Riposo disturbato la notte: effetti negativi su pressione e durata del sonno

Riposare male anche solo per una notte comporterebbe un aumento della pressione sanguigna, sia durante le ore di sonno che nel giorno successivo. A sostenerlo sono i risultati emersi da uno studio condotto da un team di ricercatori dell’University of Arizona, che ha analizzato le associazioni tra la pressione sanguigna giornaliera e la qualità e la durata del sonno. Diverse ricerche hanno evidenziato una correlazione tra i disturbi del sonno e un aumento del rischio cardiovascolare, ma pochi test, prima d’ora, hanno indagato questa relazione, cercando di svelarne i meccanismi alla base.

Lo studio con l’actimetro

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista Psychosomatic Medicine, i ricercatori hanno analizzato il riposo di un campione composto da 300 individui di età compresa tra i 21 e i 75 anni, iscritti al North Texas Heart Study. Nello specifico hanno monitorato per due notti la qualità del loro riposo servendosi dell’actimetro, uno strumento in grado di registrare le diverse fasi di sonno e di individuare i risvegli. Durante il test grazie a un misuratore automatico di pressione, indossato da ogni individuo del campione, gli esperti hanno monitorato anche la pressione sanguigna dei partecipanti sia nel corso della notte che nel giorno successivo.

Risultati: ecco chi è a rischio

È così emerso che le fasi di sonno interrotto o disturbato, rivelate dall’actimetro, corrispondevano a un picco della pressione sanguigna. Nonostante i ricercatori non siano riusciti a svelare il meccanismo alla base di questa associazione, i risultati del test suggeriscono che chi soffre cronicamente di disturbi del sonno, nel corso degli anni, potrebbe correre un rischio maggiore di essere colpito da infarto e ictus, in quanto maggiormente interessato da sbalzi di pressione. Saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire questa associazione.

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