Unioni civili: approvata la legge con 372 sì, 51 no e 99 astenuti

Finalmente l’Italia, uno dei paesi da questo punto di vista più arretrati d’Europa, avrà la sua legge sulle Unioni civili. La fiducia messa alla Camera dal governo Renzi è passata nel primo pomeriggio con una larghissima maggioranza: 369 sì, 193 no e 2 astenuti. Il voto finale è previsto per stasera.

E la legge è stata poi approvata, nel suo testo finale, con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. Quindi i contrari sono diminuiti molto rispetto al voto di fiducia di poche ore prima.

Applauso nell’emiciclo di Montecitorio e anche fuori dall’aula. Proteste di alcuni esponenti delle opposizioni, a partire da Brunetta (Fora Italia).

 

Già si parla di referendum abrogativo

Intanto alcuni esponenti del centro-destra pensano di lanciare subito un referendum per abrogare la legge appena votata dal Parlamento, mentre il leader della Lega Nord, Salvini, invita i sindaci leghisti alla disobbedienza.

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La soddisfazione di Renzi

Conto alla rovescia per il via libera definitivo del Parlamento alle unioni civili, più note come ddl Cirinnà, con l’approdo alla Camera e l’approvazione prevista entro mercoledì 11 maggio. Il governo ha intenzione di blindare il testo ponendo la fiducia per evitare i rischi derivanti dal voto segreto. Il primo passaggio importante c’è stato il 10 maggio, quando è stata votata la questione pregiudiziale di costituzionalità presentata dalla Lega.

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È cominciata nel primo pomeriggio nell’aula di Montecitorio la chiama per la fiducia sul ddl Cirinnà, la legge sulle unioni civili approvata in Senato il 25 febbraio scorso. Il ministro Maria Elena Boschi si è presentata in aula con una coccarda arcobaleno per l’occasione, come vedete nella foto di apertura. La votazione finale sul provvedimento è prevista intorno alle 19.

Nella foto qui sotto la Cirinnà che festeggia a piazza Montecitorio insieme al senatore del Pd Lo Giudice (con la coccarda) e ad altri protagonisti della giornata storica.

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Renzi: “Oggi è un giorno di festa”

“Oggi è un giorno di festa”, scrive su Facebook Matteo Renzi a poche ore dal voto. E ricorda l’impegno nella battaglia per i diritti civili di Alessia Ballini, sindaco omosessuale di San Piero a Sieve e sua assessora alla Provincia di Firenze, scomparsa cinque anni fa.

Nel grafico dell’Agenzia Ansa i punti chiave della legge.

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Centristi compatti contro le adozioni gay

Più preoccupazione però desta il vaglio delle correzione presentate dai centristi che sorreggono la maggioranza. Tra queste, l’obiezione di coscienza dei sindaci, che possono rifiutarsi di celebrare le unioni civili. E una parte dell’emiciclo è compatta per evitare la reintroduzione della stepchild adoption, la possibilità di adottare il figlio del partner che varrebbe anche per coppie gay.

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In Forza Italia le defezioni di Carfagna e Prestigiacomo

Per quanto riguarda altri gruppi parlamentari, Forza Italia ha già dichiarato di votare no con una duplice eccezione: è quella delle Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo (nella foto sopra), che si esprimeranno a favore. Per il Movimento 5 Stelle, invece, è inaccettabile l’idea della fiducia perché vuole una discussione libera.

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Sinistra Italiana per una legge ampia

Resta l’attesa di una posizione ufficiale di Sinistra italiana che, sul tema, si riunirà in settimana. Per il momento la linea è quella di cercare un’ampia apertura legislativa sulle coppie gay, puntando a matrimoni veri e propri. Il che si potrebbe tradurre in un voto contrario al testo Cirinnà così come è stato licenziato dal Senato.

I cattolici vogliono il dibattito in aula

Infine il fronte cattolico dentro e fuori il Pd, allineato sulle posizioni del Family day, è pronta al dibattito in aula dimostrando anche in questo caso di gradire poco la scelta della fiducia.

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