L’abbraccio di Roma a Lando Fiorini: i funerali a Trastevere (video)

L’abbraccio della sua Roma, tanti amici e tanta gente comune in Campidoglio per la camera ardente di Lando Fiorini, ma anche la sindaca Virginia Raggi arrivata con il marito e il figlioletto, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il collega Edoardo Vianello, il rugbista Andrea Lo Cicero.

La camera ardente ieri

A salutare il popolare cantante, icona della canzone popolare romana, tante persone che si sono strette ai familiari, la moglie Anna, conosciuta negli anni più duri del lavoro ai Mercati Generali e sposata nel ’64, i figli Carola e Francesco.

Il ricordo del figlio

C’è chi lascia un fiore, chi una carezza, chi ha portato con sé la pagina di un quotidiano che oggi ne ripercorre la carriera. “Era amato da tutti”, commenta commosso Francesco, il viso che ricorda tantissimo quello del padre da giovane, “oggi prima di venire qui ho deciso di mettere il suo cappotto e lo ringrazio perché come uomo, come padre, ci ha trasmesso tanti principi, tanti valori, un’umiltà giusta”.

Le esequie

I funerali oggi, lunedì 11 dicembre, alle 11, nella chiesa del suo quartiere, Trastevere.

L’addio a Lando Fiorini: oggi la camera ardente in Campidoglio, le notizie del 10 dicembre 2017

È morto a Roma nella serata di sabato 9 dicembre Lando Fiorini (Leopoldo all’anagrafe), il re della canzone romana. Ad annunciare la sua morte, avvenuta a 79 anni dopo una lunga malattia, è stato il figlio Francesco, all’Adnkronos.

Il saluto nel suo quartiere

Allestita oggi, domenica 10 dicembre, in Campidoglio dalle 15 alle 20 la camera ardente per l’ultimo saluto al celebre cantante romano. I funerali si svolgeranno domani, lunedì 11 dicembre, alle 11, in una chiesa del suo amato quartiere di Trastevere. Il luogo della cerimonia funebre non è ancora stato deciso, ma la famiglia – si apprende – vorrebbe celebrarli nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere.

L’artista era nato il il 27 gennaio 1938 nella capitale da una famiglia di Trastevere. Ultimo di 8 figli, si trovò a vivere la difficile situazione economica dell’Italia postbellica e i genitori lo affidarono alle cure di una coppia modenese. Così, per circa 2 anni, visse a Disvetro di Cavezzo, presso i Montanari.

I mille lavori svolti

Gli anni della sua infanzia sono decisamente non facili per lui, segnati anche dalla prematura scomparsa della madre, che morì quando Lando aveva 14 anni. Tornato a Roma, si diede da fare con vari lavori, come il barbiere e il riparatore di biciclette. Nel 1959 fece il facchino ai mercati generali di via Ostiense e qui non perse occasione per intonare canzoni. A spingerlo gli amici “Nino er biondo” e Amedeo Silvestri, cassiere della ditta D’Acunto-Santini.

I suoi brani più celebri

Quest’ultimo lo spronò a studiare canto e il risultato furono le interpretazioni di motivi che sono rimasti scolpiti nella memoria delle persone. In oltre 50 anni di carriera ha rappresentato, attraverso le sue canzoni, la romanità più squisita, colta, disincantata, ma anche affabile, generosa. Le sue canzoni sono un inno alla città, una testimonianza d’amore. “Stornellata romana”, “Pe’ lungo Tevere”, “Barcarolo romano”, “Ciumachella de Trastevere”, “Semo gente de borgata”, “‘Na preghiera pe’ Roma sparita”, “Nun je dà retta Roma”, “Chitarra romana”, “Roma in saccoccia…”.

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