Tiziana Cantone suicida, la madre accusa un Pm: “Prime indagini fatte male”

Il gip di Napoli Tommaso Perrella ha disposto l’archiviazione per le 6 persone indagate per diffamazione nell’ambito del procedimento avviato a fine 2015 da Tiziana Cantone, 31 anni, di Mugnano di Napoli, suicidatasi nel settembre scorso dopo la diffusione online di video hot che la ritraevano. Il magistrato ha però disposto un supplemento di indagine chiedendo alla procura di verificare eventuali responsabilità del legale rappresentante di Facebook Italia.

“Non cerchiamo un capro espiatorio

“Non cerchiamo un capro espiatorio”, dice Giuseppe Marazzita (nella foto sopra), legale di Teresa Giglio, madre della giovane, “ma di certo la diffamazione ai danni di Tiziana c’è stata ed è una delle cause del suo gesto”.

La madre accusa: “Indagini fatte male

“Sono molto amareggiata per l’archiviazione. Se mia figlia è morta la colpa è dei magistrati che non hanno fatto il loro dovere, in particolare del pm Alessandro Milita che per primo ha indagato”: sono queste le parole di Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone.
“Non rispondo, mi riservo solo di valutare con i miei legali se presentare querela per diffamazione dopo che avrò letto le sue dichiarazioni”, ha replicato il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Milita, fino a poche settimane fa sostituto alla Procura di Napoli dove si è occupato – non come “primo pm” specifica Milita – dell’indagine per diffamazione avviata a fine 2015 da Tiziana Cantone.

La procura di Napoli: rinvio a giudizio immediato per l’ex fidanzato di Tiziana Cantone, le notizie del 6 marzo 2017

La procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Sergio Di Palo, il fidanzato di Tiziana Cantone, morta suicida in seguito alla diffusione dei video hard. Le ipotesi di reato sono di calunnia e falsa denuncia. Reati ipotizzati in concorso con la Cantone che si riferiscono in particolare alle accuse rivelatesi infondate nei confronti di cinque persone che erano state indicate dagli stessi fidanzati come responsabili della diffusione in rete dei video e la falsa denuncia di smarrimento dell’I Phone.


La denuncia – seocndo l’accusa – fu presentata alla polizia dalla Cantone per impedire che si accertasse che l’invio dei video ad una chat privata fosse stata effettuata dallo stesso telefonino.
Sulla richiesta di giudizio immediato dovrà pronunciarsi il gip al quale sono stati trasmessi oggi gli atti. Le accuse, contestate dal pm Alessandro Milita, a conclusione dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, si riferiscono ai presunti illeciti relativi alla diffusione in rete dei video. Inchiesta condotta dalla procura di Napoli mentre la procura di Napoli Nord sta conducendo l’indagine per presunta istigazione al suicidio.

Le notizie del 24 febbraio

Perché quei video hot circolano anhe di questi tempi? La risposta ancora non c’è e allora il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria sul caso di Tiziana Cantone – la donna di 31 anni di Mugnano di Napoli che si tolse la vita, il 13 settembre scorso, dopo la diffusione in rete di alcuni suoi video hard – per chiedere ai principali motori di ricerca (Google e Yahoo) di giustificare le ragioni per le quali sugli stessi risultino ancora indicizzate pagine sulle quali sono pubblicate immagini e/o video pornografici associati al nome della sfortunata ragazza.

 

Le notizie del 16 febbraio

Indagato per calunnia Sergio Di Palo, l’ex fidanzato di Tiziana Cantone, la trentunenne di Mugnano suicidatasi dopo la diffusione virale in rete di video hard che la ritraevano. A notificargli l’invito a comparire, firmato dal pm Alessandro Milita della procura di Napoli e dall’aggiunto Fausto Zuccarelli, i carabinieri della compagnia di Giugliano.

 

Deve rispondere anche di falso

Rimane aperto il secondo filone, quello dell’istigazione al suicidio seguito dalla procura di Napoli nord. L’accusa di calunnia discende invece dalla denuncia per diffamazione contro 4 ragazzi, due di Battipaglia e gli altri di Napoli e Aversa (per loro è vicina l’archiviazione). Inoltre deve rispondere di falso per aver indotto la ex fidanzata a dichiarare, nella prima denuncia, di aver smarrito il cellulare. Alla svolta si è giunti dopo lo sblocco dell’iPhone della ragazza e dall’analisi delle tue attività, messaggi compresi.

