Istigazione al suicidio di D’Angelo, si indaga

Aperto un fascicolo sulla morte di Luigino D’Angelo. Il pubblico ministero Alessandra D’Amore procede contro ignoti per istigazione al suicidio del pensionato-risparmiatore che nel crac della sua banca ha perso i risparmi di una vita, oltre i 100.000 euro. È stata già acquisita agli atti la lettera in cui l’anziano ha spiegato le ragioni del suo gesto. Anche alcune associazioni dei consumatori – prime tra tutte Adusbef e Federconsumatori – avevano presentato, nei giorni scorsi, degli esposti in cui chiedevano di indagare su quanto avvenuto tra il pensionato e la sede di Civitavecchia della Banca Etruria. “Scusami se mi sono fatto abbindolare e ho perso i nostri risparmi”, ha scritto D’Angelo nell’ultima lettera alla moglie.

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I risparmi di una vita andati in fumo

La sua banca fallisce e Luigino D’Angelo  – l’anziano risparmiatore di Civitavecchia nella foto in basso, mentre in apertura c’è l’immagine dell’ex dipendente Enel con la vedova – vede i risparmi di una vita andare in fumo. Le sue ultime parole le ha lasciate scritte su un bigliettino, ritrovato dalla moglie accanto al corpo senza vita del marito.

Lui, un uomo di 68 anni di Civitavecchia, ha deciso di farla finita impiccandosi alla scala della sua villetta dopo aver scoperto di aver perso tutti i suoi risparmi, circa centomila euro, nel fallimento della banca. A dare l’allarme è stata la moglie che ha avvertito la polizia intervenuta sul posto. L’uomo, un pensionato ex dipendente dell’Enel, li aveva depositati nella filiale della Banca Etruria di Civitavecchia. Viveva in una villetta a schiera insieme alla moglie e alla suocera novantenne.

 

Le parole della moglie di D’Angelo

“Andrò avanti? Se ce la farò sì”: sono le parole di Lidia, la moglie del pensionato, affidate ai giornalisti assiepati all’esterno del loro villino (nella foto in apertura la donna). Le ultime parole dell’uomo prima di togliersi la vita le ha lasciate scritte su un bigliettino, in cui chiamerebbe in causa il crac del proprio istituto di credito, ritrovato proprio dalla moglie accanto al corpo senza vita del marito.

Nelle parole della donna aleggia – anche se contenuta – un’idea inquietante di imitare il suicidio del marito.

 

“Mi suicido non per i soldi, ma per lo smacco”

La lettera che le ha lasciato il marito, racconta la signora Lidia, comincia così: “Chiedo scusa a tutti per il mio gesto: non è per i soldi, ma per lo smacco subito”.

La signora poi racconta che: “(…) da ultimo gli avevano fatto firmare un altro attestato di rischio, per sollevarsi dalle responsabilità. Lui si era subito pentito e aveva voluto indietro il documento. No, gli hanno risposto. È di proprietà delle banche”.

 

110.000 euro e un lingotto d’oro

Secondo Etruria News, il pensionato ha lasciato una lettera di accuse alla Banca Etruria che avrebbe azzerato i suoi risparmi: 110.000 euro, divisi tra obbligazioni, un lingotto d’oro e contanti.

La lettera, secondo quanto riferisce Paolo Gianlorenzo, direttore della testata online, è stata trovata dagli inquirenti nel pc dell’ex dipendente dell’Enel. In essa l’uomo ripercorre la trafila fatta per rientrare in possesso dei suoi risparmi.

 

Un pomeriggio di disperazione

Questa la successione degli eventi secondo Etruria News, informatissimo sulla tragedia.

“Sono le 16 e 20 del 28 novembre quando salva la lettera scritta sul suo Pc disposto nella sala piena di fotografie e ricordi suoi e di sua moglie Lidia. Alle 16 e 40 prende una corda, la lega nella ringhiera delle scale che conducono dal piano terra alla taverna e decide di farla finita.

La moglie stava preparando i vestiti per la sera, dovevano uscire, andare a cena con gli amici e poi a ballare. Invece l’ha trovato ormai privo di vita e in preda al panico e alla disperazione ha chiesto aiuto.

Sono arrivati subito gli aiuti ma inutili. Luigino aveva finito di vivere. Il sopralluogo degli agenti del commissariato di Polizia di Civitavecchia e del magistrato. Saranno loro a ritrovare la lettera scritta sul pc perché la moglie, incalzata dalle domande, si era ricordata di averlo visto scrivere proprio lì poco prima”.

 

Una lettera con molti refusi ma chiarissima

“Una lettera con molti refusi – continua il sito che racconta la tragica vicenda –  segno di confusione e disperazione ma, allo stesso tempo, straordinariamente sintetica e concisa.

Un duro atto d’accusa mosso a tutte quelle persone, dipendenti della Banca dell’Etruria, che con lui avevano avuto a che fare in questi ultimi mesi”.

 

“Un atto d’accusa contro Banca Etruria”

“La lettera è un atto di accusa nei confronti della banca Etruria – dice Gianlorenzo -. Il signore era un correntista da 50 anni e da mesi cercava di rientrare in possesso dei suoi soldi: aveva anche detto alla banca ch era pronto ad accontentarsi di una somma più bassa. Inoltre – spiega Gianlorenzo – accusa l’istituto di credito di avergli cambiato il profilo da basso ad alto rischio e di avergli addirittura mandato un funzionario da Arezzo per rassicurarlo che i suoi risparmi sarebbero stati in buone mani”.

 

Non aveva trovato un consiglio adeguato

Sempre secondo quanto riportato da Etruria News, l’uomo si era rivolto a diverse persone per chiedere aiuto e consiglio, ma la risposta che riceveva era sempre la stessa: non aveva più speranze di tornare in possesso di quei risparmi.

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L’intervento di Adusbef e Federconsumatori

Della tragedia, avvenuta il 28 novembre ma di cui solo oggi si è avuta notizia, si sono interessate anche le associazioni di consumatori Adusbef e Federconsumatori, che hanno espresso le condoglianze per la tragedia che ha colpito “un risparmiatore di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, oggetto dell’esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in”.

 

Sotto accusa il decreto sulle 4 banche

Le associazioni hanno chiesto al procuratore capo di Civitavecchia di aprire un’indagine per verificare se il decreto sulla risoluzione delle 4 banche – detto “salvabanche” – sia “compatibile con le norme penali e con la Costituzione”.

 

Banca Etruria, filiale di Civitavecchia. Così D.L., un 70enne di Civitavecchia, ha preso una corda e si è impiccato alla ringhiera del balcone di casa. La notizia è stata diffusa da Etruria News. Il suicidio è del 28 novembre, ma solo oggi i suoi familiari hanno ritrovato la lettera nel computer scritta dal pensionato per spiegare il suo estremo gesto.
Della tragedia si sono interessate anche le associazioni di consumatoriAdusbef e Federconsumatori che “chiedono al procuratore di Civitavecchia di aprire una indagine per istigazione al suicidio. E per verificare se il decreto sulla risoluzione delle 4 banche sia compatibile con le norme penali e con la Costituzione”.

 

Le condoglianze dell’associazione Vittime del Salva-banche

L’associazione Vittime del Salva-Banche conferma la tragica notizia e invia le condoglianze alla famiglia.

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