Rapporto Coop 2019: gli italiani tornano a mangiare carne, ma cucinano meno

Italiani, popolo di inguaribili pessimisti, ma con una sempre maggiore coscienza ambientale. Faticano a far quadrare i conti, amano il cibo veloce, proteico e sostenibile, cucinano sempre meno.

Sono questi gli italiani nella fotografia scattata dal “Rapporto Coop 2019-Consumi e stili di vita degli italiani di oggi”, parte integrante di Italiani.coop, il portale di ricerca e analisi sulla vita quotidiana degli italiani curato dall’Ufficio Studi Coop e consultabile all’indirizzo www.italiani.coop.

Anche quest’anno il Rapporto racconta abitudini e consumi degli italiani con un occhio di riguardo al carrello della spesa. Numeri e tendenze inquadrati nello scenario economico del Paese che continua a preoccupare. Non a caso, secondo i dati del Rapporto, disoccupazione e situazione economica, insieme a immigrazione e ambiente, sono i temi che maggiormente preoccupano gli italiani.

Siamo ancora il popolo più pessimista d’Europa (almeno così la pensa 1 italiano su 2) anche per quanto riguarda i nostri figli e il meno ottimista sul futuro dell’Ue.

Lavorare sì, ma vogliamo anche tempo per la famiglia

Il lavoro è un assillo per gli italiani, il 50% dei quali desidererebbe modalità come lo smart working che permettono di conciliare vita personale e professione. Lavoriamo quantitativamente come negli altri Paesi mediterranei e dell’Est europeo ma sensibilmente di più del Nord Europa, guadagniamo però decisamente meno di tutti e deteniamo il primato negativo di produttività del lavoro. Il lavoro “povero” porta con sé insoddisfazione in più direzioni; da un lato il 66% dei part time aspirano al tempo pieno (il 50% in più della Germania) dall’altro il 32% a fronte di una media europea del 20% non ritiene di aver raggiunto un equilibrio fra tempo di vita e tempo di lavoro. Il lavoro degli italiani – ha spiegato Albino Russo (nella foto sotto), direttore di Ancc-Coop – presentando i dati – è “a basso valore aggiunto” per questo lavoriamo di più, ma guadagniamo meno.

Gli italiani tornano a mangiare la carne

Dal Rapporto Coop emerge un dato in controtendenza rispetto agli altri anni. Nel 2019 le vendite sono cresciute del 3,5%. Calano quasi di cinque punti, quindi, i consumi dei prodotti vegetali che – sempre secondo Russo – “hanno deluso le aspettative dei consumatori”. Infatti, la dieta degli italiani è sempre più orientata alle proteine che, insieme alle fibre, riempiono il carrello della spesa. Il cibo, dunque, deve essere veloce, proteico e sostenibile. Così in questa che può essere considerata una rivoluzione per la tradizione gastronomica italiana scompaiono il concetto di “portata”. Al primo privilegiamo gli snack (dolci o salati, poco importa, crescono entrambi a doppia cifra), frutta e verdura meglio se già confezionate, le barrette sostitutive dei pasti e tutto ciò che può rappresentare un piatto pronto. Nel bicchiere, invece, vincono le tradizionali bollicine (prosecco e spumanti continuano la loro crescita ininterrotta) e si registra un vero e proprio boom della birra: sono 7 milioni gli ettolitri di birra bevuti nei primi 6 mesi del 2019. Piacciono anche le acque aromatizzate tanto che nell’ultimo anno le vendite a valore registrano un +164,7% e calano le bibite gassate. Tra le tante novità c’è una conferma. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del +4,8% in un anno (2018 su 2017).

Meno tempo davanti ai fornelli

Se tv e giornali dispensano ricette e consigli in grande quantità, gli italiani preferiscono mangiare fuori casa. In 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oramai vi dedichiamo appena 37 minuti. Questo porta a far crescere la spesa per la ristorazione extradomestica: 83 miliardi la spesa per consumi alimentari fuori casa delle famiglie italiane nel 2018. Anche quando mangiamo in casa preferiamo cibi pronti o rapidi da preparare. Al supermercato, però, vince l’instant food, cresciuto del 9,3% in un anno.

Case sicure ma green

Secondo il Rapporto Coop, c’è un cortocircuito tra i dati reali e la percezione dei reati. Anche se i reati sono in calo e comunque ampiamente inferiori alla media europea solo il 19% (33% di europei) è pienamente convinto di vivere in un posto sicuro. In diciotto anni sono cresciuti di oltre il 20% i sistemi di allarme installati nelle abitazioni,  nel 2018 in un solo anno le licenze per porto d’armi fanno registrare un +13,8%.

La vocazione “green” degli italiani sta crescendo tanto che il 68% ritiene favorevole far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto.

Quanto alla casa, il 55% sogna un’abitazione eco-sostenibile. Tendenze green che si manifestano anche in altri settori. Gli italiani comprano sempre più spesso vestiti (13% oggi e 28% in futuro) e automobili verdi. Cresce la vendita di auto ibride facendo registrare +30% e soprattutto quelle elettriche che segnano addirittura +148%, pur rimanendo un prodotto di nicchia. Piace anche la cosmesi green: la sceglie 1 donna su 4 e in appena un anno nel 2018 sono stati oltre 13.000 i prodotti lanciati nel settore con claim legati alla sostenibilità pari a un +14,3% rispetto all’anno precedente.

Generazione Greta

Forse il merito di questa aspirazione green e sostenibile si deve anche a quella che il Rapporto definisce “Generazione Greta”, quei giovani più consapevoli dei rischi climatici e votati alla salvaguardia dell’ambiente. Ben l’82% di loro è disposto a ridurre al minimo gli sprechi. Sono impegnati anche in politica e nella difesa dei diritti tanto che il 70% fa volontariato e sono sensibili e consapevoli delle difficoltà del mercato del lavoro ma non rassegnati.

 

Una nuova comunicazione

La presentazione del Rapporto, quest’anno rinnovata nella modalità, nella realizzazione grazie a nuovi partner e nella location, è occasione anche per l’annuncio di alcune novità in casa Coop.

Marco Pedroni, presidente Coop Italia, ha annunciato una “svolta nelle politiche” a partire dalla comunicazione. Il prossimo 25 settembre, infatti, sarà svelato in un evento ad hoc il nuovo progetto per coinvolgere sempre più i consumatori.

“Come Coop – ha spiegato Pedroni – dobbiamo creare una spesa conveniente e sostenibile, anche nel rapporto con i produttori. La competizione sarà nell’offerta. La scommessa è ingaggiare le persone a fare la cosa giusta”.

Le vendite del prodotto a marchio continuano a crescere

Coop punta, intanto, anche sul prodotto a marchio, che continua a crescere.

“Le vendite Coop – ha aggiunto Pedroni – nel 2018 sono state di 13,4 milioni di euro, nel 2019 stimiamo una conferma di questo dato, in un quadro che vede da un lato razionalizzazioni della rete e dall’altro un numero limitato di nuove aperture. In questa fase gli investimenti di Coop sono di oltre 500 milioni rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete dei punti vendita”.

Il Rapporto 2019 si è avvalso della collaborazione scientifica di Nomisma, del supporto di analisi di Nielsen e dei contributi originali di Demos, Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iplc Italia, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi, Npd, Pwc, Tetra Pak Italia.

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