Sbloccato l’iPhone: al vaglio i messaggi prima del suicidio, le notizie del 15 febbraio 2017

Sbloccato l’iPhone di Tiziana Cantone, la ragazza suicida per la diffusione virale di alcuni video hard. A riuscirci sono stati i carabinieri della sesta sezione telematica del comando di Napoli, coordinati dal maggiore Alfonso Pannone, con il supporto di un esperto informatico campano, Carmine Esposito. E qui ci sono messaggi con Sergio Di Palo.

Conservati conversazioni e testi

L’uomo è l’ex fidanzato della giovane e ora le conversazioni che hanno avuto saranno passate al vaglio e che le avrebbe detto, come riporta il Mattino: “Ma non hai capito che per me sei solo un buco?” Gli inquirenti stanno setacciando per l’ennesima volta le ultime chiamate, come lo sfogo di Tiziana con un altro ex, altri messaggi su WhatsApp e qualsiasi conversazione abbia avuto prima di togliersi la vita.

Beffa alla mamma: chiesti 5.000 euro di spese legali, le notizie del 16 dicembre 2016

Cinquemila euro. È questa la cifra che la mamma di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, si è vista chiedere a titolo di parcella dall’avvocato di Francesco Pianese, legale di “App Ideas srl”, che edita il sito chiccheinformatiche.com, citata da Tiziana Cantone con altri siti Internet. Pianese ha notificato alla Giglio l’ordinanza del giudice civile di Aversa che aveva condannato la ragazza suicida per la diffusione di video hard a pagare le spese legali ad “App Ideas” ed altre società.

L’avvocato: “Ho lavorato, devo essere pagato”

Reagisce Andrea Orefice, legale della donna. “Non credevo che si potesse fare una cosa del genere, specie dopo le parole di solidarietà umana espresse in seguito alla morte di Tiziana. Google e You Tube, hanno rinunciato mentre Facebook ha deciso di compensare”. Ma risponde anche Pianese: “Ho chiesto il pagamento delle spese legali perché ho lavorato e credo sia giusto che quella somme mi vengano liquidate. D’altronde anche lei, tramite i suoi avvocati, sta conducendo una battaglia legale dopo la morte della figlia e, a quanto so, ha chiesto il pagamento della spese legali alle società che – diversamente da quella che rappresento – hanno perso nel giudizio civile attivato da Tiziana”.

Tiziana Cantone: il gip blocca l’archiviazione dell’inchiesta sui 5 amici, le notizie del 6 dicembre 2016

Niente archiviazione per l’indagine sulle 5 persone accusate di aver diffamato Tiziana Cantone veicolando i suoi video hard. Il gip Tommaso Perrella respinge così la richiesta del del pubblico ministero Alessandro Milita.

Il 17 gennaio udienza per decidere

Solo quelle a carico di Antonio Villano, Christian Rollo, dei fratelli Enrico e Antonio Iacuzzi e di Luca Sappo. Dunque il prossimo 17 gennato è fissata un’udienza camerale per sentirli con i loro avvocati. Solo al termine si saprà se gli atti dovranno essere rinviate alla procura per altre indagini, nonostante la ragazza, morta suicida per la gogna mediatica, avesse deciso di ritirare la denuncia.

“I video della ragazza su un sito per scambisti”, le notizie del 15 novembre 2016

È stato convocato da due procure, quella di Napoli Nord e di Napoli, che hanno rispettivamente un fascicolo per istigazione al suicidio e per diffamazione e violazione della privacy. Si tratta di Sergio De Palo, 42 anni, ex fidanzato di Tiziana Cantone, già ascoltato da Napoli Nord, l’ufficio inquirente di Aversa coordinato dal procuratore Francesco Greco, che sta verificando se esistano responsabilità nel suicidio della trentunenne dopo la gogna mediatica per la diffusione di video hard.

Per la diffamazione era stata chiesta l’archiviazione

Ora, però, De Palo dovrà rispondere, sempre come testimone (non è stato indagato per nessuno dei reati contestati dagli inquirenti) ad altre domande, come la possibilità che lui e Tiziana facessero parte di un circuito di scambisti virtuali di video porno prodotti dagli iscritti stessi. E lo stesso accadrà a Napoli, dove il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli e il pm Alessandro Milita avevano inviato al gip richiesta di archiviazione nell’inchiesta contro i 4 amici di Tiziana Cantone accusati di aver diffuso le immagini a luci rosse. Dunque, anche in questo caso, le indagini, che sembravano a un passo dalla parola fine, dovrebbero riprendere.

