Medici e veterinari domani in sciopero: saltano 40.000 interventi

“Preoccupate per lo stato della sanità pubblica e per lo stato del contratto di lavoro” le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria incrociano le braccia per 24 ore domani, 12 dicembre. Lo ha comunicato la segreteria regionale Anaao Assomed Vda. “Non è più possibile accettare il perseverante definanziamento della sanità pubblica”, si legge in una nota, “con conseguente possibile compromissione del diritto alla salute dei cittadini”.

Manifestazioni in tutta Italia

Sono previste manifestazioni in varie città d’Italia: a Roma si terrà un sit in dalle ore 11 davanti al ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre. La protesta è organizzata da vari sindacati del comparto (Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici e dirigenti Ssn, Fvm Federazione Veterinari e Medici, Fassid Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti-Fials Medici, Uil Fpl Coordinamento nazionale delle Aree contrattuali Medica e Veterinaria).

Saltano anche le visite specialistiche

Lo sciopero, dice l’Anaao Assomed, interesserà i lavoratori “strutturati e precari, compresi quelli storici della ricerca, atipici, pagati con il baratto o assunti con contratti di dieci giorni, che causerà domani la sospensione di 40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. La sanità chiude un giorno per non chiudere per sempre”.

La questione contrattuali

“Non si può restare inerti davanti al blocco delle trattative contrattuali”, viene scritto ancora, “ferme da ben otto anni. Non si può tollerare che le risorse economiche stanziate siano così inadeguate a fronte di un prolungato saccheggio dei fondi contrattuali della nostra categoria e a fronte dei risparmi generati dalle mancate assunzioni di dirigenti medici e sanitari”.

Pensioni e professione usurante

Inoltre, “nonostante l’evidente costante peggioramento delle condizioni di lavoro dei medici il governo non ritiene che la professione medica sia da considerare ‘lavoro usurante’: se non si prendono provvedimenti i cittadini rischieranno di essere curati da medici e dirigenti sanitari ultra-sessantacinquenni, demotivati che dovranno svolgere attività stressanti come se fossero a inizio carriera, magari in pronto soccorso o in sala operatoria”.

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