Le avventure di Bavaglio, l’anatra che ha dato il nome a una gelateria

Tutto ha inizio con un’anatra di nome “Bavaglio” dalle caratteristiche piuttosto particolari. Col suo nome è stata aperta un’ottima gelateria artigianale nella zona di Trespiano, a Firenze, e sempre col suo nome  , esiste una piccola e preziosa collana di libri che raccontano le avventure del pennuto

  – Era l’anatra che apparteneva a mio papà quando era piccolo, – spiega Sofia Vettori, autrice dei libri – e noi fratelli siamo cresciuti ascoltando le sue storie straordinarie.  Attraverso i libri ho voluto trasmetterle non solo ai miei figli, ma anche a chi crede nell’amicizia  fra uomini e animali. L’anatra si chiamava Bavaglio perché sul petto aveva delle bellissime piume bianche, come il bavaglio dei bambini.

 

Una pila di energia positiva

Sofia Vettori (nella foto in apertura e qui sopra) è una pila carica di energia positiva. È una liutaia di successo (i suoi violini hanno vinto diversi premi), ma evidentemente costruire strumenti nella liuteria di famiglia non le basta per trasmettere tutta la bellezza… e la dolcezza che ha dentro, visto che la sua prima attività collaterale è stata quella di aprire una gelateria!

Ma tornando ai libri, sono già quattro i titoli usciti: “Bavaglio mangia  il gelato”, “Bavaglio prova lo scateboard”, “Bavaglio e i suoi anatroccoli” e l’ultimo “Bavaglio e la guerra”, in cui sono narrate le avventure di quando la Linea Gotica, nel 1944,  si fermò a lungo sull’Appennino tosco-emiliano.

Foto autentiche dei luoghi e dell’epoca

Il filo dei racconti è  lineare e caldo. La tecnica dell’illustrazione è legata al filo della memoria: sulle foto autentiche dei luoghi e dell’epoca, sono sistemate, a collage, le figure protagoniste delle diverse storie.  Uno stile apparentemente semplice, ma estremamente raffinato.

Aspettiamo le prossime avventure della mitica anatra Bavaglio, magari gustando un gelato nella sua gelateria.

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