Cagliari, l’autopsia: Joelle è morta massacrata di botte di tutti i tipi

Ora ci sono i risultati dell’autopsia e parlano chiaro. Joelle Demontis, la donna di 58 anni di origini tunisine, uccisa in un appartamento di via Dei Donoratico, a Cagliari, è morta per il complesso dei traumi interni ed esterni, in particolare quelli riscontrati sul busto-torace e sulla testa. In pratica, è stata massacrata di botte, sia a mani nude che con oggetti contundenti, forse la parte finale del flessibile della doccia. È quanto emerge dall’autopsia effettuata oggi al Policlinico universitario di Monserrato dal medico legale.

Gli esami durati oltre 4 ore  

Gli esami sono durati oltre quattro ore e hanno stabilito che la morte risale alle 19 di venerdì 8 settembre. Tra le numerose ferite, quelle più gravi sono risultate le lesioni interne.
Ormai certo, inoltre, che il cadavere è stato accuratamente lavato dopo il delitto. Sono stati anche eseguiti i prelievi per gli esami istologici e tossicologici, richiesti dal pm Daniele Caria, che coordina le indagini.

Le notizie della mattina dell’11 settembre

Si farà oggi l’autopsia sul corpo di Joelle Maria Giovanna Demontis, la donna uccisa nella sera di sabato 9 settembre a Cagliari.

È stata ricoverata e piantonata in ospedale, invece, Marta Dessì, di 26 anni, la giovane accusata dell’omicidio, assieme a Giorgio Reciso, di 40 anni.

La vittima era stata trovata priva di vita ieri mattina in un appartamento di via Dei Donoratico a Cagliari.

La ventiseienne era stata arrestata è stata arrestata assieme a Reciso ma, a causa di un malore improvviso durante il trasferimento nel carcere di Uta (Cagliari), è stata trasferita in ospedale. I medici hanno riscontrato la presenza di alcune lesioni ancora da verificare, secondo gli inquirenti, se legate alle circostanze che hanno provocato la morte della signora Demontis.

 

Arrestati i due conquilini: le notizie del 10 settembre

Sono stati arrestati, nella tarda serata di ieri, i due coinquilini di Joelle Maria Giovanna Demontis, la donna di 58 anni, assassinata a coltellate in casa il 9 settembre.

ono finiti in carcere i due fermati: Giorgio Reciso, 40 anni, che si trovava agli arresti domiciliari per maltrattamenti, e Marta Dessì una giovane di 26 anni.

Nella tarda serata la svolta nelle indagini: i due sono stati arrestati con l’accusa di omicidio e trasferiti nel carcere di Cagliari Uta.

Erano stati loro a chiamare il 118

Erano stati loro due a chiamare il 118 prima delle 4. Ma, quando i medici sono arrivati, Joelle non c’era più nulla da fare. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri del Comando provinciale e del Ris di Cagliari. Il quarantenne e Marta Dessì sono stati portati in caserma per essere sentiti, con loro anche il proprietario dell’abitazione, un cuoco che lavora come volontario per una associazione di assistenza, e uno straniero.

Poi la decisione degli inquirenti di procedere agli arresti.

 

La notizia del 9 settembre: uccisa a coltellate

Una donna di 58 anni, Joelle Maria Giovanna Demontis (nell’immagine sotto, una foto di un paio d’anni fa), è stata trovata morta, uccisa a coltellate, all’alba nella sua abitazione in via dei Donoratico, a Cagliari. Secondo i carabinieri, subito giunti sul posto, si tratta di un omicidio e per questo sono stati fermati i suoi coinquilini. Il corpo era su un materasso appoggiato a terra, tra vestiti e lenzuola sporchi di sangue.

Ascoltati parenti della vittima

Sul posto sono arrivati anche 118, il pm di turno e il medico legale, che sta svolgendo un primo esame sul cadavere. I carabinieri della compagnia di Cagliari e del nucleo operativo provinciale hanno già sentito in caserma alcuni familiari della vittima.

Le difficoltà e il centro Caritas

Joelle Maria Giovanna Demontis, che era nata in Tunisia, aveva vissuto difficoltà economiche di una certa rilevanza tanto che, per un periodo, aveva vissuto con il figlio di 5 anni in un centro Caritas. Poi, nel 2016, era stata richiesta l’assegnazione di una casa popolare. Due anni prima la donna era scomparsa per oltre dieci giorni, facendo perdere le sue tracce.

Appartamento “affollato”

A dare l’allarme una coppia che abitava con la vittima, un quarantenne e la fidanzata di 26 anni. Erano le 4 circa del mattino. Lì vivono anche il proprietario dell’appartamento e un cittadino straniero presente al momento del delitto. Sarebbero questi ultimi a essere stati fermati.

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