Oggi a Milano i funerali di Valentina Cortese, aperta fino alle 11 la camera ardente

La camera ardente di Valentina Cortese, deceduta all’età di 96 anni dopo una lunga e brillante carriera cinematografica e teatrale, resterà aperta ancora per poco al Piccolo teatro Grassi, la sede storica del Piccolo a Milano.

I funerali si svolgeranno oggi, venerdì 12 luglio, alle 11 nella chiesa di San Marco. La camera ardente – nello stesso luogo in cui fu allestita quella di Franca Rame – resterà aperta oggi dalle 8 alle 11.

 

L’incontro della vita con Giorgio Strehler

“Con la scomparsa di Valentina Cortese lo spettacolo italiano perde l’ultima diva del cinema e del teatro” commenta Carlo Fontana, Presidente AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. “Una perdita ancor più dolorosa – conclude Fontana – per il sottoscritto, che ha avuto l’onore di conoscerla e frequentarla sin da giovane”.

“Dei tanti ricordi che mi legano alla Cortese – continua -, indimenticabile quello legato alla sua interpretazione nei panni di Ilse ne I giganti della montagna, uno dei suoi maggiori successi in ambito teatrale, un mondo nel quale entrò prepotentemente grazie all’incontro con Giorgio Strehler”.

 

La notizia della morte del 10 luglio

È morta a Milano Valentina Cortese. L’attrice aveva 96 anni. Originaria di Stresa, è stata una delle attrici di punta del teatro del dopo guerra e del grande cinema italiano.

Valentina era stata a lungo la compagna d’arte e di vita di Giorgio Strehler.

Il Sole 24 ore ha pubblicato un ritratto di Renato Palazzi, che tra l’altro la descrive così:

“Valentina sembra una donna fragile, eterea – diceva di lei Paolo Grassi – ma viene dalla campagna, e ha dentro di sé una forza contadina”. La descrizione si riferiva alla persona, ma in buona parte investiva anche il talento dell’attrice. Dietro le apparenze della signora mondana, della sofisticata frequentatrice di salotti, elegantissima sotto quei turbanti che ne ponevano in risalto la finezza dei lineamenti, c’era una professionista caparbia e sensibile, capace di scrutare nelle più intime profondità delle figure femminili che incarnava alla ribalta. La sua personalità, la sua vocazione interpretativa sembravano spingerla verso lo svolazzo decorativo, l’arabesco rococò, ma questa impressione veniva subito smentita dalla capacità di trasformare le sonorità flautate della voce negli echi di un sentimento inquieto, tormentato”.

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