Donne morte in gravidanza: “Criticità in 3 ospedali su 4”

A una verifica più approfondita, qualche problema c’era. La task force di ispettori inviata del ministero della Salute parla di “criticità” in 3 dei 4 ospedali dove sono morte, alla fine di dicembre, 4 donne in gravidanza. Secondo la relazione preliminare, più nel dettaglio si parla di “criticità organizzative, cliniche e nella gestione dell’emergenza” riscontrate negli ospedali di Brescia, Bassano Del Grappa e San Bonifacio (Verona). Nessun problema del genere, invece al Sant’Anna di Torino.

Gli ispettori al lavoro negli ospedali dove sono morte le donne in gravidanza: le notizie del 7 gennaio

È attesa per lunedì prossimo, 11 gennaio, la relazione ufficiale della task force di ispettori che il ministero della Salute Beatrice Lorenzin ha inviato negli ospedali dove sono decedute dopo Natale 5 donne in stato di gravidanza. Ma secondo l’Adnkronos non ci sarebbero responsabilità delle strutture sanitarie né dei medici coinvolti. Dunque i decessi – su cui hanno condotto accertamenti dirigenti del ministero e dell’Agenas (l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), carabinieri del Nas e da rappresentanti delle Regioni – sarebbero dovuti a una “concomitanza eccezionale” che ha riguardato il Sant’Anna di Torino, gli Spedali Civili di Brescia, l’ospedale di Bassano del Grappa e a quello di San Bonifacio a Verona.

Le 5 donne morte di parto, task force ministeriale negli ospedali: le notizie del 3 gennaio

Arriva agli Spedali civili di Brescia una task force inviata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin che aveva già mandato gli ispettori a Torino, dove è deceduta una donna al nono mese, con la figlia. Accade dopo che gli ispettori erano già stati mandati a Bassano del Grappa e San Bonifacio (Verona), dove nei giorni scorsi avevano perso la vita altre due puerpere: Marta Lazzarin e Anna Massignan. La quinta donna morta, ma in casa, è una ragazza di Foggia al nono mese di gravidanza: i medici dell’ospedale hanno potuto solo estrarre la figlia, viva, con un cesareo post-mortem.

Verifiche sull’efficacia delle linee guida sul parto

La task force dovrà accertare se a determinare i decessi abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure. Ma, secondo quanto si apprende, con l’invio degli ispettori negli ospedali il ministro Lorenzin intende avviare anche una verifica sull’efficacia delle linee guida sulle donne in gravidanza. Fra l’altro, due delle donne morte in questi giorni sarebbero state obese e quindi con maggiori rischi di complicanze.

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Il marito di Giovanna: “Aveva dolori lancinanti”

Intanto Roberto Coppini, marito di Giovanna Lazzari (nella foto sopra), la trentenne morta all’ottavo mese di gravidanza e con lei anche la bambina che aveva in grembo. è distrutto. “È una tragedia nella tragedia. In poche ore ho perso una bimba e una mamma speciali”, dice. “Aveva la febbre alta, ma quando siamo arrivati la situazione sembrava normale, poi nella notte è successo qualcosa che devo ancora capire. Giovanna mi ha mandato un sms nel cuore della notte dicendomi che aveva dolori fortissimi e che non percepiva attenzione da parte dei medici”.

Il caso del 25 dicembre a Verona

Il 25 dicembre una 34enne di Meledo di Sarego, nel vicentino, Anna Massignan, è morta nell’ospedale di San Bonifacio, in provincia di Verona, dopo che l’antivigilia di Natale era caduta in casa. Sottoposta ad un cesareo d’urgenza è morta sotto i ferri, mentre il neonato è deceduto successivamente in un altro ospedale.

Il 26 dicembre a Torino

Nella notte del 26 dicembre è morta per arresto cardiocircolatorio in sala parto all’Ospedale Sant’Anna di Torino, Angela Nesta, di 39 anni, incinta al nono mese di una bimba. Poco prima aveva dato alla luce la sua primogenita, nata morta. Secondo l’ospedale si è trattato di una “complicanza rarissima e imprevedibile”. La procura di Torino ha aperto un’inchiesta.

Il 29 dicembre a Bassano del Grappa

Il 29 dicembre, all’ospedale di Bassano del Grappa, è morta Marta Lazzarin, blogger di 35 anni ricoverata nel pomeriggio alla 27esima settimana di una gestazione che non le aveva mai dato problemi. Era arrivata al pronto soccorso con forte febbre e dolori addominali. Si era perforato il sacco amniotico e il feto era morto, probabilmente da un paio di giorni. Marta è entrata in coma dopo un arresto cardiocircolatorio durante il travaglio per espellere il feto. Vani i tentativi di rianimarla.

Lo stesso giorno a Foggia

Quello stesso 29 dicembre una ragazza di 23 anni, incinta di nove mesi di una bambina, è morta in casa a Foggia per cause da accertare. In pochi minuti, il corpo è stato portato agli Ospedali Riuniti della città pugliese. I medici, con un cesareo post-mortem, hanno tirato fuori la piccola, rianimandola. La neonata è in discrete condizioni.

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