Il network degli voyeristi virtuali

L’ipotesi degli scambisti virtuali è contenuta nelle carte dei magistrati, aggiunge il Fatto Quotidiano. Si tratta di siti riservati a cui ci si iscrive postando foto e video espliciti che, però, devono rimanere a disposizione del circuito, non essere diffusi in altri canali pena l’esclusione. Siti che si autoalimentano con nuovi filmati quando gli utenti si incontrano fisicamente. Per i magistrati, ne avrebbero fatto parte anche Tiziana e Sergio. Scopo ora è capire se la ragazza ci fosse entrata consapevolmente in questa rete di voyeristi o fosse stata plagiata da qualcuno. Inoltre occorre stabilire chi ha fatto circolare i 6 video che, divenuti virali, hanno portato la ragazza a uccidersi.

Qualcuno dopo il suicidio pagò per eliminare i video hard, le notizie del 7 novembre 2016

Dopo la morte di Tiziana Cantone – la donna di 31 anni che si è suicidata il 13 settembre scorso a Mugnano (Napoli), dopo la diffusione sul web di alcuni video hot che la riguardavano – qualcuno ha cercato di rimuovere i contenuti hard dai siti internet pagando.

Gli inquirenti sarebbero ora indagando per capire chi abbia cercato di far cancellare i contenuti multimediali e perché. 

Il tentativo – velleitario – degli “spazzini” del web, comunque, si rivelò vano, anche perché, nel frattempo, la diffusione dei video era diventata virale e, quindi, incontrollabile.

I magistrati delle Procure di Napoli e Napoli Nord stanno cercando di comprendere anche se questo tentativo di “fare pulizia” aveva come obiettivo salvaguardare la reputazione della donna, oppure se la finalità era quella di cancellare le prove di chi aveva esposto la donna al ludibrio.

 

L’intervista della mamma di Tiziana a SkyTg24 del 5 novembre

Non solo i ricorso al Garante della Privacy perché intervenga a far rimuovere tutti i video dlela figlia Tiziana, ma anche un’intervista a SkyTg24 per rilanciare la sua offensiva. La mamma di Tiziana Cantone (nella foto sotto con la figlia) non si ferma.

“Quello che mi attendo – ripete – è che si faccia piena luce. Innanzitutto che vengano rimossi tutti questi contenuti che hanno portato alla morte mia figlia e quindi che si faccia tutto il possibile per fare delle norme che regolino, o che comunque responsabilizzino, tutti questi social network con questi colossi del web, dobbiamo evitare che succedano queste cose anche ad altre povere ragazze, perché noi donne siamo sempre più penalizzate”.

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La mamma di Tiziana: “L’ex fidanzato ha dato il via”

Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la ragazza che si è suicidata il 13 settembre scorso dopo che alcuni suoi video hard si sono diffusi a macchia d’olio sul web.

L’ex fidanzato si è fatto sentire?, chiede il Tg di Sky. “No, per niente, anzi, io penso proprio che sia lui il regista di tutto. Mia figlia non era più se stessa, era come depersonalizzata, più volte aveva cercato di interrompere questa relazione. Voglio precisare una cosa importante, che tutte queste cose, riguardo ai video che sono stati diffusi in rete, non è stata mia figlia a divulgarli. È successo tutto in quel periodo, quando mia figlia aveva preso la decisione di andare a convivere con quest’uomo”.

Poi chiedono alla signora Giglio se, seocndo lei, è stato l0ex fidanzato a far girare i video e lei risponde: “Sì, io vorrei che si indagasse bene su quest’uomo e su tutti quelli che anche all’apparenza non avrebbero motivo di essere indagati, vorrei che si andasse proprio fino in fondo, perché tutto è iniziato con lui”.

Le notizie del 5 novembre

Dopo aver vinto la “battaglia” contro Facebook, Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone – la donna di 31 anni di Mugnano (Napoli) morta suicida il 13 settembre dopo la diffusione sul web di video hard che la ritraevano – lancia una sfida ai siti web in cui compaiono ancora i video hot (che a quanto pare sono oltre cento).

