Glifosato: ok dell’Ue alla limitazione del pesticida

Glifosato sì o no? I pareri si susseguono, spesso contrastanti e difficili da interpretare. Ora c’è da registrare il via libera da parte del Comitato Ue per la salute delle piante alla proposta della Commissione europea di limitare l’uso del glifosato.

Gli esperti dei 28 stati membri hanno votato a favore della restrizione delle condizioni d’uso dell’erbicida nell’Ue, incluso il bando del coformulante Poe-tallowamine (una sostanza che ‘attiva’ il glifosato), l’obbligo di minimizzarne l’uso in parchi pubblici e parchi giochi, e il rafforzamento dell’esame minuzioso del suo uso pre-raccolto.

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La notizia è arrivata ieri, 11 luglio, dal portavoce del commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis. Bruxelles ha fatto questa proposta in parallelo con l’estensione dell’approvazione della sostanza attiva per i prossimi 18 mesi, e le limitazioni si applicheranno quindi in parallelo alla durata della proroga dell’autorizzazione, in attesa che l’Echa, l’Agenzia Ue per le sostante chimiche, emetta il suo parere sulla tossicità o meno del glifosato.

La proroga del 7 luglio 2016

La Commissione Europea ha prorogato l’autorizzazione all’impiego del glifosato fino al 31 dicembre 2017 in attesa che giunga un parere integrativo da parte di European Chemicals Agency (Echa), l’agenzia dell’Unione europea che valuta e classifica le sostanze chimiche. Questo parere, una volta che ci sarà, verrà preso in considerazione e di qui discenderà la decisione, si spera definita, sul glifosato.

 

Glifosato: bocciata la proroga, ma l’ultima parola spetta alla Commissione Ue, le notizie del 7 giugno 2016

Niente proroga per l’uso del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo. I governi dei 28 stati membri dell’Unione Europea hanno bocciato, infatti, la proposta della Commissione europea di rinnovare l’autorizzazione per un massimo di 18 mesi del principio attivo contenuto nell’erbicida Roundup della Monsanto e sospettato di essere cancerogeno.

Sono mancati, i voti determinanti di Paesi come Italia, Francia e Germania, che insieme ad Austria, Grecia, Portogallo e Lussemburgo si sono astenuti. Malta è stato l’unico paese a votare contro, mentre gli altri 20 si sono espressi a favore, totalizzando un magro 52,91% dei voti, insufficiente a dare il disco verde.

 

L’autorizzazione scaduta nel giugno 2012
L’autorizzazione Ue per il glifosato era scaduta alla fine di giugno del 2012 ed è stata prorogata già due volte. La Commissione nonera riuscita a rinnovare l’autorizzazione per 15 anni. Allora ha proposto un rinnovo parziale, per 12-18 mesi, cioè fino alla fine del 2017, quando è previsto che l’Echa (l’Agenzia europea per le sostanze chimiche) completi la valutazione degli effetti del glifosato sulla salute umana e l’ambiente.
Ma i 28 Stati hanno passato la palla alla Commissione. Secondo la procedura, infatti, l’esecutivo dell’Ue ora può ricorrere ad un comitato d’appello chiedendo una nuova votazione e, in caso di un ulteriore stallo, dare autonomamente luce verde alla sua proposta.

 

Non c’è più niente di scontato

Ma dopo lo stop non c’è più niente di socntato. E se l’esecutivo Ue deciderà di non rinnovare il permesso per altri 18 mesi, gli Stati membri avranno un massimo di 6 mesi per esaurire le scorte ancora in vendita e un massimo di 18 mesi, in totale, per fare uso di quelle già acquistate. L’autorizzazione alla vendita del glifosato nell’Ue, però, scade a fine giugno. E qualche decisione nelle prossime settimane è attesa.

 

La coalizione StopGlifosato commenta
“L’impasse europeo sul glifosato, che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto, è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hanno sottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia”, commenta la coalizione StopGlifosato sottolineando il “successo dei cittadini e della coalizione che ci fa ben sperare per il voto finale”.

“La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficoltà a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”, ha detto la portavoce Maria Grazia Mammuccini. “La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”.

