Orune: sotto torchio due persone, indagine a una svolta?

Un minorenne, al momento sotto interrogatorio insieme ad un’altra persona, che avrebbe minacciato con una pistola Gianluca Monni, tre presunti complici e un uomo di 28 anni scomparso la sera prima dell’omicidio cercato anche con il supporto di unità cinofile. Sono questi i tasselli che sia aggiungono alle carte degli inquirenti per dare un nome agli assassini dello studente diciannovenne ucciso alle 7.30 di venerdì scorso a Orune, in provincia di Nuoro, mentre aspettava l’autobus per andare a scuola.

L’indagine sull’omicidio di Gianluca Monni, lo studente di 19 anni ucciso venerdì mattina ad Orune (Nuoro) alla fermata del pullman, potrebbe essere a una svolta. Il maggiore indiziato, un minorenne di un paese del Goceano: sarebbe proprio lui il ragazzo entrato in collisione con lo studente ucciso, il 13 dicembre durante una festa ad Orune, fatto che avrebbe scatenato secondo gli investigatori la furia omicida. Un paio di altri giovanissimi sono stati sottoposti a interrogatorio.

 

Il ragazzino c’era al litigio di dicembre

Nonostante il riserbo degli inquirenti, qualche nuovo dettaglio emerge a valle del vertice blindato che questa mattina si è tenuto nella procura del capoluogo di provincia sardo. Alla presenza del procuratore capo Andrea Garau, del sostituto Andrea Vacca e dei comandanti dei reparti operativi di Nuoro e Sassari e delle compagnie di Bitti e Bono, si è parlato infatti di un minorenne di Nule, piccolo centro a meno di 30 chilometri da Orune, conosciuto per essere una testa calda. Ci sarebbe stato anche lui a dicembre, alla manifestazione Cortes Apertas, nel corso della quale Gianluca Monni e i suoi amici vennero a contatto con un altro gruppo di ragazzi. Tra di loro il giovane che, armato, avrebbe minacciato lo studente diciannovenne che difendeva la fidanzata prima di venire disarmato da altri che avrebbero fatto sparire l’arma.

La scomparsa di Stefano Masala, l’auto bruciata

Il minorenne nel mirino degli investigatori, però, si lega anche a un altro fatto misterioso accaduto sempre a Nule poche ore prima dell’omicidio di Gianluca. È la scomparsa di Stefano Masala, 28 anni, sparito la sera prima del delitto. Inoltre la sua auto, una Opel Corsa grigia, è stata trovata bruciata a poca distanza, in località Pattada, sempre in provincia di Sassari. L’idea degli inquirenti è che i due fatti – il delitto e la scomparsa – possano essere collegati, per quanto Masala, descritto come un ragazzo tranquillo con qualche problema di salute, non è ritenuto coinvolto con le tre fucilate che hanno abbattuto Gianluca. Oggi gli investigatori si sono presentati a casa dell’uomo e hanno chiesto ai familiari indumenti da utilizzare con le unità cinofile, impiegata in una vasta battuta per tentare di ritrovarlo.

Il vescono di Nuoro: “Troppe armi in giro”

Sulla vicenda di Gianluca Monni è nel frattempo intervenuto il vescovo di Nuoro, Mosè Marcia, che dopo aver officiato i funerali dello studente a Radio Vaticana ha lanciato un appello: “Chi sa qualcosa parli. La gente è più che consapevole di ciò che è avvenuto”. Inoltre ha aggiunto che quella di Orune e della Barbagia “non è una comunità disperata, è una comunità affranta, ma è anche una comunità che gioca con le armi: ci sono troppe armi in giro. Non sono armi che si possono trovare nel mercato libero, qui si parla di armi pesanti che vengono usate solo in guerra. Nelle case, nelle abitazioni, nelle famiglie ci sono”.

Authors

Pubblicità

Articoli collegati

Commenti

Alto