I legali della mamma, il civilista Andrea Orefice e il penalista Andrea Imperato, stanno preparando un reclamo che sarà presentato la prossima settimana al Garante della Privacy con l’obiettivo di ottenere la rimozione dei video da tutti i siti che ancora li sfruttano, come se niente fosse accaduto.

Il Tribubale civile condanna Facebook
Dovevano essere rimossi da Facebook i link e le informazioni relativi a Tiziana Cantone – la ragazza di 31 anni di Mugnano (Napoli) suicidatasi il 13 settembre scorso dopo la diffusione sul web, a sua insaputa, di video hard che la ritraevano – una volta che ne era emersa l’illiceità dei contenuti. E questo doveva avvenire anche senza un preciso ordine dell’autorità amministrativa o giudiziaria. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Napoli Nord, che con ordinanza ha parzialmente rigettato il reclamo di Facebook Ireland, dando invece ragione alla madre di Tiziana, Teresa Giglio.

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Archiviato il processo per diffamazione

Non hanno diffamato Tiziana Cantone. Per questo la procura di Napoli ha chiesto l’archiviazione per le 4 persone indicate dalla ragazza, suicidatasi a 31 anni dopo la diffusione di video hard divenuti virali che la ritraevano. A richiedere la chiusura del fascicolo partito dalla denuncia della stessa Tiziana il pubblico ministero Alessandro Milita, titolare del fascicolo coordinato dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli.

Sentito l’ex fidanzato

Prosegue la seconda indagine, seguita in questo caso dalla procura di Napoli nord. L’ipotesi di reato, a carico ancora di ignoti, è di istigazione al suicidio e nei giorni scorso è stato sentito l’ex di Tiziana Cantone, Sergio De Palo, indicato dalla madre della ragazza, Teresa Giglio, di aver plagiato la giovane napoletana e averla indotta a comparire nelle immagini a luci rosse poi finite su Internet. Su questo e altri aspetti – comprese alcune confidenze ricevute dalla figlia – si parla nella memoria depositata dalla donna in procura.

La mamma di Tiziana Cantone: “Contro mia figlia un’escalation di violenza”, le notizie del 27 ottobre 2016

“Io non ho paura di niente e di nessuno. Lotterò con tutte le mie forze contro tutti quelli che hanno infangato mia figlia. Oltre ad averla uccisa con un clic o pubblicando quel video dandolo in pasto a tutti, nascondendosi dietro l’anonimato di un computer”. Lo ha detto Maria Teresa Giglio (nella foto sotto) alla trasmissione di Rai3 Chi l’ha visto. “Tiziana si è impiccata in un modo che ha sofferto molto. È come se avesse detto ‘eccomi sono qui, così mi volete?'”

 

“Le dicevano che l’avrebbero ammazzata per strada”

La sua testimonianza è seguita in modo altrettanto drammatico: “Vorrei che venisse fuori chi ha divulgato questi video. Oltre ad aver ucciso una povera ragazza, hanno ucciso anche una madre. Non ho più niente da perdere ora che ho perso l’unica cosa che aveva importanza per me: Tiziana, una ragazza dolce e buona. Contro di lei c’è stata un escalation di violenza verbale. Qualcuno diceva che l’avrebbe ammazzata se l’avesse incontrata per strada. Ma voi non la conoscete, non sapete il suo vissuto, le sofferenze che questa ragazza si portava dentro”.

Tiziana Cantone, rogatoria per Apple: “Va sbloccato il suo iPhone”, le notizie del 26 ottobre

Rogatoria internazionale destinata a Apple per chiedere lo sblocco dell’iPhone di Tiziana Cantone. È quella che sta preparando la procura della Repubblica che indagata per istituzione al suicidio della trentunenne napoletana e lo scopo è quello di accedere a video e messaggi perduti. Si tratta comunque di una mossa che gli inquirenti definiscono “molto complicata”.

Già fornito il pin ai carabinieri

A complicare la richiesta e soprattutto l’esito è il rifiuto opposto da Apple in altri casi, come quello della strage di San Bernardino che portò negli Stati Uniti alla morte di 14 persone. Sullo smartphone di Tiziana Cantone, l’avvocato della madre della ragazza, Andrea Imperato, spiega che “ai carabinieri, quando vennero a sequestrare il telefonino, fu fornito il pin del cellulare, ma la procura cerca forse di recuperare dati che non ci sono più sul dispositivo”.

