicemia pressione arteriosa poi sesso, età, diabete, fumo, trattamenti antipertensivi. La seconda consiste in altri tre esami: Calcium score, Imt (che dà lo spessore delle pareti delle arterie carotidi) e Abi Index (ovvero il calcolo della differenza di pressione arteriosa tra gli arti superiori e quelli inferiori).

Individua le calcificazioni

Il test del “Calcium score” negli Usa come in molti sistemi sanitari europei (e anche nel nostro Ssn), è considerato un esame cruciale per le informazioni che si ottengono. “Rileva la quantità di calcio (cioè la presenza di calcificazioni e quindi di placche aterosclerotiche che possono rappresentare restringimenti od ostruzioni) delle arterie coronarie”, spiega il dottor Gardini.

Da dove si scarica

Cosa succede alla fine dell’esame? A seconda dell’ esito, si potrà sia monitorizzare il paziente (quelli a basso rischio), sia indirizzarlo (rischio moderato e/o alto) verso un tempestivo percorso diagnostico-terapeutico. Il test del rischio cardiovascolare è scaricabile anche sul portale dell’Istituto superiore di sanità nella sezione Progetto Cuore. L’esecuzione di tali test come la campagna di prevenzione cardiovascolare rientrano anche fra le direttive dell’Oms, ma a quanto pare troppi le ignorano.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto