Palestre: un mondo di persone bizzarre tra miss, pettegole e scimmie

Ebbene sì, ragazzi, la pacchia è finita. Giovedì è ricominciata la scuola e con lei sono iniziati ad arrivare i compiti e tutta la solita routine si è fatta largo nelle nostre vite. Solita routine all’interno della quale lo sport ed il movimento, ovviamente, non possono mancare. Per quanto mi riguarda, vado in palestra da ormai un anno e nel corso del tempo ho avuto moooolte occasioni di osservare chi mi circonda, ed è proprio di questo che voglio parlarvi oggi: degli strani soggetti che si possono trovare in palestra (o almeno nella mia).

Iniziamo con quelle ragazze che io mi domando se abbiano capito che sono in palestra e non in discoteca. Nel caso remoto in cui abbiano capito che sono in palestra, forse non è loro chiaro che in palestra si suda e il trucco si sbava e i capelli si legano perché con il sudore si sporcano. Per cui è inutile che vengano più tirate come a una sfilata di moda, con i capelli e il make up meraviglioso (che io nemmeno a una festa ce l’ho messo così bene).

Solitamente indossano leggings e reggiseni super push up, se le guardi ti squadrano, se le cerchi su Instagram vedi solo selfie fatti in palestra per fare la figura delle super fighe atletiche e casualmente tutte le volte che le guardi stanno parlando con gli istruttori più giovani e carini. Penso di non averle mai beccate a tirare su un peso e chiamerei il loro abbonamento “abbonamento annuale al luogo in cui andare per provare a trovare un fidanzato”.

Ci sono poi le pettegole, solitamente sono donne e sono anziane. Sto parlando di coloro che mentre sei sul tapis roulant spiano quante calorie hai consumato e se ho una maglia corta iniziano a fissarmi il piercing che ho all’ombelico per poi andarlo a dire ad alta voce a tutte le loro compagne di palestra. Compagne con le quali spettegolano per tutto il tempo (da quando arrivano con la giacca a quando sono nude sotto la doccia) e tutti sentono quello che dicono perché urlano senza accorgersene.

Passiamo a quelli che io chiamo scimmie. Ovvero quegli uomini super muscolosi che tirano su peso assolutamente immani e fanno versi assurdi che sembra stiano per essere assassinati. Quelli che quando mollano un peso fanno un tale rumore che tutti si girano, il pavimento trema e ogni volta ho paura di finire al piano di sotto a ballare la zumba. In compenso, quando facciamo esercizi per le braccia l’uno vicina all’altra, abbiamo la stessa faccia, l’unico piccolo particolare è che io tiro su 1 kg… loro 100.

Dopodiché ci sono i fantasmi. Le persone che vengono in palestra tra aprile e giugno con obbiettivi impossibili in previsione dell’estate. Io sinceramente li stimo, almeno ci provano. Quest’ultima categoria (fantasmi) può rientrare all’interno di quel tipo di persone che viene in palestra solo perché si sente in colpa per aver pagato un abbonamento annuale, ma che si ritrova a non vedere l’ora di finire “l’allenamento” per andare a casa o alle macchinette della palestra a mangiare.

Infine ci sono io. Io che saluto le persone per strada mentre corro sul tapis roulant perché così mi distraggo e non pensò alla fatica (l’altro giorno una signora è inciampata in un tombino perché stava guardando me anziché la strada). Io che canto a squarcia gola con le cuffie nelle orecchie le canzoni energetiche che sto ascoltando. Io che quando un esemplare di sesso maschile mi fissa, per paura che abbia cattive intenzioni, comincio a fargli smorfie da mostro o arriccio il naso per rendermi più brutta e fargli cambiare idea.

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