L’ex fidanzato sarà sentito a giorni in procura, le notizie del 25 ottobre 2016

La procura di Napoli Nord sentirà nei prossimi giorni come persona informata sui fatti Sergio di Palo, l’ex fidanzato di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano di Napoli suicidatasi il 13 settembre scorso dopo la diffusione di suoi video hard. Lo conferma il procuratore Francesco Greco. Finora l’uomo, che ha convissuto per circa un anno con Tiziana (anche dopo la diffusione dei video), non era ancora stato sentito nonostante il sequestro il suo cellulare.

In arrivo un memoriale della mamma

La madre di Tiziana, Teresa Giglio (al centro nella foto sopra), che ha accusato Di Palo di aver plagiato la figlia e di averla costretta a girare i video, ha preparato un memoriale che dovrebbe essere depositato in Procura nei prossimi giorni. “Molte cose”, spiega il suo avvocato, Andrea Imperato, “la signora Giglio le ha già raccontate agli inquirenti, ma ci sono anche circostanze che è giusto vengano rese note perché non sono mai state dette in modo da delineare. Sono poche le confidenze che la madre ha ricevuto da Tiziana”.

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Due le indagini aperte

Sul caso Cantone, oltre all’indagine per istigazione al suicidio, c’è quella della procura di Napoli per diffamazione fatta scattare dalla querela presentata proprio dalla ragazza per la diffusione non autorizzata dei video hard in cui risultano indagate quattro persone.

Tiziana Cantone: fra 10 giorni la sentenza per il video hard su Facebook, le notizie del 6 ottobre 2016

Una decina di giorni. È questo l’arco di tempo che il tribunale di Napoli impiegherà per tornare sulla vicenda di Tiziana Cantone, la donna di 31 anni suicida per la diffusione di un video hard contro la sua volontà. Il collegio, presieduto da Marcello Sinisi, deve pronunciarsi sul reclamo presentato da Facebook contro l’imposizione di togliere i contenuti su Tiziana, il pagamento delle spese processuali e il tardivo risarcimento di 3.500 euro.

“Reclamo di Facebook inopportuno”

Se il social network ha già detto la sua ieri, mercoledì 5 ottobre (“non siamo tenuti a rimuovere i video”), per il legale della madre di Tiziana, Teresa (al centro nella foto sopra, durante i funerali della figlia), l’avvocato Andrea Orefice, non ci sono dubbi: “Basta cliccare il nome e il cognome della ragazza e aggiungere una delle tante parolacce che le sono state rivolte prima e dopo il suicidio. Questa è una gogna mediatica senza fine e a tal proposito il reclamo presentato da Facebook mi è sembrato inopportuno. Mi sarei aspettato un approccio più collaborativo, affinché si arrivasse a una conclusione che rendesse dignità alla memoria di Tiziana”.

Beffa di Fb dopo il suicidio di Tiziana: “Non siamo obbligati a togliere i video hard”, le notizie del 5 ottobre 2016

“Non siamo tecnicamente nelle condizioni di esaminare tutti i post riferiti a Tiziana e dunque di rimuoverli”. Ad affermarlo è Facebook Ireland scrivendo al tribunale di Napoli e si riferisce alla storia di Tiziana Cantone, suicida a 31 anni per i video hard divenuti virali. Ma c’è anche dell’altro: dato che si tratta di un “hosting provider”, il social network dichiara di non avere “alcun obbligo di rimuovere i contenuti” in assenza di “un ordine emesso dalle autorità competenti”.

Il legale della mamma: “I giganti mostrino pietas”

Questo alcuni dei passaggi del reclamo di 23 pagine che Facebook ha presentato per ottenere la sospensione dell’ordinanza del giudice che, alla vigilia del suicidio, aveva accolto parzialmente il ricorso presentato dai legali della giovane. L’avvocato Andrea Orefice, legale della mamma di Tiziana, Teresa, ha commentato: “Anche i giganti del web diano prova di collaborazione e pietas, senza le quali la Rete assume il volto sinistro e grottesco di uno strumento che ha perduto ogni carattere di umanità”.

