Anche una dedica inedita di Vasco Rossi nel trionfo della prima all’Olimpico

Vasco Rossi non si ferma: con il “Non stop live”, il 33° tour dei suoi 41 anni di carriera, continua a raccogliere folle di fan e a far risuonare chitarre e emozioni. Dopo la “zero” a Lignano e le prime date a Torino e Padova, il rocker di Zocca è tornato a Roma, dove ieri sera si è esibito nella prima delle due esibizioni previste.Entrambe sold out, ovviamente.

Il pubblico che riempieva lo Stadio Olimpico si è lasciato andare a un grido corale quando le luci si sono spente per l’arrivo sul palco del “Blasco”. Il rocker è energico come da ragazzo. “Conta sì il denaro altro che no!”, ma il successo non sembra averlo mai scalfito: “Cosa succede in città” è il primo pezzo di una ventina in scaletta, senza contare i due bis con chiusura con Alba Chiara.

Bari e Messina prossime date

Nel tour 2018 negli stadi italiani (Bari e Messina saranno le prossime date, che hanno già registrato il tutto esaurito), Vasco Rossi porta la sua storia, il rock e il romanticismo che hanno accompagnato alcuni dei momenti più importanti della vita dei suoi fan e hanno lasciato un segno anche nella memoria collettiva. “Deviazioni” dall’album Bollicine, degli anni Ottanta, il singolo “Blasco Rossi”, per poi fare un salto negli anni Duemila con “E adesso che tocca a me” e “Come nelle favole”, e tornare a uno dei suoi più grandi successi, “Fegato, fegato spappolato”, del suo secondo album Non siamo mica gli americani!, con all’interno una citazione dei Metallica.

L’omaggio musicale a Morricone e Kubrik

E a metà concerto, la dedica al primo album, Ma cosa vuoi che sia una canzone, con “Ciao” al pianoforte, mai eseguito prima, e un omaggio musicale a Ennio Morricone e a Stanley Kubrick. Tutto questo su un palco gigantesco, largo 70 metri e profondo quasi venti.

Tra i pezzi in scaletta – accompagnati dalla luce di centinaia di raggi LED e da una scenografia di 600 metri quadrati che riproduce scintille, fuochi, esplosioni – anche alcuni medley, sintesi dei caratteri che la musica di Vasco Rossi da sempre tiene insieme: il primo in stile inconfondibilmente rock (Delusa, T’immagini, Mi piaci perché, Gioca con me, Stasera!, Sono ancora in coma, Rock’n’roll show), un altro in stile pop e electro dance (Brava, L’uomo più semplice, Ti prendo e ti porto via, Dimentichiamoci questa città), l’ultimo acustico per il primo bis (Dillo alla luna, L’una per te, E…).

E pure Vita spericolata

Si sente la mancanza dei pezzi di Vado al massimo, tra i dischi più importanti del “Blasco” (di cui canta solo un accenno in un medley), ma gli encore raccolgono le canzoni più amate della star emiliana, come “Senza Parole”, “Sally”, “Siamo solo noi”, “Vita Spericolata”, arrivate alle orecchie anche di chi non ha mai apprezzato la sua musica. Vasco Rossi, d’altronde, non ha mai conosciuto vie di mezzo e la critica, fin dagli esordi, non è sempre stata clemente. Ma i fan, le migliaia di fan che hanno riempito il parterre e gli spalti di tutti i suoi live, lo ascoltano con le lacrime agli occhi e con forte palpitazione.

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