Doping, squalifica di 10 mesi per Sara Errani: “Nauseata, non so se torno a giocare”

Volge al peggio la vicenda doping di Sara Errani. Ai due mesi di squalifica già scontati, la tennista romagnola dovrà aggiungerne altro 10. In pratica quest’anno non potrà più giocare e chissà se lo vorrà l’anno prossimo.

Il Tas di Losanna rivede in maniera molto dura il caso di doping legato alla tennista azzurra, trovata positiva lo scorso agosto e per questo sospesa due mesi dalla Federazione internazionale. Uno stop contro il quale la Nado Italia aveva fatto ricorso, ritenendolo troppo lieve.

La squalifica – già scontati due mesi – va ora dall’8 giugno all’8 febbraio 2019. La tennista dovrà pagare, inoltre 4.000 franchi svizzeri alla Nado e perderà anche tutti i risultati conquistati dopo il ritorno in campo, molto pochi in realtà.

La reazione di Sara

Durissima, come prevedibile, la reazione di Sara: “Sono davvero nauseata da questa vicenda. Trovo una profonda ingiustizia e la voglio gridare a testa alta, perché so di non aver più niente da rimproverarmi. Non so se avrò la forza e la voglia di rigiocare a tennis dopo tutto questo. Questo aumento di squalifica lo trovo una vergogna”. È lo sfogo, via twitter, della campionessa dopo la decisione del Tas di aumentare da 2 a 10 mesi la squalifica per doping.

Binaghi: “La Federtennis  vicina alla Errani”

“ll fatto che il Tas abbia emesso questa sentenza iniqua sei mesi dopo la data che lo stesso organo giudicante aveva annunciato rappresenta una grave violazione dei diritti dell’atleta che si è vista privata della serenità necessaria a svolgere la sua professione di tennista ormai da un anno a mezzo. Il tutto a causa dell’assunzione di una sostanza che lo stesso Tas ha valutato come involontaria. Sono convinto che Sara supererà questo momento difficile e la aspettiamo in campo”: così Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, commenta la decisione del Tas che ha squalificato per 10 mesi Sara Errani, positiva al letrozolo.

“La FIT – si legge in una nota della Federazione – dopo aver preso atto dell’esito del processo di appello al Tas di Losanna esprime la vicinanza all’atleta ribadendo il convincimento della sua innocenza, nel segno di una carriera vissuta nel rispetto dei valori su cui si fonda il tennis italiano. Del resto la stessa sentenza ha ribadito per la seconda volta l’assoluta involontarietà nella singola assunzione della sostanza vietata, dimostrazione palese e incontrovertibile che non c’è stato dolo. La FIT è vicina a Sara ed è convinta che tutto ciò rappresenterà non un freno alla sua carriera, ma l’occasione per ripartire con ancor maggior forza”.

Le notizie del 9 agosto 2017

“Il letrozolo non ha un effetto dopante: contro di me sono state sparate tante falsità, ho letto cose che vanno dal ridicolo all’assurdo”. Sara Errani va all’attacco, dopo la squalifica di 2 mesi, per la positività al letrozolo.

“Non ho mai assunto sostanza dopanti”, ha detto la tennista azzurra in una conferenza a Milano tenuta nella mattinata di oggi, mercoledì 9 agosto. “La sentenza Itf dice che non c’è evidenza che questa sostanza migliori le prestazioni di tenniste d’élite. E invece su questa vicenda si è giocato sulla mia reputazione”.

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Sara Errani è risultata positiva a un test anti-doping: la conferma arriva dall’Itf, la Federazione internazionale di tennis, che dal suo sito annuncia che la tennista italiana è stata sospesa per due mesi a partire dal 3 agosto. Tornerà in campo il 3 ottobre, con perdita di premi e di punti in classifica conquistati negli ultimi mesi.

“Mi sento frustrata, ma sono in pace con me stessa”

“Mi sento estremamente frustrata, ma sono in pace con la mia coscienza: non ho mai assunto nessuna sostanza proibita”: così la Errani ha commentato sul su profilo twitter la squalifica di due mesi per la positività al ‘letrozolo’. “E’ una sostanza presente in un medicinale che mia madre assume dal 2012, e che è presente a casa nostra: l’unica ipotesi è una contaminazione del cibo”.
“Mi sento estremamente frustrata ma posso solamente cercare di essere forte ed aspettare che questo periodo arrivi a conclusione – scrive la Errani – Sono molto arrabbiata, ma allo stesso tempo in pace con la mia coscienza, assolutamente consapevole di non avere fatto nulla di male e di non avere commesso nessuna negligenza nei confronti del programma antidoping”.