Tiziana Cantone: nominato un perito per tablet e cellulari dell’ex fidanzato, le notizie del 17 settembre 2016

Sarà un perito, nominato dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, a eseguire gli accertamenti sui dispositivi (un tablet e alcuni cellulari, si era aprlato anche di due computer) che Sergio Di Palo, l’ex fidanzato di Tiziana ha consegnato ai carabinieri nell’ambito delle indagini sulla vicenda per la quale gli inquirenti ipotizzano il reato di istigazione al suicidio.

L’ex fidanzato finora non è indagato

L’ex fidanzato – al centro di versioni controverse, tra cui quella – molto negativa – forniata dlla mamma di Tiziana – non risulta indagato ed ha consegnato spontaneamente, dopo una richiesta, i dispositivi alle forze dell’ordine.

I risultati delle analisi su tablet e cellulari saranno consegnati direttamente ai sostituti procuratori della Repubblica incaricati delle indagini.

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Finora quattro persone indagate

Quattro persone sono indagate per diffamazione nei confronti di Tiziana Cantone, la donna di 31 anni che si è suicidata dopo la diffusione di suoi 6 video hard, postati sul web a sua insaputa. Si è poi saputo, dopo l’intervento della magistratura di fronte alla prime denunce di Tiziana, che i video erano diventati – di fatto – inafferrabili, perché erano stati riprodotti in 200.000 siti in tutto il mondo. Intanto i magistrati della Procura di Napoli Nord, che hanno in mano l’inchiesta sulla morte di Tiziana, hanno sequestrato due computer dell’ex fidanzato Sergio Di Palo e una decina di iPhone di cui disponeva, sperando di trovare tracce dell’intenso traffico web generato dai video e altri elementi. La procura accelera così i tempi dell’indagine per istigazione al suicidio di Tiziana Cantone e chiude il cerchio attorno a una lista di nomi entrati a pieno titolo in alcuni verbali acquisiti al fascicolo curato direttamente dal procuratore Francesco Greco e dal sostituto Rossana Esposito.

 

Un’investigazione a più largo spettro

I magistrtai allargano, però, l’oggetto della loro inchiesta puntando anche a tutti i gadget legati ai video di Tiziana. Perfino ebay, il sito dello shopping online più visualizzato al mondo, propone la vendita della maglietta bianca con sopra impressa la frase diventata un tormentone: “Stai facendo il video? Bravo”.

Per ora 4 indagati

Gli indagati, intanto, sono i quattro a cui la ragazza diede i video e che furono poi da lei querelati. Furono iscritti lo scorso anno nel registro degli indagati, ma non era accaduto nel frattempo nulla. I funerali si sono svolti in chiesa, nonostante il suicidio e Tiziana è stata adagiata in una bara bianca, come quella che si usa per le bambine innocenti.

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Ora, invece, la Procura di Napoli Nord ha deciso di acquisire tutti gli atti della causa civile intentata dalla ragazza e aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Nel pomeriggio di ieri i funerali a Casalnuovo di Napoli.

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La mamma di Tiziana si sente male al funerale

Un addio doloroso a Tiziana Cantone. Al momento del passaggio della bara bianca in chiesa la mamma, Teresa Giglio, ha avuto un malore e ha gridato il nome della figlia. La donna finita a terra ed è stato necessario l’intervento dei parenti per sorreggerla.

“Mia figlia non meritava questo, non ha mai tradito nessuno”, ha detto la mamma al termine del rito funebre. All’uscita dalla chiesa di San Giacomo il feretro è stato salutato da un applauso e dal lancio di palloncini bianchi. “Preghiamo per la conversione di chi vive nella malvagità”, aveva detto il parroco durante la cerimonia. Accanto alla famiglia tantissime persone che hanno affollato la chiesa.

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“Il sacrificio non sia vano”

Prima aveva detto: “Il sacrificio di mia figlia non deve essere vano. È necessario agire per fermare questa violenza di massa sul web, Tiziana è stata uccisa da tutto questo”. È l’appello rivolto innanzitutto ai politici presenti in chiesa. Lo stesso refrain è stato ribadito dal parroco, don Giuseppe Ravo, che ha celebrato il funerale nella chiesa di San Giacomo a Casalnuovo, ricordando il “cuore buono” di Tiziana Cantone.

