Addio a Veronesi: ai funerali laici il figlio suona Beethoven e Puccini (foto)

La cerimonia laica è iniziata sulle note de Il Chiaro di luna di Beethoven e Tu che di gel sei cinta dalla Turandot di Puccini, suonate dal figlio Alberto, direttore d’orchestra. L’addio a Umberto Veronesi è stato seguito da una folla che ha gremito la Sala Alessi di Palazzo Marino. Due i maxischermi allestiti per consentire di seguire le esequie anche a chi non ha trovato posto in Comune a Milano.

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Sala: “Per lui contava l’uomo, non il malato”

A prendere la parola poco l’esecuzione musicale è stato il sindaco Beppe Sala che ha detto: “Veronesi ci ha insegnato che è l’uomo che conta, non solo il malato. Abbiamo imparato a modificare i nostri stili di vita e avuto parole di pace che non saranno dimenticate. Resterà sempre il simbolo della dignità umana”.

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Sarà tumulato al Monumentale di Milano

Attorno al feretro c’erano gli altri figli, i nipoti e la moglie dello scienziato, Sultana Razon (nella foto sopra). Presenti anche dell’ex ministro Emma Bonino (sotto) e il professor Pier Giuseppe Pelicci (direttore ricerca all’Istituto europeo di oncologia). Hanno partecipato l’attuale ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la giurista Livia Pomodoro ed esponenti del mondo della cultura come Carla Fracci. Alla fine l’oncologo sarà sepolto al cimitero Monumentale di Milano.

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Una folla ieri alla camera ardente

Ieri è stata aperta per tutta la giornata la camera ardente nella sede del Comune di Milano. Migliaia di persone sono andate a rendere omaggio al professore.

Il feretro è stato sistemato nella sala Alessi. Sulla bara di legno scuro è stato posato un cuscino di rose rosse e ai piedi una foto dell’ex ministro e oncologo, in cui sorride. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha raccontato di essere stato curato da Veronesi, ha portato per primo il suo saluto alla famiglia che sedeva accanto al feretro.

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Centinaia di milanesi in fila per l’estremo omaggio, come mostra la foto qui sopra.

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Il figlio: “Ha scelto l’eutanasia”

Il figlio del luminare ha fatto anche trapelare una notizia inattesa, vista l’età. Umberto Veronesi ha scelto l’eutanasia.

“Predicava l’eutanasia, ha rifiutato le ultime cure – ha detto il figlio Paolo (con lui nella foto in basso, aggiungendo: “Mio padre ha sempre predicato l’eutanasia, cioè il diritto di non soffrire e in qualche modo non ha voluto essere curato alla fine. Non ha voluto essere ricoverato, non ha voluto alcun prolungamento. Ha voluto andarsene e la morte è stata inevitabile“.

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Sala: “Persona che non si è mai risparmiata”

“L’umanità è fondamentale per chi sta male e Veronesi era un maestro in questo”, ha detto ancora Sala (nella foto sotto mentre esprime il suo cordoglio alla vedova). Ricordando quando era un malato di cancro come gli altri, prima della presidente di Expo e della vittoria a Palazzo Marino, Veronesi gli diede il suo numero di telefono dicendogli “chiama quando vuoi”. “Questa cosa sobria e silenziosa è la rappresentazione della nostra città”, ha commentato Sala. “Era una persona che non si è mai risparmiata, ha rilasciato interviste anche fino a 4 giorni prima della sua morte”.

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Lunghe code per portare un omaggio

In coda già prima dell’apertura della camera ardente, alle 11 (resta visitabile fino alle 22.30 e poi ancora domani, venerdì 11 novembre, dalle 8.30 alle 11, quando inizieranno le esequie civili), i cittadini che vogliono portare l’ultimo saluto a Umberto Veronesi, l’oncologo scomparso all’età di 91 anni. In attesa in piazza della Scala anche alcuni pazienti dell’ex ministro che hanno ricordato in particolare la sua “umanità e la sua sensibilità” nel rapporto con i malati.