 

La versione di Sara

La tennista azzurra, fermata per due mesi dall’ITF, dà la sua versione dei fatti, ricostruendo la memoria difensiva presentata alla federazione internazionale, che puntava sull’assunzione accidentale tramite cibo e sula mancata evidenza di miglioramenti dal letrozolo:

“In seguito ad un controllo, fatto mentre mi trovavo a casa dei miei genitori, sono stata trovata positiva al letrozolo, una sostanza che è sulla lista proibita del programma antidoping Wada – spiega la tennista – Non ho mai assunto, nella mia vita e durante la mia carriera, nessuna sostanza proibita. Dal primo giorno che sono diventata professionista ho sempre seguito puntigliosamente il programma Wada; non ho mai chiesto una deroga, neppure quando ne avrei avuto bisogno perché malata. Questa sostanza è tuttavia presente nel Femara, un medicinale che mia madre assume giornalmente dal 2012 a scopo terapeutico, in seguito ad un intervento chirurgico subito per un tumore al seno, ed è quindi presente fra le mura domestiche”, ha spiegato l’azzurra.

Un medicinale pericoloso per la salute

“Questo medicinale “è molto pericoloso per la salute, se assunto da una persone di sesso femminile che non sia ancora in menopausa. Oltre a sgradevoli effetti collaterali, tra cui il rischio di tumore alle ovaie, provoca – prosegue la Errani – una sorta di menopausa clinica se assunto ripetutamente. Allo stesso tempo – sottolinea – non sono mai stati dimostrati effetti di miglioramenti delle prestazioni fisico-atletiche in soggetti di sesso femminile”.

L’azzurra parla poi di come sia stato possibile l’ “assunzione involontaria del farmaco”: “assieme ai miei familiari abbiamo pensato e ripensato cercando di capire come possa essere successa questa contaminazione. Sono sicura al 100% di non aver assunto una pastiglia per errore. L’unica ipotesi percorribile è quella di una accidentale contaminazione del cibo, consumato all’interno della nostra casa. Questa ipotesi è stata ulteriormente supportata da un test sui capelli, al quale mi sono volontariamente sottoposta: è stato sperimentalmente verificato che l’assunzione di una quantità pari o superiore a quella di una singola compressa di Femata produce una quantità di letrozolo rilevabile nei capelli di chi l’assume: nei miei capelli non ne è stata trovata la minima traccia. Questo – conclude la Errani – evidenzia che la quantità che ho involontariamente ingerito era inferiore a una singola compressa, in accordo con un’ingestione accidentale di una porzione di cibo contaminato. I risultati di questi esperimenti non sono stati ammessi come prove a mio favore per via di un cavillo legale”.

La replica della Federazione internazionale

“Un Tribunale Indipendente nominato ai sensi del Programma Antidoping 2017, si legge nel comunicato dell’ITF (International Tennis Federation), ha rilevato che Sara Errani ha commesso una violazione del codice antidoping ai sensi dell’articolo 2.1 del Programma e, di conseguenza, le ha tolto i risultati conseguiti e imposto un periodo di squalifica due mesi, a partire dal 3 agosto 2017”. La sostanza proibita rilevata dal test è il letrozolo, un ormone che figura tra le sostanze messe all’indice dalla Wada. E’ stato rilevato durante un controllo antidoping, come parte di un test fuori programma, effettuato dalla Errani il 16 febbraio scorso. “Questi campioni – rileva la ITF – sono stati inviati al laboratorio accreditato da WADA a Montreal per l’analisi ed è risultato che contenessero letrozolo, che è un inibitore di aromatasi incluso nella sezione S4 (ormoni e modulatori metabolici) tra le sostanze proibite dalla Wada”. “Il 18 aprile 2017, la signora Errani è stata accusata di una violazione del codice antidoping ai sensi dell’articolo 2.1 del programma. Ha prontamente ammesso di aver commesso la violazione delle norme antidoping e ha chiesto l’udienza dinanzi ad un Tribunale Indipendente ai sensi dell’articolo 8 del Programma per determinare le conseguenze che dovrebbero essere imposte a lei per tale violazione. All’udienza del 19 luglio scorso, il Tribunale Indipendente ha ricevuto le prove e ascoltato le argomentazioni giuridiche di entrambe le parti e ha poi emesso una decisione motivata il 3 agosto. Il Tribunale Indipendente ha stabilito che la sig.ra Errani dovrà disporre di un periodo di squalifica di due mesi, a decorrere dal 3 agosto, che terminerà alla mezzanotte del 2 ottobre 2017”. Inoltre, la Errani sarà privata dei risultati acquisiti tra il 16 febbraio (data della raccolta dei campioni) e il 7 giugno, con conseguente perdita dei punti nella classifica e dei premi vinti.

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