Roma, pranzano al giapponese: le clienti sullo scontrino sono le “ciccione”

Una giornata festiva, la decisione di andare a pranzo fuori e la doccia fredda finale. E non tanto perché il conto, 77,10 euro, è più alto delle attese, ma perché le clienti, sedute al tavolo 86 del ristorante giapponese Jinja Parioli, vengono definite “ciccione”. È accaduto a Roma e a denunciarlo una dei commensali.

La denuncia di Facebook

Elisa Barbolini, di Sassuolo, ha scritto su Facebook: “Ieri a pranzo in 4 (3 donne ed 1 uomo). Questo è lo scontrino non fiscale che ci hanno portato. Alla cassa, in mia presenza (le altre 2 erano uscite a fumare), il mio amico ha fatto notare che qualcosa non andava ma nessuno ci ha chiesto scusa. Si sono solo affrettati a fare lo scontrino fiscale per toglierci questo dalle mani. Su Tripadvisor ho scritto una recensione che si ricorderanno, con tanto di foto, che sono ancora in attesa che pubblichino però. Bodyshaming ne abbiamo?”.

La risposta del ristoratore

Dopodiché un amico della donna emiliana chiede spiegazioni direttamente al ristorante. La risposta viene pubblicata di nuovo da Elisa Barbolini. “È stato risposto che si tratta del nome dell’operatore, che vengono date sempre spiegazioni in merito alla cassa e che alla cassa (toh!) c’era proprio lui ieri al momento del fatto”. Sarà vero?

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