Marcello Torre, il sindaco assassinato, ricordato 35 anni dopo dai detenuti di Eboli

“Il vuoto che lasciano gli omicidi di camorra va  colmato  di umanità e impegno civile”: così si conclude la performance teatrale scritta, sceneggiata e rappresentata dai detenuti del carcere di rieducazione Iccat di Eboli (Salerno), che  operano da  anni dentro la struttura carceraria  in un laboratorio teatrale e hanno  voluto aprire la  giornata  del trentacinquesimo premio dedicato a Marcello Torre, il sindaco  di Pagani, in provincia di Salerno, ucciso  barbaramente l’11  dicembre del 1980  nel viale di casa, subito dopo il terribile terremoto che socnvolse Campania e Basilicata.

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La famiglia Torre invita ogni anno studenti e famiglie vittime della camorra
Ogni anno da  quel giorno la famiglia Torre invita scolaresche, forze dell’ordine, giornalisti   e le famiglie vittime di camorra, mafia e ‘ndrangheta   per non dimenticare ma per  fare memoria  attraverso  la speranza.

C’era anche don Ciotti

Quella  speranza  che  offre ai giovani e ai familiari stessi che  hanno trasformato il loro dolore in impegno, nel coordinamento antimafia di “Libera”, capitanati da  don Luigi Ciotti sempre  presente a  questo appuntamento.
“La censura  per i giornalisti, anch’essi  spesso vittime della criminalità organizzata, è come il pizzo per i commercianti , che instaura un sistema di terrore – ha  affermato don Ciotti in un auditorium gremito di studenti e cittadini –  . Se tutti insieme  contrastiamo, ognuno con il proprio  impegno civile  questo sistema, non si morirà più  in questo paese devastato dalla  criminalità.”

 

Un ricordo senza riti

La  paura della  semplice memoria celebrativa di don Ciotti  e dei tantissimi  volontari di Libera  che  continuano a  costituire  gruppi  e presidi territoriali, l’ultimo nato a Castel San Giorgio  intitolato proprio a Marcello Torre, sta nel fatto che  non serve più  ritualizzare  il ricordo ma  viverlo ogni giorno, 365  giorni l’anno  per  far sì  che un cambiamento  produttivo  avvenga in ogni cittadino con consapevolezza e  responsabilità.

 

Un libro per “Il sindaco gentile”

Per  questo  è stato  scritto un libro  da Marcello Ravveduto ,“Il sindaco gentile”, che  ricostruisce  la storia e  gli anni ottanta  di un uomo, un avvocato, un sindaco, un padre che con grande umiltà , semplicità, ma  anche  con determinazione, ha combattuto le infiltrazioni camorristiche  del post terremoto a Pagani, in una provincia come  quella di Salerno  e di Avellino, oltre la devastazione  edilizia ,  visse l’infiltrazione camorristica nelle gare  di appalto. Torre  fu un sindaco  che disse no a  quel sistema , fu per  questo minacciato e poi  eliminato fisicamente.

 

La partecipazione attiva dei ragazzi

La  partecipazione attiva dei ragazzi  pieni di perchè,  di domande  curiose, di affermazioni  di principio  forti e provocatorie in una sala  silenziosissima e  affollata , dimostrano che il potere  della memoria  serve. Fa ed  è storia  di oggi e di domani.

 

A chi va ogni anno il premio

Il premio Torre , che  Annamaria  e Lucia Torre   ogni anno consegnano  a  giornalisti e ai familiari delle  vittime , rappresenta  questa continuità con consapevolezza e impegno, che va oltre i processi, la demagogia .

 

Premiato anche 02 Ossigeno, l’osservatorio

Premiato per  queste ragioni un osservatorio importante”O2 Ossigeno”  ,diretto dal giornalista  Alberto Spampinato , fratello  di Giovanni , ucciso perché  troppo esposto alla verità, nel 1985. A lui e  ai suoi collaboratori il premio Torre per  il servizio che rende  ai lettori, ai  cittadini, ai suoi colleghi,  con il lavoro che svolge in questo  osservatorio di legalità.

 

Quattro vittime della camorra e del terrorismo

Altri  quattro premi sono stati consegnati dalla  Direttrice dell’Icatt, Rita Romano, alla memoria  delle  vittime  di camorra: Pasquale Cappuccio, Domenico Beneventano e alle vittime del terrorismo, Pino Amato e a  Raffaele  Delcogliano.
Le immagini  finali di Marcello Torre  “vivo”che  scorrevano sullo schermo con i suoi interventi incisivi  nelle aule consiliare e   di tribunali, lo hanno ancora una volta restituito ai suoi cari e alla comunità paganese e  campana, insieme ai magistrati , ai giornalisti, ai  sindacalisti, alle  scorte e  ai semplici cittadini che  con i loro nomi e  cognomi, ora  anche scritti su qualche piazza o strada italiana,  sui presidi di “ Libera”,  continuano ad essere presenze  vitali per noi che  ne scriviamo e  ancora ne parliamo per sentirci più vivi.

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Così l’Unità il 12 dicembre del 1980 diede la notizia dell’assassizioni di Marcello Torre.

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