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Gli erbicidi spariranno a partire dal 16 luglio? Le notizie precedenti

Gli erbicidi a base di glifosato spariranno dal mercato europeo a partire dal 16 luglio? Di certo c’è che entro il 30 giugno l’Unione europea deve decidere, dopo i due precedenti nulla di fatto, se rinnovare o meno la licenza a Monsanto per l’uso del Roundup sui terreni agricoli europei. Contro il rinnovo ci sono le associazioni ambientaliste come Greenpeace, Wwf e Legambiente che hanno lanciato l’hashtag #StopGlifosato e hanno raccolto 1,4 milioni di firme in Europa perché – sostengono – l’uso dell’erbicida provoca un aumento di tumori e di malformazioni nei neonati.

 

Forse il giudizio passa all’Agenzia per le sostanze chimiche

Una soluzione “tampone” che potrebbe raccogliere consensi, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche riportate dall’Ansa, sarebbe ora quella di “una nuova proposta dell’esecutivo Ue, che estenda l’autorizzazione fino alla valutazione dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), attesa nel 2017”. Toccherebbe così all’Echa dare un nuovo giudizio, questa volta quello risolutivo.

I Paesi pro e quelli contro: la Francia la più dura

In prima linea perché entro 2 mesi il glifosato sparisca c’è la Francia, che lo ha già vietato all’interno del suo territorio. Italia, Svezia e Germania, invece, si sono astenute mentre a favore degli erbicidi c’è la Gran Bretagna. E ciò nonostante qualche giorno prima l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Onu avessero pubblicato un discusso studio secondo il glifosato non rientra tra i cancerogeni umani.

 

Stallo nell’Ue, non si arriva neppure al voto, le notizie del 20 maggio 2016

Non si è votato neppure. Stallo dell’Unione europea sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato, il discusso erbicida più diffuso al mondo. Il Comitato di esperti dei 28 Stati membri riunito a Bruxelles è risultato ancora troppo diviso e di conseguenza non si è nemmeno arrivati al voto. E la tormentata vicenda del pesticida continua, con un indubbio vantaggio per i produttori che possono continuare a fabbricarlo e a venderlo in tutto il mondo.

 

Intanto per Oms e Fao non è cancerogeno

Aspettando la decisione della Commissione Europea sul glifosato, tra gli erbicidi più usati al mondo e finito nell’ultimo anno al centro di uno scontro tra le diverse agenzie a tutela della salute dei consumatori, si sono mosse anche l’Oms e la Fao, che valutano periodicamente la pericolosità di queste sostanze.

Un rapporto molto benevolo

Il rapporto del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment sembra dare ragione a chi sostiene che la sostanza non è pericolosa, affermando che “È improbabile che l’assunzione di glifosato attraverso la dieta sia cancerogena per l’uomo”.

“La grande maggioranza delle prove scientifiche – si legge nel documento finale di una riunione durata tre giorni, che ha ‘assolto’ anche due insetticidi – indica che la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”.

 

Il parere contrario delle associazioni ambientaliste

Il parere va contro quello di molte associazioni ambientaliste, secondo cui invece il glifosato, contenuto nel RoundUp, prodotto di punta della Monsanto, è associato a .

 

I contrasti tra Iarc e Efsa

“Qualche studio – prosegue il documento di Fao e Oms – ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato e il rischio di linfoma non Hodgkin. Tuttavia l’unico studio, condotto con una grande coorte e di grande qualità, non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione”.

Tra i detrattori del glifosato c’è anche l’Iarc, l’agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro, che un anno fa ha inserito la sostanza nel gruppo 2A, quello delle sostanze ‘probabilmente cancerogene’, lo stesso delle carni rosse. Il parere dell’agenzia, scrive però l’Oms, è diverso da quello espresso oggi. “L’identificazione del pericolo, in particolare la classificazione da parte dell’Iarc delle sostanze in base alla loro cancerogenicità – è il primo passo del ‘risk assessment'”. 

Contro il parere dell’Iarc si è espressa anche l’Efsa, l’autorità europea sugli alimentari, secondo cui invece il pesticida è sicuro. Lo scontro è particolarmente delicato in Europa, dove diversi ministri, tra cui i nostri Lorenzin e Martina, hanno chiesto di non rinnovare l’autorizzazione all’uso. Una decisione della Commissione, che probabilmente rinnoverà ma per un tempo limitato, è attesa proprio questa settimana.

 

Sui giudizi contrastanti sul pesticida c’è da registrare un commento di Barbara Liverzani pubblicato ieri dall’Huffington post.

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