Ora c’è la matrioska con la faccia di Samantha

Prima di partire per Houston, dove verrà “rieducata” alla gravità, Samantha Cristoforetti è stata festeggiata alla base di Karaganda, in Kazakhstan, dove le hanno fatto trovare un gilet ricamato “di lusso”, indossato sulla tuta da riposao, una grande medaglia e una matrioska con il suo volto (e con quello degli altri due astronati della Soyuz).

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La prima astronauta italiana è tornata a Terra dopo 200 giorni sulla Stazione Spaziale. Ha battuto il primato della più lunga missione di una donna, superando i 195 giorni di Sunita Williams (Usa).aaamatri

 

Più duro del previsto il ritorno

Più duro del previsto il ritorno dopo 200 giorni sulla Terra. “L’atterraggio è stato duro e rapido”, ha commentato il comandante della Soyuz, Anton Shkaplerov una volta giunto nel centro spaziale di Karaganda, in Kazakistan.

“Per alcune ragioni siamo andati in spinning”, ha spiegato l’astronauta russo, riferendosi a un movimento di avvitamento della capsula. Shkaplerov ha aggiunto, però, che dopo qualche attimo di suspence “tutto ha funzionato con precisione”.

“Sto bene, ma quanta fatica”, non a caso, sono state le prime parole di AstroSamantha, diffuse dal profilo Twitter dell’Esa.

 

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Ora Samantha va a Houston

Incassati i complimenti del presidente della Repubblica, Mattarello (“L’aspetto al Quirinale”) e del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per l’astronauta italiana e per i suoi colleghi non è ancora tempo di vacanza.

Infatti, dopo i primi test medici e l’assistenza del personale delle rispettive agenzie spaziali (Russia, Esa e Nasa) ed essersi ripresi dal volo, i tre – davvero “indistruttibili” – sono saliti su un elicottero diretto a Karaganda per un viaggio di due ore.

Da lì, il cosmonauta russo parte per il centro di addestramento Gagarin alle porte di Mosca, mentre Samantha e Virts si dirigono a Houston con un aereo della Nasa.

In Texas il capitano dell’Aviazione militare italiana si sottoporrà a un periodo di riabilitazione per riadattarsi alla gravità terrestre, come tutti gli astronauti che rientrano dallo spazio, e sarà sottoposta a questionari, biopsie muscolari e altri test medici, come ha chiarito l’Agenzia spaziale italiana in un comunicato, molto “orgoglioso” per l’impresa portata a termine.

 

Atterrati alle 15.44 dell’11 giugno, un minuto dopo il previsto

Samantha Cristoforetti, Anton Shkaplerov e Terry W. Virts sono tornati ieri sulla Terra alle 15.44, un minuto dopo il rientro previsto dalla Nasa. Ognuna delle operazioni è stata perfetta, senza problemi, e nessuna preoccupazione hanno destato le comunicazioni con Soyuz disturbate e spesso interrotte dal calore e dalla velocità in anticipo rispetto alle previsioni.

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Il giorno del rientro sulla Terra

È la giornata del ritorno a casa per la prima astronauta italiana della storia, attesa da un team di recupero composto da 300 persone distribuite tra fuoristrada, elicotteri e mezzi aerei in grado di atterrare sull’acqua. Alle 8,30 Samantha Cristoforetti e i suoi colleghi Terry Virts (Nasa) e Anton Shkaplerov (Roscosmos) hanno la ISS e sono entrati nella navetta Soyuz. Intorno alle 8.55 è stato chiuso il portellone e poi via verso la Terra. Il distacco della Soyuz dalla Stazione Spaziale Internazionale è avvenuto alle 12.21 ed è in corso il rientro sulla Terra con l’ingresso nella prima orbita e la navetta che dovrebbe atterrare nella steppa del Kazakhstan alle 15,43 ora italiana (le 9,43 locali).

Ogni fase del rientro viene registrata da camere GoPro installate sulla Soyuz che stanno registrando ogni momento della discesa e dell’atterraggio. Alle 14.51 si accende il motore principale per la decelerazione in modo che la navicella sia catturata dalla gravità terrestre mentre gli astronauti stanno sorvolando la Terra del Fuoco, estrema punta dell’America latina. Intanto Anton Shkaplerov sta verificando parametri come il consumo di propellente, la durata dell’accensione del motore, la pressurizzazione e la stabilizzazione del mezzo. Alle 14.55 è tutto regolare, twittano dall’International Space Station. Buone anche le condizioni meteo in Kazakistan, dove ci sono 25 gradi e il cielo è parzialmente soleggiato.

