I pediatri italiani: “7 bambini su 10 carenti di vitamina D”

Va dal 60 al 70 la percentuale di bambini e adolescenti che in Italia soffrono di carenza di vitamina D con ripercussioni sulle ossea che possono arrivare fino all’estremo del rachitismo carenziale. Ma poi ci possono essere problemi nello sviluppo del sistema immunitario intestinale che porta ad allergie. L’allarme arriva dalla Società italiana di pediatria e dalla Società di pediatria preventiva e sociale che, in collaborazione con la Federazione medici pediatri (Fimp), ha presentato “Vitamina D in età pediatrica”, primo documento che contiene le raccomandazioni ai pediatri che si imbattono nell’ipovitaminosi D.

Fondamentali stile di vita e aria aperta

Fondamentale per combatterla è lo stile di vita e tempo trascorso all’aria aperta, al sole. I pediatri, infatti, sottolineano che solo il 10% della vitamina D si assume attraverso l’alimentazione e il resto arriva dai raggi Uv attraverso il deidrocolesterolo. “I bambini e gli adolescenti trascorrono un tempo eccessivo in ambienti chiusi, impegnati in attività sedentarie: pc, tablet”, spiega Giuseppe Saggese, coordinatore scientifico del documento pediatrico. “Dovrebbero stare di più all’aperto, basterebbe esporre gambe e braccia tre volte a settimana a mezz’ora di sole”.

L’obesità è un altro fattore di rischio

Altro problema, spesso legato al primo, deriva dall’obesità, che impedisce alla vitamina D di raggiungere gli organi che la sintetizzano. Inoltre c’è il tipo di pelle. “Sono a maggior rischio i fototipi scuri, con una cute naturalmente più protetta dai raggi”, prosegue Saggese secondo il quale l’uso di creme solari con un fattore di protezione troppo alto. “In tanti casi basterebbe un fattore 15”, spiega il clinico.

Una carenza che può portare a diverse malattie

Per Giovanni Corsello, presidente di Sip, “diversi studi recenti suggeriscono che la vitamina D svolge un’attività extrascheletrica. È stato osservato infatti che una concentrazione ottimale di D nell’infanzia si associa alla protezione da diverse malattie anche a distanza di tempo: dalle respiratorie, alle autoimmuni come diabete mellito di tipo 1 e morbo di Chron, dalla dermatite atopica alla sclerosi multipla”.

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