Ha detto don Giuseppe: “Preghiamo per la conversione di chi vive nella malvagità. Dobbiamo fare in modo che ci siano leggi che tutelino queste persone. Così riusciremo ad amarci e rispettarci”. Dobbiamo guardarci negli occhi e parlarci davvero, quella virtuale non è vera comunicazione. Per questo dobbiamo smetterla: in Italia abbiamo più telefonini che abitanti. Eppure Tiziana è stata uccisa anche dall’isolamento”.

 

Il tweet infame del vicepresidente Corecom

Scoppia intanto il caso del vicepresidente del Corecom Marche, Francesco Capozza, che è anche un giornalista: dopo un suo tweet di insulti nei confronti della donna, lo sdegno social che ha portato qualcuno a chiedere le sue dimissioni. La famiglia della donna chiede che “finisca la gogna mediatica”.
”Scusatemi – questo, il primo post di Capozza -, attaccatemi pure, ma io non posso concepire il suicidio di per sé, ancor meno se una vacca che si fa video hot poi arriva a tanto”. Stamani, in piena bufera, la marcia indietro, affidata ad altri  due post. ”Ritengo di avere usato impropriamente un termine offensivo e me ne scuso”, il primo. E ancora: ”chiedo scusa per il tweet di ieri se ha offeso la memoria di una povera ragazza. Volevo dire, da cristiano, che il suicidio non è una soluzione”. Neanche l’offesa ai suicidi, per di più se tormentati da una vicenda incredibile, lo è.

 

La replica del presidente del Consiglio regionale delle Marche
E infatti, il presidente del Consiglio regionale delle Marche Antonio Mastrovincenzo replica: ”Dichiarazioni vergognose ed inaccettabili. Capozza non può ricoprire un minuto di più il suo ruolo di vice presidente del Corecom. Chiedo le sue immediate dimissioni”. ”Proprio il Comitato di cui Capozza fa parte è l’organismo indipendente chiamato istituzionalmente a vigilare sul rispetto dei diritti di libertà dei cittadini in tema di comunicazioni”.

La mamma di Tiziana racconta a poche ore dai funerali

A poche ore dai funerali di Tiziana Cantone, che si terranno alle 15 di oggi, giovedì 15 settembre, a Casalnuovo di Napoli, a raccontare la sua verità sul suicidio della figlia è Maria Teresa Giglio che ha già parlato con gli inquirenti. È lei che racconta di “alcol” e “perversioni sessuali” che avrebbero portato Tiziana, prima della gogna dei 6 video hard divenuti virali in rete, a fare sesso e a essere ripresa durante rapporti intimi che il fidanzato le avrebbe imposto e che poi sarebbero diventati famosi sul web per la frase: “Hai fatto il video? Bravo”, diventata un vero tormentone per milioni di persone.

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“Plagiata dal suo ex fidanzato

Nella versione della madre di Tiziana, “è stata plagiata” da quell’uomo a cui si era legata. Legata al punto che, poco prima di uccidersi, la ragazza lo avrebbe sentito un’ultima volta e di certo c’è che tra i due il cordone non si era mai del tutto tagliato, dato che lei lo cercava periodicamente facendo intuir una dipendenza psicologica da lui.

“Era una ragazza fragile”

“Mia figlia era fragile”, aggiunge la donna. “Non aveva mai accettato di essere stata abbandonata dal padre. È per queste ragioni che quei ragazzi, in appena un anno, l’hanno condotta alla morte. Anche se in quella cantina dove si è tolta la vita Tiziana era da sola, moralmente, a tirarle il cappio intorno al collo sono stati l’ex fidanzato e quelli che ne hanno approfittato”.

“Costretta a filmini hard con sconosciuti”

Sergio Di Palo, questo il nome del compagno di Tiziana, non è mai piaciuto a Maria Teresa Giglio che di episodi borderline ne ha visti parecchi a partire dl 2014, quando la figlia va a vivere con lui. Fino a quello che oggi suona come un durissimo atto d’accusa della mamma: “Tutto accadde poco prima delle vacanze natalizie dello scorso anno. Tiziana mi confidò che il fidanzato l’aveva costretta a girare video con altri partner in più occasioni perché provava piacere. L’unica concessione, consisteva nel fatto che Tiziana potesse scegliere il partner”.