La cronaca delle fasi d’atterraggio

15.04: perso il segnale con Soyuz. “Un po’ prima del previsto”, scrivono dall’Iss, “ma evento non fuori dal comune”. È a un’altitudine di 400 chilometri sui cieli del Congo. La rotta prosegue verso il Gabon, il Sudan e l’Egitto, sul Mar Rosso. Nei minuti seguenti i collegamenti riprenderanno, ma in modo disturbato e intermittente.

15.14: dopo aver decelerato fino a 7,2 chilometri al secondo, Soyuz riprende velocità in vista dell’atterraggio ha ripreso ad accelerare. Viaggia a 7,6 chilometri al secondo. Accade mentre viaggia in direzione di Arabia Saudita, Iraq, Iran, Mar Caspio, Turkmenistan e Uzbekistan. Destinazione finale: Kazakhstan.

13.21: appena dopo essere rientrata nell’atmosfera terrestre, volando sopra il confine tra Iraq e Iran, a circa 100 chilometri d’altitudine, è avvenuta la separazione dei moduli in direzioni opposte. Al via anche la fase della dissipazione di energie. All’interno di Soyez la temperatura è di 40 gradi, la parte esterna ha raggiunto i 1.600 gradi.

15.29: 35 chilometri di altitudine e velocità a 2,2 chilometri al secondo. I paracaduti si apriranno a breve, quando sarà raggiunta la quota di 10,8 chilometri. A quel punto la caduta inizierà ad avvenire in modo verticale. Il programma di atterraggio vero e proprio prenderà il via quando sarà raggiunta l’altitudine di 6,5 chilometri.

15.34: ecco la prima immagine del paracadute principale diffusa dalla Nasa.

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15.40: le squadre di recupero si stanno avvicinando sempre di più alla zona d’atterraggio. Gli elicotteri stanno volando intorno a Soyuz.

15.44: Soyuz ha toccato terra. Negli istanti successivi sono arrivate le équipe di recupero per portare eventuali soccorso alla crew. Lo staff, tuttavia, deve attendere, non può avvicinarsi subito, a causa di eventuali incidenti che possono ancora verificarsi. Quindi si deve lavorare sullo scivolo e sulle antenne.

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16.00: i momenti dell’apertura di Soyuz:

16.10: il primo a essere estratto è stato il comandante, Anton Shkaplerov, poi Samantha Cristoforetti e infine Terry W. Virts. Tutti e tre stanno bene, hanno salutato i soccorritori e hanno alzato il pollice per dire tutto bene. Fatti scendere dalla Soyuz con uno scivolo, sono stati portati a braccia in via precauzionale sulla sedia reclinabile.

Continua a seguire via Twitter dall’account dell’International Space Station


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La diretta streaming del rientro si può seguire qui e già è partita

L’ultima foto dell’Italia

Una foto dell’Italia e delle sue luci, nella notte: Samantha Cristoforetti, attivissima fino all’ultimo, ha salutato così il suo paese alla vigilia della partenza. Tra poche ore lascerà infatti la Stazione Spaziale Internazionale al termine della missione Futura, la seconda di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), nella quale l’astronauta ha trascorso complessivamente 200 giorni in orbita.

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Risolto il problema tecnico di ieri

È tranquilla, Samantha, per il viaggio di rientro. Risolto il problema tecnico per il quale, durante un test, si sono accesi per errore i motori della Soyuz, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è pronta ad affrontare il viaggio. “Correremo verso la Terra a bordo della nostra affidabile Soyuz”, ha scritto su Twitter.

L’ultima immagine nella notte

Nel frattempo ha salutato l’Italia: ”Un’ultima immagine dell’Italia di notte”, ha scritto l’astronauta, pubblicando la foto che vedete su Twitter. Nell’immagine si distingue l’Italia settentrionale, con l’arco disegnato dalle luci, fra le quali spiccano quelle delle città più grandi, come Milano e Torino, e si distingue anche la sua Trento.

Il video delle fasi del rientro realizzato dall’Esa

Il problema tecnico sulla Soyuz: 10 giugno

Mancano ormai pochissime ore. Il rientro di Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi l’americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov è programmato per la mattinata di oggi, giovedì 11 giugno.
Ieri c’è stato un imprevisto, durante le prove di rientro: i motori della Soyuz attraccata alla stazione orbitale si sono accesi inaspettatamente durante un Test del sistema radio che controlla l’aggancio.

Spostata la Stazione spaziale

L’accensione dei motori ha quindi spostato la Stazione Spaziale rispetto all’orbita prevista ed è stata necessaria una manovra per riportarla nella posizione corretta. Lo ha reso noto l’agenzia spaziale russa Roscosmos, precisando che non sono previsti ritardi per il volo di rientro dell’astronauta italiana e dei suoi colleghi.

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