Amanda Knox si sposa in attesa della Cassazione

Non c’è ancora una data, ma alla vigilia di San Valentino arriva la notizia – confermata dalla diretta interessata – di un matrimonio che sta già facendo parlare di sé: quello di Amanda Knox, accusata dell’omicidio della giovane inglese Meredith Kercher e per questo condannata il 30 gennaio 2014 nel secondo processo d’appello. Il futuro marito è un coetaneo della ragazza, il musicista ventisettenne Colin Sutherland, già suo compagno alle scuole medie e poi amico che non ha mai smesso di scriverle quando lei era in carcere in Italia.

Il 25 marzo prevista la seconda sentenza della Cassazione

Secondo quanto riporta il Seattle Times, il primo giornale a dare la notizie e a raccogliere via mail la conferma di Amanda Knox, Colin si ritrova oggi inseguito da paparazzi, cronisti dei tabloid, blogger e anche qualche troll, fastidiosi provocatori che non hanno altro scopo che far imbestialire il loro bersaglio. Ma il tormento che possono infliggere queste categorie umane è ben inferiore rispetto a quella di una scadenza, ormai prossima, con la giustizia itaiana: il prossimo 25 marzo, infatti, la corte di Cassazione si pronuncerà per la seconda volta sulla colpevolezza o meno di Amanda Knox e del suo fidanzato di allora, Raffaele Sollecito, in quello divenuto celebre in tutto il mondo come il delitto di Perugia.

Il delitto il 1 novembre 2007 a Perugia

Per ricostruire quell’omicidio, occorre tornare alla notte del 1 novembre 2007. Tra le 21.30 e le 22.30, in una villetta di Perugia dove vivono 4 ragazze, viene assassinata una di loro, Meredith, giunta nella città umbra da Croydon, Londra, un paio di mesi prima con una borsa Erasmus. I sospetti si indirizzano subito verso una delle coinquiline, l’americana Amanda Knox, e l’italiano Sollecito. Gli elementi contro di loro e contro un terzo sospettato, l’ivoriano Rudy Hermann Guede che opta poi per il rito abbreviato, sono valutati concreti al punto che in primo grado vengono condannati tutti a tre rispettivamente a 26, 25 e 16 anni di reclusione.

Dopo la prima condanna, arriva l’assoluzione

Il ottobre 2011, tuttavia, la Corte di assise di appello di Perugia ribalta il pronunciamento precedente e assolve Knox e Sollecito per non aver commesso il fatto. I due tornano in libertà e Amanda può rientrare negli Stati Uniti, in attesa della Cassazione. Che, attraverso la prima sezione penale, si pronuncia il 26 marzo 2013 annullando le assoluzioni e disponendo un nuovo processo di secondo grado. Quello che il 30 gennaio 2014 condanna di nuovo Knox e Sollecito per il delitto del 2007.

Rischio estradizione? “Non tornerò in Italia”

“Matrimonio o no”, commenta oggi l’editorialista del Seattle Times Jonathan Martin, “il futuro di Knox si è cristallizzato quel 2 novembre di 8 anni fa”. Il giornalista l’ha incontrata a fine 2014 in un bar di West Seattle: la ragazza si è laureata all’università di Washington recuperando i 4 anni di ritardo dovuti al carcere, ha iniziato a scrivere per il West Seattle Herald e lavora in una libreria dichiarando che in Italia non tornerà, qualsiasi sia il nuovo pronunciamento della Cassazione. “Un processo di estradizione”, scrive ancora Jonathan Martin, “sarebbe giuridicamente difficile da evitare, oltre che dolorosamente costoso per la sua famiglia. Ma ho il sospetto che per alcuni membri del Congresso questa vicenda potrebbe trasformarsi in una lotta politica”. Con buona pace di Meredith Kercher, sepolta nel cimitero a poca distanza dalla sua casa di Croydon.

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