I 2 tentativi di suicidio

Sembra la riproposizione di una storia che affonda nel tempo. Era il 1970 e la vicenda è quella dei marchesi Anna e Camillo Casati Stampa che finisce in tragedia, con il nobile che uccide la moglie, il partner occasionale di cui lei si era alla fine innamorata e si ammazza. La mamma di Tiziana ha tentato di strappare la ragazza a una fine drammatica. “Tiziana tentò per due volte il suicidio. La prima a dicembre del 2015 dopo una telefonata animata con il suo ex. Ingerì alcol e barbiturici. Poi Provò a lanciarsi nel vuoto dal balcone”. Alla fine è arrivato il foulard usato dalla ragazza nella cantina a casa della zia.

 

La morte e le versioni precedenti

Alta, bruna, capelli lunghi e sguardo intenso, un fisico da modella. Tiziana Cantone lavorava nel ristorante di cui erano titolari i genitori, in provincia di Napoli, e in seguito alla diffusione di alcuni video hard fu costretta prima a lasciare l’attività a Casalnuovo e poi a trasferirsi fuori dalla Campania, in Toscana. Di recente era tornata in provincia di Napoli, a Mugnano, a casa di una parente. Ma il peso della vicenda, iniziata per gioco e che poi l’ha travolta, si era fatto insostenibile, in un crescendo di angoscia e depressione, fino al tragico epilogo di ieri sera.

Tiziana aveva anche chiesto al tribunale di cambiare identità, ottenendo il via libera. Ma non è bastato. E la vicenda incredibile non finisce qui. Tiziana, infatti, aveva vinto la causa contro 5 siti ma era stata condannata a rimborsare le spese legali a cinque siti Internet per circa 20.000 euro., perché lei in quel filmato fu ritenuta consenziente. Cosa che era vera, ma certo non era consenziente sulla diffusione on line dei video.

Girato per un dispetto all’ex

Il racconto ritenuto più credibile è che Tiziana avesse girato quel video hard per fare un dispetto al fidanzato. Ma l’amante con il quale Tiziana aveva consumato la sua vendetta lo aveva poi messo in rete, ottenendo milioni di “Mi piace” sui social network e avendone l’esistenza sconvolta.
Il video, diviso in sei frame, aveva il titolo “Stai facendo un video? Bravo”, una frase pronunciata da Tiziana mentre guardava nell’obiettivo del cellulare che di lì a poco avrebbe ripreso tutta la scena.

 

Si è tolta la vita con un foulard

Tiziana (che vedete nelle foto di questa pagina) è tolta la vita impiccandosi con un foulard nell’abitazione dove si era rifugiata da qualche tempo con la madre, per sfuggire al clamore mediatico sollevato dai video hard diventando virali.

C’è chi riferisce di un precedente tentativo di suicidio, chi descrive il progressivo aggravarsi della sua depressione. La vicenda sarebbe iniziata come un gioco: lei stessa avrebbe inviato quelle immagini a un ristretto numero di amici, uno dei quali l’avrebbe tradita trasmettendo il video a qualcun altro. E così via, in una catena di inarrestabile diffusione. I video erano finiti ovunque, a partire dai siti porno, dando vita sul web a una catena di insulti e dileggi. Fino al crollo finale.

Sei video diversi

La ragazza era in buona fede. Non si sarebbe mai aspettata conseguenze tanto travolgenti. Ma, a sole 24 ore dell’invio, i filmati sono dilagati sul web. Qualcuno ipotizzò perfino che quella vicenda fosse stata orchestrata a tavolino per fare della ragazza una futura diva a luci rosse. Ma non era così. Tiziana è diventata vittima di una terribile gogna alla quale non ha retto. Preferendo uccidersi piuttosto che doverla subire ancora.

Il processo contro i social network è in corso

Il processo contro i responsabili di quanto accaduto è in corso. Il giudice del tribunale di Aversa, Monica Marrazzo, ha riconosciuto la lesione del diritto alla privacy della donna, contestando a Facebook di non aver rimosso i contenuti incriminati. Il suo avvocato, Roberta Foglia Manzillo, ha citato in giudizio, assieme ai diffusori dei video, Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube, oltre alle persone responsabili della diffusione in rete.

Indagini aperte per il suicidio

Ma la vicenda giudiziaria relativa alla morte di Tiziana è appena partita: “Abbiamo aperto un fascicolo per induzione al suicidio”, ha annunciato Francesco Greco procuratore capo della Procura di Napoli Nord.

Nota: quasi tutti i video di Tiziana dopo il suicidio sono stati rimossi dalla rete.

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