Diabete e gravidanza: “Dieta e stile di vita per curarlo”

Un disordine metabolico caratterizzato da una ridotta tolleranza al glucosio che si manifesta durante la gravidanza: può essere definito così il diabete gestazionale. Ma di che cosa si tratta esattamente? E quando e come si manifesta? “Generalmente, l’epoca di insorgenza è tra la ventiquattresima e la ventottesima settimana di gestazione”, spiega Maria Teresa Castiglioni, ginecologa e responsabile dell’Unità di patologia ostetrica-fisiopatologia della gravidanza dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

“In questa fase”, spiega il medico, “l’organismo materno aumenta fisiologicamente la propria resistenza all’insulina, l’ormone che provvede a regolare i livelli di glicemia nel sangue, e i valori di glicemia della futura mamma tendono naturalmente ad aumentare per fare in modo che il feto abbia una sufficiente e costante quantità di sostanze nutritive a disposizione. Se, tuttavia, tali valori si attestano su livelli eccessivamente elevati e la situazione perdura, si può verificare una condizione patologica, definita, appunto, diabete gestazionale”.

Quante donne ne soffrono? E quali sono i fattori di rischio?

“Non ci sono dati italiani sull’incidenza di questa patologia. Le stime si aggirano attorno al 3 per cento, percentuale che però potrebbe più che raddoppiare se lo screening per questa patologia, anziché essere riservato esclusivamente alle donne che presentano fattori di rischio fosse esteso a tutte le gravide, come molte linee guida suggeriscono”.

I fattori di rischio sono molteplici: essere in sovrappeso, avere un familiare (genitore, fratello o sorella) con diabete di tipo 2, avere già avuto un diabete gestazionale o aver avuto un bambino molto grosso in una gravidanza precedente, essere aumentata molto di peso durante la gravidanza.

“La diagnosi si fa con una curva da carico glicemico. Vengono somministrati alla donna 75 grammi di glucosio, dopodiché si fanno tre prelievi intervallati da un determinato lasso di tempo: uno a digiuno, uno dopo un’ora e un terzo dopo due ore. Se i valori di glicemia registrati superano quelli ritenuti nella norma (92 mg/dl nel primo prelievo, 180 mg/dl nel secondo, 153 mg/dl nel terzo), si può fare diagnosi di diabete gestazionale”.

Come si cura?

“È importante impostare una dieta equilibrata (fondamentale è limitare l’apporto di zuccheri semplici, come cioccolata, dolci, bevande dolcificate, frutta molto zuccherina) e mantenere uno stile di vita attivo (se la donna non ha particolari problematiche vanno bene le camminate, il nuoto, la ginnastica dolce, il pilates, lo yoga…). Nella stragrande maggioranza dei casi queste due misure sono sufficienti a normalizzare i valori della glicemia. Se questo non dovesse avvenire, si rende necessario invece il ricorso alla terapia insulinica, tramite micro-iniezioni sottocutanee. Riportare la situazione sotto controllo è fondamentale per evitare problemi sia alla mamma sia al feto (ipertensione materna, parto prematuro, propensione del bambino a sviluppare obesità e diabete di tipo 2 durante l’infanzia)”.

La donna con diabete gestazionale può avere un parto naturale?

“Se la patologia è ben controllata con un corretto stile di vita e la crescita fetale è regolare, la gravidanza può procedere fino al termine. Nei casi in cui si è resa necessaria la terapia insulinica e il bambino è cresciuto molto potrà essere ritenuto opportuno ricorrere a un’induzione di travaglio di parto 1-2 settimane prima del termine della gravidanza”.

E dopo la nascita, che cosa succede?

“Dopo 6-12 settimane va ripetuta la curva di carico glicemico. Nella stragrande maggioranza dei casi, la situazione ritorna spontaneamente alla normalità. Negli anni successivi alla gravidanza è bene in ogni caso tenere la donna sotto controllo”.

Che cosa fare in caso di una nuova gravidanza, se si è già sofferto di diabete gestazionale?

“Permangono ovviamente le indicazioni riguardo ad alimentazione e stile di vita. Si consiglia inoltre di sottoporsi ad una curva glicemica prima di intraprendere la gravidanza, esame che verrà ripetuto all’inizio del secondo trimestre ed eventualmente ancora più avanti. È vero che l’aver sofferto di diabete gestazionale in una gravidanza precedente rappresenta un fattore di rischio, ma soprattutto nei casi in cui c’è stata una perdita di peso significativa ed il ripristino di corrette abitudini alimentari, non è detto che la patologia si manifesti di nuovo”.

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