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Domani i funerali laici a Milano

Funerali laici a Palazzo Marino per Umberto Veronesi, domani venerdì 11 novembre a partire dalle 11. Lo ha annunciato la figlia Giulia (nella foto sotto con il padre): “È una proposta che ci ha fatto il Comune, e da domani, giovedì, sarà aperta la camera ardente”. Il figlio dell’oncologo, Alberto Veronesi, direttore d’orchestra, ha aggiunto che la camera ardente sarà allestita sempre nel palazzo comunale, in Sala Alessi, a partire da domani, 10 novembre, dalle 11 alle 20.30 e resterà aperta anche venerdì mattina dalle 8.30.

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Veronesi: “Non aveva paura della morte” (video)

È morto martedì 8 novembre nella sua casa di Milano l’oncologo Umberto Veronesi. Da alcune settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. Al momento del decesso, il medico era circondato dai familiari, la moglie e i figli. Oncologo e uomo politico, Veronesi avrebbe compiuto 91 anni il 28 novembre. Ha dedicato la sua vita alla lotta ai tumori, a quelli tipici delle donne in particolare.

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Ministro nel secondo governo Amato

È stato fondatore e presidente della Fondazione per la ricerca sul cancro che porta il suo nome, ministro della Sanità nel secondo governo Amato e senatore. Nel video sopra, Veronesi racconta la sua passione per la scienza e per la medicina.

Il suo approccio studiato anche negli Usa

Dal punto di vista professionale, aveva iniziato e si era formato all’Istituto dei tumori di Milano e negli anni Settanta è già nel pieno delle sue sperimentazioni terapeutiche. Venivano medici anche degli Stati Uniti per studiare la sua sua terapia adiuvante per il carcinoma della mammella.

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Una priorità: evitare menomazioni

Inoltre ricorse alla chirurgia conservativa ogni volta che fu possibile per un creare menomazioni (“Amo troppo le donne per vedere i seni straziati dall’amputazione”, sosteneva) e osservato speciale per lui era il linfonodo sentinella che gli consentì di capire come la malattia si sarebbe evoluta.

Il commento della Fondazione intitolata e lui

“Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione”: queste le parole di Umberto Veronesi nell’ultimo periodo trascorso nella Fondazione che porta il suo nome.

È la stessa Fondazione Veronesi a renderle note. “Siamo tutti profondamente colpiti da questa dolorosissima perdita. – scrive la Fondazione – Il Professore non aveva paura della morte, considerandola un evento naturale della vita. Da persona illuminata e fiduciosa nel futuro, ha voluto che la Fondazione continuasse a porsi grandi obiettivi da raggiungere”.

“Lavorando al suo fianco – prosegue la nota della Fondazione Veronesi – abbiamo fatto nostri i suoi principi e i suoi obiettivi: sostenere la ricerca all’avanguardia, diffondere la cultura scientifica, promuovere la prevenzione, migliorare la qualità della vita delle persone e difendere l’etica, anche precorrendo i tempi e contestando convenzioni dominanti. Continueremo le attività nate da una mente eccelsa, con ancora maggiore determinazione. La stessa determinazione che il Professore è stato capace di trasmetterci giorno dopo giorno”.
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Lorenzin: “Ha insegnato la prevenzione alle donne”

Immediate le reazioni. “Addio a Umberto Veronesi, grande scienziato uomo di valore, che ha insegnato alle donne come vincere e difendersi dal cancro. Un abbraccio affettuoso ai suoi cari”, ha scritto in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin (nella foto sopra). Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ricordato Veronesi dicendo: “È stato un grande uomo per la sanità. Vorrei che lo ricordaste con un grande applauso”.

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Pinto: “Padre dell’oncologia italiana”

“Una grande perdita per tutta l’oncologia italiana”, ha commentato il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, Carmine Pinto (sopra). “Veronesi è stato tra i padri fondatori dell’oncologia del nostro Paese con un impegno continuo per lo sviluppo della ricerca di base e clinica, per l’umanizzazione delle cure in oncologia. Ne ricordiamo anche l’impegno come ministro della Sanità, con un’importante azione intrapresa per razionalizzare le cure”.

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